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La vittoria di Patrizia D’Addario

Alla fine Patrizia D’Addario, la escort più famosa di Italia, è riuscita a vincere la propria battaglia: potrà costruire finalmente il suo residence elegante con annesso centro benessere, progetto rimasto in sospeso da tempo e del quale aveva parlato anche al Premier Berlusconi, sperando in un piccolo aiuto, durante una di quelle notti intime trascorse a Palazzo Grazioli e divenute poi di pubblico dominio grazie alle registrazioni effettuate di nascosto.
Un buon risultato, non c’ è che dire, ed un’ottima notizia per quella che, in un verso o nell’altro, è stata il personaggio più chiacchierato dell’ ultimo anno rischiando, con un semplice registratore, di far crollare il Governo.
Tornando al centro benessere in dirittura di arrivo, lo scorso 21 Giugno la Commissione locale per il paesaggio, ossia l’organismo tecnico del comune di Bari preposto a pronunciarsi su questa materia, ha dato il via libera alla pratica dopo un’ attenta valutazione delle condizioni di fattibilità e dopo aver stabilito alcune regole da osservare per garantire la sicurezza ed il rispetto del paesaggio; il tutto senza alcuna raccomandazione od intercessione dall’alto ma nel pieno rispetto delle regole. Come dire, molto rumore per nulla. 

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Patrizia D’Addario: via libera al residence con centro benessere

Per la escort barese (o forse sarebbe il caso di parlare di ex escort) è un sogno che si avvera, un risultato inseguito a lungo per realizzare il quale la D’Addario sarebbe stata pronta a tutto; fino ad ora non c’era stato nulla da fare, nessuno era riuscito a sbloccare quella pratica rimasta ferma per anni nella rete degli uffici burocratici per via di un vincolo paesaggistico che impediva l’avvio dei lavori.
Nell’autunno di due anni fa, la escort barese ormai inserita a Palazzo Grazioli grazie alla supervisione dell’ imprenditore Tarantini, in un incontro notturno avuto con il Premier, riuscì a strappargli la promessa di un aiuto per portare finalmente a termine la costruzione di quel residence che era il grande progetto della sua vita. L’aiuto del premier, tuttavia, non arrivò.
Ora la situazione si è risolta e tutto sembra volgere al meglio; la D’Addario avrà presto il suo centro benessere di lusso e non avrà più bisogno di ricorrere a mezzi e mezzucci squallidi per portare avanti il suo progetto. Niente più registrazioni carpite nei momenti di intimità che, come noto, in politica fanno più danni della grandine.
Al riguardo, per chi comanda è peggio trovarsi invischiato in una vicenda a luci rosse piuttosto che perdere una guerra. Niente più ‘ospitate’ super pagate (o almeno ce lo auguriamo) nelle varie tv, con audience da capogiro e sponsor pronti a contendersi il succulento boccone.
Niente più prime pagine dei giornali infarcite di foto e dichiarazioni scandalistiche (in attesa naturalmente del prossimo scoop) per vendere qualche copia in più.

 

Vicenda D’Addario – Berlusconi e il mestiere di escort:

In un paese già alle prese con episodi di corruzione quotidiana, fatti passare spesso come del tutto irrilevanti, pessimi modelli presi a riferimento e quant’altro, certo non si sarebbe sentita la mancanza della D’Addario; chissà quale sarà il messaggio che, per l’ennesima volta, passerà ed emergerà da tutta questa torbida vicenda.
Chissà se tra i giovani ci sarà chi, alla fine di tutto, prenderà la protagonista di questa storia come un punto di riferimento, un modello da seguire, l’ennesima dimostrazione di pervicacia per raggiungere lo scopo piegandosi magari a qualunque compromesso, una testimonianza di come, oramai, le strade parallele siano più funzionali di quelle tradizionali per centrare l’obiettivo. 
Come a dire, estremizzando il concetto, per ottenere ciò che si vuole tanto vale fare la escort, termine anglofono forse metaforico con il quale vengono chiamate oggi le signorine che svolgono il mestiere della D’Addario. Ai nostri tempi, potrebbe eccepire qualcuno nostalgico del passato, si chiamavano in tutt’ altro modo.

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