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Legge anticorruzione: eppur si muove

Eppur si muove. Nell’ audizione dello scorso 8 luglio al Senato, l’ Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori servizi e forniture (Avcp) ha fornito il proprio contributo di analisi e proposte sulle “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’ illegalità nella pubblica amministrazione” (Atto Senato 2156).
Gli articoli (3 e 4) relativi alla istituzione della Banca dati nazionale dei Contratti pubblici e dell’ Anagrafe unica dei contratti pubblici -è scritto nella relazione presentata alle Commissioni dall’ Avcp- “costituiscono un punto centrale e di fondamentale importanza per il raggiungimento dell’ obiettivo della trasparenza“.
Secondo l’ Avcp “la costituzione dell’anagrafe unica dei contratti pubblici, creando un repertorio comune, consentirebbe di trasformare la mole di dati informativi statistici oggi raccolti presso i Ministeri, le Regioni, le stazioni appaltanti, le imprese e l’ Autorità in un sistema di dati gestionali validati grazie alla possibilità di poterli finalmente incrociare fra loro.

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La Banca Dati e Anagrafe unica dei contratti:

In tal modo si darebbe vita alla Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (Bdncp), precondizione per realizzare strategie concertate di vigilanza e di controllo da parte della Autorità e di tutti gli altri soggetti deputati, Ministero dell’ interno e magistratura in primis”.
Ai parlamentari l’ Autorità ha anche spiegato che ” l’ esigenza della creazione di una Banca Dati e Anagrafe unica dei contratti, valida per qualunque tipo di contratto e di stazione appaltante, in grado di acquisire in tempo reale le informazioni sui soggetti attuatori, sui contratti, sulle imprese partecipanti alle gare, sulle imprese esecutrici, sulle imprese subappaltatrici e sui noli, risponderebbe all’ esigenza di disporre con immediatezza di tutte le informazioni, garantire la massima trasparenza del mercato degli appalti e conseguentemente intervenire tempestivamente per contrastare fenomeni particolarmente gravi legati all’ infiltrazione malavitosa nei contratti pubblici”.
“La ratio di tale disposizione -ha precisato l’Avcp- è quella di creare un circuito virtuoso di conoscenza e controllo diffuso sull’attività contrattuale pubblica, in modo da favorire il rispetto della legalità ed il corretto agire della pubblica amministrazione in funzione sia preventiva rispetto ai fenomeni di corruzione, sia di garanzia dell’efficacia della gestione della spesa pubblica”.

 

Un sistema centralizzato di contratti pubblici:

L’ Avcp ha inoltre ricordato ai senatori che “l’istituzione presso l’ Autorità della banca dati dei Certificati esecuzione lavori (Cel) ha già contribuito a contrastare il fenomeno dell’ utilizzo di certificati lavori falsi per il conseguimento dell’ attestazione di qualificazione” e ha affermato di ritenere “opportuno prevedere l’ obbligo dell’ invio telematico all’ Autorità anche dei certificati relativi all’ esecuzione delle prestazioni di servizi e forniture”.
“La costruzione di un sistema centralizzato dei contratti pubblici”, hanno proseguito dall’ Avcp durante l’ audizione, “diventerebbe uno strumento di semplificazione, vigilanza, e creazione del profilo dell’ esecutore e delle Stazioni Appaltanti”.
Rivolto sempre ai parlamentari, l’ Avcp ha poi espresso la propria convinzione che “per rispondere all’ esigenza della riqualificazione del mercato”, sul piano della domanda, è opportuno che il ruolo della domanda stessa venga rafforzato con l’ adozione di ulteriori misure che prevedano la pubblicazione nella banca dati, per ogni contratto, dei bandi e gli avvisi di gara, gli aggiudicatari e l’ elenco dei partecipanti, l’ inizio dell’ esecuzione del contratto, le sospensioni e le varianti, le imprese sub-appaltatrici, la durata e gli importi finali del contratto, i dati relativi al contenzioso ed al relativo esito, compresi gli eventuali arbitrati.
Sul tema della legiferazione di emergenza, che permette alle stazioni appaltanti di operare in deroga a numerose disposizioni comprese quelle del Codice appalti relative all’ Autorità e all’ Osservatorio dei contratti pubblici, l’ Avcp ha infine stigmatizzato il ricorso a tali procedure previste esclusivamente per fronteggiare, con poteri straordinari, calamità, catastrofi o altri eventi di natura eccezionale.

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