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Politica

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La storia politica di Silvio Berlusconi

Prosegue il ‘tira e molla’ dell’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi in riferimento al suo futuro politico; dopo aver annunciato in un primo momento un passo indietro dalla sua carica ha successivamente cambiato opinione e deciso di ‘tuffarsi’ nuovamente nella contesa politica: dopo 18 anni spesi sempre ai vertici del suo partito (che, in questo lasso di tempo, ha cambiato diversi nomi e simboli, oltre che alleanze) ora c’è attesa per sapere se si ricandiderà a premier oppure no.
Quella di Berlusconi in politica è una storia relativamente giovane (18 anni non sono poi tanti rispetto ad alcuni ‘dinosauri’ della politica che ci portiamo dietro dagli anni ’60) ma che, al tempo stesso, ci appare longeva forse per la sua intensità; nel bene e nel male.
Una storia politica fatta di picchi, di cadute e di rinascite contornata da mille polemiche ed opinioni diametralmente opposte: adorato dai ‘suoi’ ed inviso a tutti gli altri; odiato e motivo di vergogna per gli italiani, eppur sempre premiato dai voti in ogni tornata elettorale. Per molti rappresenta egli stesso la doppiezza e l’ambiguità caratteristica degli italiani.

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Discesa in politica nel 1994: nasce Forza Italia

La storia politica di Silvio Berlusconi ha inizio nell’inverno del 1993; in Italia c’ è un vuoto di potere politico a seguito dello scandalo Tangentopoli e l’imprenditore Berlusconi decide discendere personalmente in campo con un nuovo partito dal nome ammiccante: Forza Italia, che si colloca a centro-destra e che, almeno nelle intenzioni iniziali, dovrebbe riunire gli elettori moderati contrapponendosi alla sinistra (dello spesso sbandierato pericolo comunista) intraprendendo una lunga strada riformista.
Vuoi per il suo indiscutibile appeal, vuoi per l’ incarnare fedelmente vizi e virtù degli italiani (e mettiamoci anche il post Tangentopoli di cui sopra) Berlusconi fa centro al primo colpo; Forza Italia risulterà essere il partito che incamera più voti (il 21%) e va al governo con la coalizione di centro destra denominata Polo delle Libertà. Berlusconi diventa per la prima volta (ne seguiranno altre) Presidente del Consiglio.

Presidente del Consiglio per la prima volta

Della coalizione che va al governo faceva parte anche un partito politico con forte ideologia territoriale nato pochi anni prima: la Lega Nord guidata da Bossi. La quale Lega, a seguito di uno scandalo che vede coinvolto il nuovo premier in un’inchiesta  sulle tangenti, ritira l’appoggio al neonato governo dopo pochi mesi di vita. Siamo appena a dicembre 1994 e Berlusconi è costretto a dimettersi a poco più di sei mesi dalla nascita del governo.
Dopo un governo tecnico (corsi e ricorsi italiani) di due anni guidato da Lamberto Dini, nel 1996 si torna alle elezioni; Berlusconi, indagato nel frattempo per storie di mafia, falso in bilancio, frode fiscali e corruzione giudiziaria (insieme a Previti), si ricandida alla guida di un centro-destra orfano della Lega Nord (causa strappo del 1994) ma apparentato con Alleanza Nazionale (nata nel 1994 dalle ceneri del partito post fascista Msi), Ccd (Centro Cristiano Democratico) di Casini e Mastella, Cdu (Cristiani Democratici Uniti) di Rocco Buttiglione e in accordo con la Lista Pannella.
A vincere le elezioni sarà tuttavia il centro-sinistra con la coalizione dell’Ulivo che vede Romano Prodi Presidente del Consiglio (i 5 anni di governo del centro-sinistra si riveleranno poi piuttosto turbolenti e vedranno alternarsi un governo Prodi; un governo D’Alema I; un governo D’Alema II; ed infine un governo Amato).
Berlusconi siederà per 5 anni all’opposizione; sempre alle prese con problemi giudiziari vari, inchieste a suo carico, prescrizioni intervenute a salvarlo, assoluzioni e flirt politici poco ortodossi come quello con Massimo D’Alema (allora segretario post-comunista dei Ds).

Contratto con gli italiani e il milione di posti di lavoro

Arriviamo così, dopo 5 anni di governo di centro-sinistra, alle elezioni del 2001; l’anno precedente era intanto nata una nuova coalizione di centro-destra denominata Casa delle Libertà (Cdl) e formata da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Ccd, Cdu, Nuovo Partito Socialista (guidato da De Michelis) e Partito Repubblicano Italiano.
La coalizione risulterà vincente alla tornata elettorale del 13 maggio 2001 ottenendo il 45% dei voti contro il 43% dell’Ulivo guidato da Rutelli; sono le elezioni del famoso contratto con gli italiani siglato da Silvio Berlusconi i diretta tv durante la trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa.
Una grande mossa strategica quella di Berlusconi, che si impegna con gli italiani a portare a finalizzazione riforme importanti per il paese promettendo, in caso contrario, di non ricandidarsi alle successive elezioni.  Naturalmente sarà perlopiù una mossa di marketing politico e che, malgrado al firma in calce a fine contratto, avrà valore pressoché nullo.

