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L’ auto blu non si tocca

“Decurtate le tredicesime alle forze dell’ordine, riducete le prestazioni del servizio sanitario, tagliate i fondi ad enti culturali ed artistici, dimezzate i fondi ai parchi nazionali, chiudete le scuole, ma le nostre auto blu non si toccano: perché sono un indispensabile strumento di lavoro e non un lusso, oltre che un accessorio importante per il decoro istituzionale.
Nè accettiamo la mentalità forcaiola di tutti quei cittadini che ci vogliono privare di un privilegio così indispensabile.
L’auto blu ci permette di adempiere meglio alle nostre funzioni in quanto con essa ci riusciamo a muovere meglio e a fare di più, grazie anche ai nostri autisti che ci liberano dalla fatica della guida che si riversa inevitabilmente sul nostro lavoro. Il ministro Brunetta rinunciasse lui alla sua auto blu: noi riteniamo di fare come meglio ci pare.
In un paese dove circolano più di 600mila auto blu, ci sembra esagerato prendersela con le poche nostre che abbiamo a disposizione. E’ un vantaggio che ci concedono i nostri elettori nel momento in cui ci votano, per cui non prendetevela con noi ma rivolgetevi ai nostri concittadini ai quali sta bene così “.

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Le auto blu? Sono necessarie:

Incredibile ma vero. Sul tema delle auto blu,in Friuli, alla Regione, gran parte della maggioranza di Centrodestra e opposizione di Centrosinistra si sono trovati d’accordo respingendo le proteste di un’opinione pubblica definita “forcaiola” (la definizione è del Pdl Paride Cargnelutti) che non riesce a distinguere l’orpello dal necessario. L’auto blu è cosa necessaria tra le cose.
Così la previsione dell’assessore regionale all’Organizzazione, Andrea Garlatti, che mirava ad una riduzione delle auto blu per gli assessori in cambio di un rimborso per l’uso delle vetture personali, viene sonoramente bocciata in modo bipartisan. La convergenza si è realizzata grazie ad un emendamento soppressivo al disegno di legge di manutenzione proposto da Franco Brussa, Pd, che ha raccolto, oltre all’adesione del Pd, quella di Sinistra Arcobaleno-Prc, Cittadini, IdV ma anche dell’Udc e del consigliere Pdl Paride Cargnelutti. Il Pdl si è astenuto, mentre a votare contro è stata la sola Lega Nord.
Garlatti aveva pensato alla misura per sopperire al prossimo pensionamento di due autisti regionali senza ulteriori assunzioni ma con la possibilità per gli assessori, magari quelli che si spostano meno, di usare la propria auto. Nessun assessore appiedato o costretto a massacranti corse. Per le ovvie necessità sarebbero state disponibili auto e autisti regionali, su richiesta e con la decurtazione della giornata dal rimborso mensile.
E, dati alla mano, ha snocciolato i numeri economici collegati al servizio: il costo annuale del servizio auto blu -auto e autista- per la Giunta è di circa 800 mila euro, più 50-60 mila per coprire le voci variabili. L’uso di un autista costa 103 mila euro all’anno.

 

Niente tagli alle auto blu:

L’idea non è però piaciuta all’opposizione, che ne ha chiesto, con Brussa, «una disciplina più stretta nell’uso dell’auto blu»; ma nemmeno a parte della maggioranza, per la quale si tratta anche di tutelare, ha sottolineato Gaetano Valenti (Pdl) la «sicurezza» ma anche «il decoro istituzionale» di chi utilizza questo servizio, come evidenziato da Maurizio Salvador (Udc).
«Abbiamo evitato il rischio che anche gli assessori potessero copiare quello che ha già fatto il presidente del Consiglio regionale, il leghista Edouard Ballaman – ha detto Alessandro Corazza (IdV) – preso atto dall’assessore Garlatti che alcuni componenti della Giunta non utilizzano spesso l’auto blu proporremo, al prossimo esame in Commissione, di rivisitare la norma evitando che ogni assessore abbia una propria automobile a disposizione con relativi due autisti, riducendo di conseguenza il parco auto e mettendolo a disposizione della Giunta a seconda delle effettive esigenze istituzionali».

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