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Manovra finanziaria e tagli: regioni e province sul piede di guerra

Tra le Regioni italiane ed il Governo si apre una fase di duro scontro per via dei tagli e trasferimenti inseriti nella manovra economica. Con un documento approvato all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, tenuta nelle ore scorse, è partita una vibrante denuncia per il mancato coinvolgimento delle istituzioni regionali e provinciali nelle decisioni governative, i cui riflessi porteranno a gravi e devastanti conseguenze sulla pelle dei cittadini.
La manovra finanziaria voluta dal ministro Tremonti con la complicità del premier Berlusconi, inoltre, presenta evidenti rischi di incostituzionalità poichè toglie alle Regioni risorse finanziarie senza togliere le loro funzioni: ciò, in contrasto con quanto disposto dalla Corte Costituzionale.
La protesta di Regioni e Province autonome coincide con la presentazione del Rapporto Ceis Sanità 2009, presentato contemporaneamente a Roma, da cui emerge che oltre 5.000.000 di cittadini italiani nel corso del 2009 hanno avuto problemi di diversa entità nell’accesso alle cure sanitarie cui avevano diritto.

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Tagli alla Sanità: 

Giunto ormai alla sua settima edizione, il lavoro del Centro studi economici e internazionali della facoltà di economia dell’università Tor Vergata della capitale, indica  che la spesa sanitaria italiana può considerarsi ormai sotto controllo (forse anche troppo). La spesa pro-capite dei cittadini italiani, infatti, è oggi del 17,6% inferiore a quella dell’Europa a 15 e addirittura di quasi il doppio più bassa di Paesi extraeuropei come il Canada, il Giappone e gli Usa. Il rapporto Ceis Sanità fotografa anche le ripercussioni di questo evidente gap di finanziamento del sistema sanitario, ancor più evidente in considerazione della crisi economica esplosa nel 2008, sul budget familiare destinato alla salute. Tre dati su tutti aiutano a comprendere la situazione.
In Italia 338.000 nuclei familiari, pari ad oltre 1 milione di persone, sono stati soggetti a fenomeni di impoverimento a causa di spese sanitarie o sociali, soprattutto per problemi di non autosufficienza. Altre 992.000 famiglie, per un totale di circa 3 milioni di persone, sono state costrette a sostenere spese per la sanità molto elevate rispetto ai propri redditi.
In 2.600.000 famiglie, infine, almeno un componente ha dovuto rinunciare a sostenere spese sanitarie per il peso economico che avrebbero comportato. In tutto, quindi, si può presumere che siano oltre 5 milioni gli italiani che hanno avuto problemi di diversa entità nell’accesso alle cure sanitarie nel corso del 2009.

 

Nuovi ticket in vista:

Ciliegina sulla torta, tornando agli esiti della conferenza che ha visto protagoniste Regioni e Province Autonome, si fa strada la necessità impellente di un significativo intervento regionale a copertura della spesa sanitaria. Secondo le previsioni, le Regioni, infatti, potrebbero trovarsi a dover reperire risorse intorno ai 6 miliardi di euro per il 2010 e ai 7 miliardi nel 2011, attraverso nuove tasse, nuovi ticket o tagli alle prestazioni.
Intanto in Italia, che non è un Paese per vecchi, risulta che il numero di anziani presi in carico in programmi di assistenza domiciliare integrata è diminuito dall’84,1% all’81,2%. Il Rapporto fotografa poi un altro fallimento, quello dell’integrazione socio-sanitaria che si ferma a quella fra figure professionali sanitarie. Solo il 34,9% degli ultra 65enni presi in carico, infatti, ha ricevuto anche una qualche forma di assistenza sociale.

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