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Mentre la politica si azzuffa l’ Italia soccombe

Il braccio di ferro tra Fini e Berlusconi, come i nostri lettori sanno bene, da qualche giorno occupa grandi spazi nei vari media, data la complessità raggiunta nel rapporto tra i due alleati, i quali divergono su alcuni punti centrali che riguardano sia la politica da esprimere nei confronti della gestione democratica della cosa pubblica e delle apposite istituzioni esistenti per la sua salvaguardia, sia sul peso che richiede il terzo alleato leghista, che mira, pur facendo leva su un potere consolidato su una non grande parte del territorio italiano, ad imporre il proprio controllo su centri nevralgici come le banche ed altre importanti dirigenze di importanza nazionale.
In questo contesto, non si vede l’ombra di intervento alcuno, da parte di questi fondamentali vertici politici, sui gravi problemi che pressano ormai da molto tempo i cittadini italiani di cui addirittura alcuni tra essi, sfiduciati e depressi da tale scoraggiante situazione, decidono di ricorrere ai sistemi più estremi per porre fine alle proprie tribolazioni.

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Incapacità dei politici e suicidi per la crisi:

Non stiamo parlando della situazione vigente nelle inumane e deprimenti carceri del nostro Paese dove i casi di suicidio continuano a moltiplicarsi davanti all’incapacità del governo di trovare idonee soluzioni al problema del sovraffollamento e dell’incostituzionale gestione di tali strutture che dovrebbero tendere al recupero, ma dei moltissimi episodi di persone comuni cui è stata tolta ogni parvenza di dignità civile e sociale, che decidono,troppo spesso tra l’indifferenza generale, di mettere in atto dei gesti estremi.
Soltanto poche ore fa, per esempio, un padre disperato, non trovando soluzioni al mantenimento della propria famiglia, ha tentato una rapina in banca (Banca Intesa San Paolo di piazza Gabriele Rosa,a Milano) presentandosi al cassiere con un biglietto che diceva: «Sono un padre di famiglia disperato. Devo fare questa rapina. O una pistola». Non sapeva che doveva mettere una H davanti alla O, così come il nostro governo non sa come si affrontano i veri problemi che attanagliano in questo momento il nostro Paese. La cassiera, presa da un grave dispiacere davanti a quella scena, col cuore affranto ha dovuto rispondergli: ” Mi dispiace, ma non abbiamo neanche un euro in cassa”.

Furti nei supermercati per mangiare:

Sembrava proprio un discorso simile a quello che ripete continuamente ai quattro venti il nostro ministro Tremonti. Mi dispiace, uccidetevi pure, ma lo Stato non è in grado di intervenire. I soldi servono per finanziare la guerra in Afghanistan.
Ciò accadeva mentre a Salemi un pizzaiolo di 25 anni era stato appena arrestato dai carabinieri che lo avevano  sorpreso mentre appiccava il fuoco, dopo avervi versato della benzina, alla guaina in gomma di 200 metri di cavi dell’alta tensione che erano stati appena rubati al castello arabo – normanno di cui si vanta questa ridente località siciliana. “Ho rubato per sfamare i miei cinque figli”, ha detto l’uomo al giudice, ed il magistrato dopo aver fissato l’udienza del caso  lo ha rimesso in libertà.
Ma lo stato di disperazione in cui vivono molti connazionali in questo momento non si ferma qui: a Magliano dei Marsi, in Abruzzo, intanto due normali casalinghe, madri di famiglia disoccupate, mogli di operai con due figli, si sono improvvisate ladre per necessità. Hanno rubato generi alimentari nel supermercato, ma sono state scoperte e arrestate dai carabinieri. Nella refurtiva sono stati trovati anche pasta e biscotti per i bambini.
Alle due casalinghe, che sono comunque risultate incensurate, sono stati concessi gli arresti domiciliari (presto servirà un nuovo esercito di poliziotti e carabinieri per gestire l’enorme flusso di cittadini che per motivi come questi saranno destinati agli arresti domiciliari ).
Rubano per non uccidersi. Come ha fatto, sempre poche ore fa, M. F., 44 anni della provincia di Matera, che si è impiccato nel garage di casa sua a Marmorta di Molinella, in provincia di Bologna. Era in cassa integrazione, era ossessionato dalla paura di non riuscire a mantenere la famiglia ed aveva la certezza che da questo Stato non avrebbe avuto alcun sostegno.

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