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Mala-politica: proseguono gli scandali della casta

Proseguono indisturbati gli scandali della casta politica malgrado i tanti (demagogici) richiami che da più parti invitano la classe dei governanti ad essere più morigerata nei comportamenti intendendo, forse, con queste esortazioni, di continuare a rubare ma senza farsi beccare.
E invece non passa giorno in cui non esca sui giornali uno scandalo legato a ruberie, intrallazzi e reati vari da parte di qualsivoglia politico: perché, è bene dirlo, quando si parla di cattiva politica sembra non esserci distinzione alcuna nè di partiti nè di colori. Almeno qui la par condicio è applicata.
Soltanto per rimanere sugli scandali politici delle ultime ore, alla regione Sicilia sono stati indagati 83 deputati su un totale di 90 (quasi l’unanimità) per un’inchiesta relativa alle spese pazze: l’ennesima.
L’inchiesta, che riguarda i finanziamenti ai gruppi delle due legislature precedenti rispetto a quella in carica ad oggi, è stata portata avanti dalle Fiamme Gialle che hanno quantificato un danno per l’erario di circa 10 milioni di euro.

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I rimborsi più strani dei consiglieri regionali:

Tra le spese che i deputati della regione Sicilia si sono fatti rimborsare c’è un po’ di tutto: profumi costosi, borse di Louis Vitton, cene, alberghi a 5 stelle e perfino una mancia di 1 euro lasciata in un bar.
Per la serie, al ridicolo non c’è mai fine. Tra gli indagati figurano nomi eccellenti quali ad esempio l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo (Mpa) e Davide Faraone (Pd), che proprio pochi giorni fa su indicazione di Matteo Renzi è stato nominato responsabile nazionale del Welfare. Gli avvisi di garanzia con ipotesi di peculato sono stati inviati ad 83 deputati, vedremo come andrà a finire.
Spostandoci più al nord, per la precisione in Liguria, l’ex vicepresidente del consiglio regionale Nicolò Scialfa è stato arrestato con le accuse di peculato, falso e truffa aggravata; il provvedimento è figlio dell’ indagine sulle spese del gruppo Idv tra il 2010 ed il 2012 e, secondo il giudice per le indagini preliminari che ha emesso l’ordine di custodia cautelare, l’ ex consigliere avrebbe sperperato 70 mila euro di fondi destinati al suo gruppo per sostenere spese personali.
Ed anche qui la lista è infinita e variopinta: si va dai divani al vino, passando per borse costose, una penna Montblanc ed ancora libri, cene e chi più ne ha più ne metta. Uno sperpero di denaro pubblico fatto rientrare nelle spese di rappresentanza. Insieme a Scialfa sono indagati anche altri 3 ex consiglieri regionali dell’ Idv.

Politica e sperpero di denaro pubblico:

Due casi simili nei quali la politica ha sperperato denaro pubblico. A questi possiamo aggiungere, tanto per restare agli ultimi giorni, il caso di Malagrotta, la discarica di Roma al centro di una bufera con il proprietario Manlio Cerroni depositario di una richiesta di arresto. Oltre a Cerroni sono stati raggiunti da richiesta di fermo l’ex presidente della regione Lazio Bruno Landi ed un ex dirigente regionale, Raniero De Filippis. La vicenda è ancora da definire e, secondo il parere di molti, di qui a breve potrebbe uscire qualche altro nome eccellente della politica legato allo scandalo dei rifiuti.
Così come delle ultime ore è la questione relativa a Nunzia De Girolamo: anche se per amor di verità bisogna dire che attualmente è di tutt’altro stampo ed impatto rispetto a quelle sopra poiché attualmente il ministro delle Politiche Agricole De Girolamo non è al centro di indagine.
Si parla di lei per una registrazione sospetta ed un po’ inopportuna, alcune dichiarazioni rubatele a sua insaputa e dalle quali si potrebbe pensare che la De Girolamo stesse tentando di fare pressioni per far avere un appalto (un bar all’interno di un ospedale) ad un suo famigliare.
Insomma, mentre la crisi non cessa a calare ed i consensi verso la politica sono ridotti all’osso a causa di anni di ruberie e corruzione varia, malgrado i richiami all’ordine ed i tanti sbandierati buoni intenti l’ attuale gruppo di governanti non sembra aver recepito il messaggio. Ma su questo c’erano pochi dubbi.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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