Il secondo Governo Berlusconi

Il Presidente della Repubblica Ciampi conferisce a Berlusconi l’incarico di formare il suo (secondo) governo. Che resterà incarica fino al 2005 divenendo il governo più longevo della storia della Repubblica Italiana.
Quattro anni di governo conditi da provvedimenti discussi; dalla legge elettorale (ritorno al proporzionale), alla legge Cirami, lodo Schifani, modifica del falso in bilancio,  legge Gasparri, legge Bossi-Fini in materia di immigrazione e via via altri provvedimenti che non mancano di suscitare polemiche. Molti vedranno diversi provvedimenti assunti dal governo come delle vere e proprie leggi per favorire il premier Berlusconi.

Crisi di governo Berlusconi III:

Nel 2005, dopo il tracollo del centro-destra alle elezioni regionali si apre una crisi di governo; Udc e Nuovo Psi escono dalla coalizione. Silvio Berlusconi è costretto a formare un nuovo governo dopo aver dato le dimissioni; a tempo di record  viene presentata una nuova lista di ministri e Ciampi affida il nuovo incarico a Berlusconi. È il suo terzo governo; che, in sostanza, guiderà in porto la precedente legislatura fino alla scadenza naturale, ovvero fino al 2006.
Poco più di un anno per il Berlusconi III che comunque sarà un governo molto movimentato; si passa dalle dimissioni del ministro dell’economia Siniscalco (subentra Tremonti) a quelle del ministro per le riforme Calderoli (a seguito dell’assalto all’ambasciata di Bengasi dopo che lo stesso Calderoli aveva mostrato in diretta tv la nota t-shirt  con una vignetta su Maometto); poco prima della fine del governo si dimette anche il ministro della salute Storace (per la vicenda delle presunte intercettazioni nel cosiddetto Laziogate).

Disfatta alle elezioni del 2006: vince Prodi

Si arriva così alle elezioni del 2006, e la storia politica di Berlusconi presenta un deja vu; il duello è nuovamente con Romano Prodi che guida l’Unione di centro-sinistra. Si va a votare con una nuova legge elettorale, il cosiddetto Porcellum (Il sistema elettorale italiano: cos’è il Porcellum) approvata perlopiù dalla maggioranza di centro-destra e tra le polemiche del centro-sinistra. Berlusconi è ancora una volta alla guida della Casa delle Libertà, coalizione da quattro partiti principali (Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Nazionale e Udc) più una serie di partiti e movimenti minori.
Le elezioni sono fissate per il 9 e 10 aprile 2006; a pochi giorni dal voto in fase di dibattito televisivo, Silvio Berlusconi cala ancora una volta (come nel 2001 con il contratto con gli italiani), un colpo da consumato esperto di comunicazione. Annuncia di voler tagliare l’Ici sulla prima casa qualora gli italiani decideranno votarlo. I dibattiti televisivi con Prodi tra l’altro, non saranno sempre all’insegna della moderazione ed anzi spesso trasaliranno in reciprochi attacchi ed accuse.
Alla fine a vincere sarà l’Unione di Romano Prodi ma con uno scarto minimo, inferiore ai 25mila voti (otterrà il 49,81% dei voti  contro il 49,74% del centro-destra). Uno scarto talmente basso che Berlusconi contesterà il risultato elettorale parlando di brogli o, in toni più soft, di un sostanziale pareggio andando quasi a rinnegare (con abile mossa comunicativa) la sconfitta. Intanto annuncia il desiderio di unire tutte le forze politiche della Casa delle libertà in un unico grande partito. È un preambolo di quanto sarebbe successo di lì a poco.

La nascita del Pdl e Berlusconi IV

L’anno successivo, nel novembre 2007, durante un convegno a San Babila a Milano annuncia, salendo sull’ormai noto predellino di un auto, lo scioglimento di Forza Italia e la nascita di un nuovo soggetto politico; il Popolo delle Libertà (Pdl). Con un grande colpo ad effetto ed in perfetto stile mediatico, come suo solito, lancia una nuova creatura politica promettendo un nuovo periodo di riforme.
Nel frattempo il Governo Prodi, che aveva una maggioranza molto risicata, non navigava in acque tranquille; dopo poco meno di due anni infatti, il premier sarà costretto a rassegnare le dimissioni a causa della mancanza di fiducia richiesta dallo stesso Prodi dopo la decisione dell’Udeur di uscire dall’esecutivo.
Siamo nel gennaio 2008 e quello della caduta di Prodi passerà tristemente alla storia come un giorno nero in Parlamento; tra risse verbali (e non solo), accuse, senatori colti da malori a seguito di aggressioni (Cusumano), tradimenti, salti di schieramenti, bottiglie di spumante stappate in aula con tanto di contorno di mortadella (Nino Strano, con allusione al soprannome di Prodi). Una giornata che sancirà la caduta del governo Prodi; dietro la quale in molti vedono ancora una volta la regia di Berlusconi.

