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Pdl: il Duello Bondi – Fini

Durante la presentazione, nella sala Colonne di Palazzo Marini, della “Rivista di politica” diretta da Alessandro Campi, ci sono state scintille tra il ministro Sandro Bondi ed il presidente della Camera Gianfranco Fini, il quale, durante il dibattito, ha affermato con forza l’opinione (riteniamo condivisa da moltissimi cittadini italiani) che diversi fenomeni di ingiustizia sociale e malaffare che da tempo caratterizzano la vita del nostro Paese sono dovute al fatto che la classe politica ha trascinato la democrazia verso la degenerazione, trasformandola in partitocrazia.
E’ un problema di cui, sappiamo, l’Italia soffre da oltre un trentennio con la differenza, usiamo le parole di Fini, che “prima si rubava per il partito, oggi si ruba per sè; non c’è più la politica, ma di malfattori in politica ce ne sono tantissimi”.
Aggiungiamo noi che molti di questi svolgono normali funzioni dentro le Camere parlamentari, specialmente quelli già condannati in via definitiva per reati legati a tangenti e corruzione, e si può ben immaginare a quale tipo di affari e pratiche si dedichino.

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Sparito il disegno di legge sulla corruzione nella PA:

Che fine ha fatto il disegno di legge “Norme per il contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione e in materia di cause ostative all’assunzione di incarichi di governo, incandidabilità ed ineleggibilità dei condannati per reati contro la pubblica amministrazione?”. E’ stato messo, come al solito, ad ammuffire in qualche archivio dimenticato, dopo essere stato usato come spot pubblicitario?
Ma il presidente Fini, durante il confronto con il ministro Bondi, non si è soffermato solo su questo punto, ma ha parlato anche dell’ anomalia inerete ill caso del neo-ministro Aldo Brancher (non ha voluto usare, immaginiamo per delicatezza, la parola “vergogna” che a tale proposito è d’uso  presso i cittadini), e del preoccupante ruolo della Lega Nord che, attraverso i comportamenti e le azioni ben note, rischia di mettere in crisi le fondamenta dell’unità d’Italia.
Lanciando poi un’ulteriore stoccata su un altro caso che lascia da tempo perplessa l’intera opinione pubblica del Paese e che, come i lettori avranno compreso, riguarda il sottosegretario Nicola Cosentino, verso cui la magistratura ha inoltrato mandato d’arresto per legami con il clan camorristico dei Casalesi.
“Quale paese al mondo” – ha ribadito Fini al suo interlocutore – “ha un sottosegretario del quale hanno chiesto l’arresto per gravi reati?”. E qui, candidamente Bondi ha dato una risposta piena di significati inquietanti, le cui conseguenze pesano quotidianamente sulle fatiche dei cittadini: “Un pò di garbo, i dirigenti si difendono, si esprime solidarietà”. Come dire che queste cose si risolvono in famiglia, da buoni fratelli.

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