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Elezioni Regione Lazio e firme false: dilettanti allo sbaraglio

In molti, sia uomini dei più diversi partiti che alcuni esponenti di governo, davanti a quanto sta succedendo a Roma e Milano sulla questione della presentazione delle liste regionali, non si pongono problemi a parlare di azioni scatenate da elementi che, a dir poco, possono essere definiti dilettanti.
Chiaramente la colpa di questo dilettantismo adesso alcuni cercheranno di farla ricadere sui soliti magistrati, autori di chissà quale sortilegio giuridico per portare a compimento un golpe mascherato.
Alcuni giornali nelle ore scorse hanno iniziato la solita tiritera scandalistica, cercando di trasformare gli eventi che sembrano scaturiti da una vera e propria barzelletta e come tali vengono trattati dalla rete Internet in cui tantissimi se la stanno spassando nel vedere i vari filmati immediatamente inseriti da alcuni geniali navigatori, in una cosa seria con chissà quali retroterra politico-scenografici e certamente ideati da occulti burattinai che presto potrebbero essere smascherati.

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Elezioni regionali Lazio e firme false:

I giornali, cari miei, bisogna venderli: ogni occasione che il destino fornisce non bisogna farla scappare. Intanto il Premier nelle ore scorse ha fatto il punto della controversa situazione che si è venuta a creare durante il vertice con i coordinatori del partito; poi ha ripreso l’argomento durante la cena con i suoi collaboratori senatori del Popolo della libertà nel corso della quale non si è voluto prestare a raccontare qualche inedita barzelletta, essendo i fatti oggetto della discussione forniti di carica umoristica difficilmente superabile.
Invece sono state elaborate diverse ipotesi, partendo da quella di un decreto legge avente come caratteristica  la possibilità di una doppia configurazione o norma interpretativa delle attuali regole sulla messa a punto delle liste o di misura atta a modificare i termini della loro presentazione.

Cosa è successo nella Regione Lazio?

Si sa però che tale strada è difficilmente praticabile perchè  potrebbe trovare un deciso sbarramento nella già annunciata contrarietà dell’opposizione e nei forti dubbi del presidente Napolitano verso tale soluzione. Non si può sbrogliare un pasticcio mettendo in piedi un pasticcio ancora più grande.
Ci sembra che, in attesa di nuovi eventi che non tarderanno a presentarsi, cadute le responsabilità dei soliti “comunisti” difficili da coinvolgere in una realtà che ha evidenziato normali comportamenti di dilettanti allo sbaraglio, conviene godere dell’ilarità generale che si è suscitata.
Ricordando che Hofmannsthal ha detto: “Il dilettantismo è il germe di un pervertimento morale“.

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