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La vergognosa vicenda dei consiglieri della Regione Lazio

Prosegue senza ritegno la vergogna della Regione Lazio: le notizie delle ultime ore che si rincorrono aggiungendo torbido al torbido non fanno che aumentare l’indignazione dei cittadini.
In passato avevamo spesso affrontato il tema parlando dei privilegi vergognosi cui hanno diritto consiglieri e giunta; argomento che non riguarda solo il Lazio, sia chiaro, ma tutte le Regioni intese come enti.
Fermandoci alla Regione Lazio, tanto per dare un’idea e facendo un breve riepilogo, un consigliere incassa un’indennità di 9.362 euro lordi (4.252 netti), più 3.503 euro di diaria (non tassata). In tutto 7.755 euro netti cui vanno aggiunti altri soldi per l’indennità di funzione: Presidenti del Consiglio e della Giunta regionale € 2.311,43; Vice Presidente della Giunta € 1.783,08; Assessori e Vice Presidenti del Consiglio € 1.485,89; Presidenti dei Gruppi, Presidenti delle Commissioni consiliari e Consiglieri Segretari € 891,50 ed infine i Vice Presidenti di Commissione € 594,00.

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La casta dei Consiglieri della Regione Lazio:

Ma ancora non è finita: come se non bastasse, bisogna aggiungere i benefit vari quali personal computer, tablet, rimborso sulla benzina e sui trasporti in generale per chi vive a più di 15 chilometri dalla sede del Consiglio regionale.
A tutto questo vanno aggiunte le varie voci di indennità di fine mandato e del vitalizio al termine del mandato consiliare; e qui per quel che riguarda la Regione Lazio è necessario aprire una parentesi: nel mese di dicembre 2011 infatti scattò l’ormai famoso blitz notturno (alle 2 circa della notte) da parte del consiglio regionale per approvare nuovi vitalizi per 14 consiglieri esterni della giunta. Una riunione quasi in gran segreto verrebbe da dire, nel cuore della notte mentre la gente normale dormiva sonni non proprio tranquilli, dato che era appena partita la nota manovra lacrime e sangue del governo tecnico.
E le lacrime e sangue sarebbero arrivate davvero per la gente comune, non certo per consiglieri ed assessori della Regione Lazio: in quella riunione/blitz notturno infatti, si approvò un emendamento in base al quale si  estendono i vitalizi anche ai 14 assessori esterni fino al 2015 e, sempre in base a quell’emendamento,  si decise che l’abrogazione del vitalizio per i consiglieri regionali sarebbe stato attuato solo a partire dalla prossima legislatura. Per quella attuale quindi, nessuna rinuncia.

L’utilizzo illecito dei fondi:

In sostanza come evidente, già si capisce come un posto nel consiglio regionale del Lazio possa considerarsi quasi meglio di un terno al lotto: ma a molti non è bastato. La vicenda vergognosa cui abbiamo assistito nelle ultime ore è lì a testimoniarlo: si parla dell’ ormai consueto (quando si ha a che fare con la politica) uso illecito dei fondi del consiglio regionale destinati ai gruppi, accuse di peculato, cene a base di ostriche, champagne e quant’altro. Si legge di spese folli, di personaggi improbabili (e con soprannomi pittoreschi) chissà perché poi tutti sempre in carne, di aspetto pingue e rubicondo. L’opposizione intanto dorme: non svegliatela.
Ce ne sarebbe abbastanza, se fossimo in un paese normale, per cancellare con un colpo di spugna l’intero Consiglio e ripartire da zero: se fossimo in un paese normale. Appunto. I protagonisti di questo scandalo, c’è da starne certi, ne usciranno puliti: termineranno la legislatura, otterranno il vitalizio, molti li rivedremo alle prossime elezioni; magari riciclati in altri ambiti (Parlamento, Parlamento Europeo ecc…) o, perché no, di nuovo in Consiglio Regionale ostentando invidiabile faccia di bronzo.

Regioni: un carrozzone clientelare

Che le Regioni (enti territoriali con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione come stabilito dall’art. 114) siano spesso un carrozzone clientelare è risaputo da anni: ed è così in tutta Italia, non solo nel Lazio. A questo punto tanto varrebbe cancellarle (come si sta cercando di fare per le Province) o quantomeno cercare di regolamentarle in maniera più stringente, tagliando gli enormi privilegi che le contraddistinguono.
Si è ormai arrivati ad un crocevia fondamentale nella politica italiana, per molto meno da altre parti sarebbe scoppiata la rivolta popolare: la crisi è tutt’altro che superata e sulle pagine dei giornali ogni giorno si leggono storie di corruzione e ruberie varie simili a questa delle Regione Lazio. Due fattori che stridono e contribuiscono ad aumentare il malcontento della gente comune che tira a campare ed accumula rabbia nei confronti dell’intera classe politica attuale.
Con estrema soddisfazione del Beppe Grillo di turno che, ne siamo certi, ogni giorno apprenderanno con grande gioia dei nuovi casi di ruberie nei quali sono coinvolti gli attuali partiti pregustando un successo elettorale che potrebbe arrivare senza nemmeno troppo impegnarsi e servita su un piatto d’argento.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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