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Italia – Turchia: crescono i rapporti. Ma non si può ignorare Taksim

(da Istanbul) – Dieci giorni molto intensi, quelli appena trascorsi, per quanto riguarda i rapporti tra Italia e Turchia. Le ottime relazioni diplomatiche tra i due Paesi sono state oggetto della conferenza tenutasi nella splendida cornice romana di Villa Miani lo scorso 30 gennaio, in occasione della visita in Italia del Presidente della Repubblica di Turchia, Abdullah Gul, che ha posto l’accento sulla necessità di semplificare il sistema dei visti di entrata al fine di rendere più competitiva la presenza di imprenditori turchi in Italia.
Non casuali le parole di Gul, se si considera che l’incontro contava sulla presenza del Consorzio Camerale per l’internazionalizzazione (rete che convoglia 12 camere di commercio italiane) e il pressoché analogo istituto turco, denominato TOBB.
Le istituzioni italiane erano altresì rappresentate, tra gli altri, dal dicastero Affari Esteri, nella persona del suo vertice Emma Bonino, che senza mezzi termini ha ribadito come le relazioni tra i due Paesi partecipanti, da lei stessa messe in dubbio neanche troppo velatamente in passato, si trovino ad un livello decisamente avanzato e debbano purtuttavia ambire ad un ulteriore salto di qualità.

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Rapporti bilaterali Italia – Turchia:

Il Ministro – seppure attraverso parole più di circostanza – ha ricordato come l’adesione turca all’Unione Europea sia un passo decisivo nel percorso di “occidentalizzazione” dello stato turco, mettendo peraltro in chiaro che il nostro Paese, che a breve assumerà la presidenza del consiglio dell’Unione Europea, si attiverà in tal senso.
Iniziative economiche e relazionali, oltreché culturali, sono state inoltre presentate lo scorso 5 febbraio a Palazzo Venezia, sede del Consolato italiano ad Istanbul, alla presenza anche di imprenditori italiani.
Alla luce di eventi di una tale portata, stupisce tuttavia il silenzio mediatico che ha accompagnato gli incontri istituzionali tra Italia e Turchia, segnati purtroppo da una scarsa attenzione anche da parte delle forze politiche nostrane, rimaste sostanzialmente ignare dei segnali, anche politici, lanciati dal Ministro Bonino.
In vista delle imminenti elezioni europee, tale circostanza non può che risultare ancor più sorprendente, soprattutto se l’Italia, che decide di assumere il ruolo di principale supporter del – tutt’altro che chiaro – desiderio turco di europeizzazione, decide di ignorare i fatti di cronaca che ormai da mesi interessano il Paese guidato da Erdogan.

Piazza Taksim e censure: l’ Italia non può ignorare

Dopo i noti fatti di Gezi Park, offerti al pubblico italiano attraverso notizie incomplete quando non del tutto distorte, la piazza Taksim di Istanbul è nuovamente “calda”, e i gas lacrimogeni della polizia ancora una volta vengono sparati tra la folla con l’intento di placare gli animi.
Animi che sarebbero – il condizionale non può che essere d’obbligo, data la rapidità con cui le manifestazioni vengono placate – surriscaldati dall’ennesima legge non gradita dagli oppositori di Erdogan. Questa volta il pomo della discordia sarebbe nientemeno che internet: nello specifico la censura “preventiva” che consentirebbe al Governo di oscurare i siti web dal contenuto calunnioso o diffamatorio, senza la previa verifica da parte dell’apposita Autorità Garante.
Che si tratti realmente di questo o che una parte della popolazione sia scontenta di un Governo recentemente anche finito al centro di uno scandalo di corruzione non è dato saperlo. Va comunque evidenziato come in piazza lo scorso sabato vi fossero anche alcuni sovversivi e come – sono in molti a poterlo testimoniare tra le strade di Cihangir – i primi a lanciare sassi contro la polizia e devastare strade e muri siano stati esponenti del partito marxista popolare.
Certo è che le scritte sui muri vengono in qualche modo anch’esse censurate, cancellate nel giro di una notte, quando le strade vengono pulite e rimesse a nuovo (o quasi), come se al popolo, ma soprattutto ai tanti turisti di passaggio, l’immagine dovesse arrivare filtrata, pulita.
E come tale sicuramente giunge in Italia l’immagine della Turchia, paese nei confronti del quale l’attenzione mediatica resta piuttosto bassa, in assoluto spregio degli impegni assunti giorni fa dal Ministro Bonino e di quanto certe dichiarazioni meriterebbero un degno approfondimento, anche in prospettiva della tornata di elezioni che rischierà, come troppo spesso accade, di inviare a Strasburgo molti rappresentanti ignari della reale situazione politico-economica dell’Europa.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Gianfabio Florio

Scrittore tagliente ed ironico; avvocato e romanziere.

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