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La campagna acquisti dei parlamentari che cambiano sponda

E’ molto interessante la nuova campagna acquisti intrapresa dal premier Berlusconi: e non stiamo parlando di quella inerente la squadra del Milan, di cui è proprietario, bensì ci riferiamo all’acquisto di alcuni deputati del nostro Parlamento dove, molti dicono, non mancano le occasioni per fare buoni affari.
Non pochi nostri deputati, come è noto, hanno da tempo dimenticato le ragioni per cui siedono a Montecitorio, mentre ricordano molto bene che quello è luogo dove sviluppare relazioni e compromessi idonei a garantire loro un futuro appena le circostanze mutassero. Molti si vendono, a sentir loro, per il bene del Paese, mentre altri si vendono e basta.
Nei giorni scorsi c’è chi ha accusato alcune esponenti della politica di aver venduto addirittura il proprio corpo pur di arrivare agli scopi ambiti, sostenute da un noto deputato che ha riaffermato il loro diritto di farlo in quanto persone libere e maggiorenni. Mignotte per il bene dell’Italia, crescete e moltiplicatevi.

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Parlamentari che si vendono:

Noi non ci azzardiamo ad esprimere giudizi in una materia talmente controversa, naturalmente, e neanche ci meravigliamo che il nostro Parlamento sia ormai divenuto sede di di tale complesso mercato: quando la politica è gestita con i criteri di un’azienda privata, diviene logica la conseguenza di cui trattiamo.
Ci dispiace soltanto che in questo contesto i gravi problemi che attanagliano i cittadini comuni non trovano l’humus adatto per le opportune soluzioni. E intanto lo sfascio generale predomina senza trovare resistenza alcuna.
E’ di qualche ora fa la notizia che il debito pubblico italiano ha raggiunto un nuovo record negativo, mentre sempre meno sono i cittadini, dato il clima, disponibili a pagare regolarmente le tasse, dal momento che si sentono derubati.

Le entrate tributarie in Italia

Ciò, ovviamente, porta ad un calo delle entrate fiscali, con la conseguenza che i problemi di cui sopra non trovano vie di soluzione.
Per stare in tema, nei primi sette mesi del 2010 le entrate tributarie si sono attestate a quota 210,374 miliardi, con un calo del 3,4% rispetto al corrispondente periodo del 2009. È quanto risulta dai dati pubblicati dal Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla finanza pubblica.
Nel solo mese di luglio le entrate tributarie si sono attestate a quota 36,225 miliardi di euro, in calo del 4,4% rispetto ai 37,905 miliardi di euro di luglio 2009. Il debito pubblico italiano intanto a luglio di quest’anno è salito rispetto a giugno e ha toccato un nuovo record, a 1.838,296 miliardi di euro, cioè in aumento rispetto a giugno dello 0,8% e rispetto a maggio, mese nel quale era stato registrato il precedente record assoluto a 1.827,181 miliardi, dello 0,6%.

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