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Grane padane: l’esistenza della Padania

In data 21 Giugno, insieme alle tante tra cui la nostra, si è alzata anche una voce autorevole a confermare che la “Padania” nulla altro è che una semplice invenzione (La Padania che non c’è).
Quella del presidente della Camera Gianfranco Fini, nientemeno: ma lo sapevamo un pò tutti, noi semplici cittadini italiani, che avevamo a che fare con una grande messinscena che serviva solo a scopi propagandistici ed elettorali.
Tra l’altro, se fosse esistita veramente una stirpe “padana”, quale tristezza e quale macchia avrebbe rappresentato per il nostro Paese e la sua grande Storia!
Non è nemmeno possibile, infatti immaginare una comunità umana che vive in un territorio, basando la propria esistenza e forza sulla continua offesa alla dignità degli altri esseri umani.
E’ possibile invece giocare su fattori come quelli dell’insicurezza e della paura, che da sempre accompagnano la natura di ogni essere umano, per fare emergere l’innato egoismo dell’uomo e svilupparlo fino al punto di renderlo fragile nei confronti di strategie mirate al suo asservimento.

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Gli uomini di razza padana:

Chi ha avuto modo di leggere e studiare il pensiero filosofico-psicologico di George Ivanovic Gurdjieff non si meraviglia di ciò, dati i meccanismi complessi ma ben conosciuti in quanto sottostanti a condizioni precise da cui è regolata la macchina umana, che possono essere sfruttati da chiunque, anche dai leghisti, per l’ottenimento degli scopi di cui dicevamo prima.
Le caratteristiche che dovrebbero, comunque, contraddistinguere un uomo di razza padana sembrano riassunte in un intervento del capodelegazione della Lega Nord al Parlamento europeo, Mario Borghezio, nel quale affermava: “Le prime medaglie d’oro olimpiche assegnate ad atleti del nord hanno certamente motivazioni di vario tipo. Nessuno, pero’, sembra avere il coraggio di dire la cosa più ovvia ed evidente, e cioè che esse dimostrano la superiorità etnica dei padani anche in questo campo. Non si deve certo trarre da questa realtà alcuna conseguenza di tipo razzista, ma nessuno e’ parimenti legittimato ad ignorarla, come stanno facendo i commentatori della Rai pagati da noi”.

 

La Padania che non esiste:

Non vogliamo annoiare i nostri lettori continuando con la serie di baggianate incredibili simili a questa venute fuori nel tempo dalle bocche dei “caporioni padani”: chiunque voglia sollazzarsi nel divertimento di leggerle le può facilmente trovare in Internet.
Allo spasso che sicuramente non mancherà però bisognerà aggiungere anche questa riflessione: come si è giunti a tale barbarie malgrado i valori ancora solidamente incisi nell’animo degli italiani di quella grande epopea di crescita ideale e civile che va sotto il nome di Risorgimento? Il presidente Fini forse, oltre alla ovvia parentesi sull’inesistenza della “Padania” dovrebbe un attimo anche soffermarsi su questa  domanda.

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