Il quarto Governo Berlusconi nel 2008

Si torna così alle urne nell’aprile del 2008; a scontrarsi sono due grandi partiti, non più due coalizioni. Il Pd per il centro-sinistra, ed il Pdl per il centro-destra.  Il Pd si presenta senza gli schieramenti più estremi della sinistra ed apparentato con l’Idv di Di Pietro.
Il Pdl ruota ancora intorno a Berlusconi quale uomo carismatico e imbarca la Lega Nord ed il Movimento per l’ autonomia. La coalizione di centrodestra ottiene circa il 47% dei voti e vince le elezioni, la storia politica di Silvio Berlusconi si arricchisce di un altro successo;  l’8 maggio 2008 Silvio Berlusconi può inaugurare il suo IV governo. Che sarà, come sempre, discusso e condurrà a quella che per molti è stata la fine della storia politica di Silvio Berlusconi.
Le polemiche partono dalla scelta dei ministri; su tutti Mara Carfagna, ex show girl di successo cui viene affidato il Ministero per le Pari Opportunità. Per Bossi vi è un ministero su misura, Ministero delle riforme per il Federalismo.
Sarà una legislatura piuttosto movimentata: tra i punti controversi, segnaliamo l’approvazione del trattato di amicizia Italia – Libia (con tanto di visita di Gheddafi accolto come un eroe); le gestione dell’emergenza  terremoto a l’Aquila;  le infinite acrobazie alla ricerca di una legge che potesse mettere il premier al riparo dai suoi sempre più numerosi processi (pensiamo al processo breve, al legittimo impedimento ecc…); lo strappo con Fini; le numerose querelle giudiziarie riguardanti esponenti del governo (da Cosentino, a Scajola, da Brancher a Romano ecc….); i molti rimpasti di governo.

Casi giudiziari, processi e scandali di Silvio Berlusconi

E, soprattutto, i molteplici scandali sulla vita privata di Berlusconi; saranno quelli, paradossalmente, ad affossare il premier ed a screditarlo definitivamente agli occhi dell’opinione pubblica mondiale. I casi Noemi, D’ Addario, Ruby, il divorzio dalla moglie Veronica Lauro che ne mette in piazza comportamenti discutibili e vizi. Sembrano scene da fine regime e, ogni giorno, si assiste ad uno scandalo nuovo.
Fino al novembre 2011 quando, accortosi dell’impossibilità di proseguire e messo alle strette da una crisi che sta flagellando il paese, il premier Berlusconi si dimette passando il testimone al governo tecnico guidato da Mario Monti.
Per molti è la fine di un’era, il cosiddetto berlusconismo è al tramonto; si assiste a scene di giubilo di una parte del paese che vede la data come un crocevia fondamentale da un punto di vista politico. Nei mesi successivi si parlerà di un ritorno, smentito alla fine dallo stesso Berlusconi che dichiara il suo farsi da parte.

La storia di Berlusconi verso il tramonto?

Dopo 18 anni di attività sembra calare il sipario sulla storia di Berlusconi politico; una storia controversa per un personaggio dibattuto, condannato a dividere e che, malgrado tutto, è riuscito per quasi 20 anni a dominare la scena politica (e non solo) del nostro paese.
I suoi successi elettorali sono sotto l’occhio di tutti (vuoi o non vuoi ha rappresentato per quasi 20 anni l’Italia nel mondo) così come i ripetuti scandali: da quelli di inizio carriera (da imprenditore), ai casi Mondadori, Mediaset, all’ appartenenza alla loggia massonica P2, ai controversi e non chiari rapporti con alcuni esponenti mafiosi, ai ripetuti conflitti di interessi e leggi ad personam fino agli scandali sessuali ecc…
La storia politica di Berlusconi si intreccia per molteplici campi molti dei quali, probabilmente, non saranno mai conosciuti fino in fondo e resteranno per gli italiani un mistero; come sempre, d’altra parte, in Italia, quando si ha a che fare con il potere e la politica. Magari, nel caso di Berlusconi, un po’ più a tarallucci e vino ed un po’ meno nella scia dei grandi misteri italiani. Ma questa, come ovvio, è tutta un’altra storia.

* Incandidabilità nel 2013 e riabilitazione nel 2018

In data 2 Agosto 2013 la Corte di Cassazione con una sentenza definitiva nell’ambito del Processo Mediaset condanna Berlusconi ad una pena, con 3 dei 4 anni coperti dall’indulto: per l’anno che resta da scontare viene scelto l’affidamento ai servizi sociali. Come conseguenze politiche, Berlusconi non potrà  candidarsi per 6 anni e il Senato dovrà votare sulla decadenza parlamentare.
In data 12 Maggio 2018 il tribunale di sorveglianza di Milano ha riabilitato Berlusconi che si può nuovamente candidare. La spiegazione è nelle carte, a partire dalle relazioni delle Questure del capoluogo milanese e di Roma, tenute a pronunciarsi sulla buona condotta, secondo le quali il Cavaliere avrebbe tenuto un comportamento del tutto privo di segnalazioni tali da avere rilevanza in negativo.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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