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Torna Berlusconi e torna il tema tassa di successione

La tassa di successione, cavallo di battaglia del centro destra che il redivivo Silvio Berlusconi vorrebbe abolire secondo le sue ultime dichiarazioni, rappresenta un tipo di imposta particolare il cui funzionamento ha spesso generato polemiche.
Un’imposta tornata in vigore nel 2007 dopo qualche anno di abolizione e che prevede l’obbligo del pagamento di una somma, quindi una vera e propria tassa, sull’eredità ricevuta.
Nessuna tassa sulla successione, che è ricchezza già tassata quando è stata prodotta” queste le parole di qualche mese fa del Cavaliere Silvio Berlusconi tese a stroncare tale imposta. Concetti che il tre volte presidente del Consiglio ha ribadito nelle ultime ore affermando di essere favorevole alla abolizione della tassa di successione e dell’Imu. E per la verità nella storia di Silvio Berusconi questo intento è stato più volte manifestato.

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La tassa di successione: superflua secondo Berlusconi

Torna quindi a far parlare di sè Silvio Berlusconi, il quale, come abbiamo visto, sostiene che la tassa di successione sia un tipo di imposta inutile visto che si parla di una ricchezza che subisce una tassazione nel momento in cui questa viene creata.
Questo il parere dell’ex Presidente del Consiglio su un tipo di imposta che ciclicamente viene rimossa completamente per poi essere nuovamente applicata; e se questa non rientra tra le tasse italiane più strane scuramente è da inserire tra quelle meno gradite.
Già nel lontano 2001 la tassa di successione venne ritenuta superflua e quindi rimossa completamente per poi essere nuovamente introdotta nel 2007 col secondo Governo Prodi, oggetto di aspre critiche soprattutto da parte di coloro che si trovano a dover ereditare un patrimonio da un parente diretto.
Ma come funziona questa particolare tassa e per quale motivo essa viene vista come un tipo di imposta come sostanzialmente immotivata ed utile solo ed esclusivamente per prelevare la ricchezza da quel bene che viene ereditato da un parente?

Cosa si intende per tassa di successione

Come dovrebbe far intuire il nome stesso, la tassa di successione è un tipo di imposta che si manifesta nel momento in cui un soggetto fisico riceve un determinato bene, come ad esempio un immobile, quale eredità da parte di un parente o di altra persona.
Ovviamente come da prassi deve essere presente per iscritto la volontà di lasciare quel bene o quel particolare diritto ad un’altra persona. Si parla in sostanza del classico testamento. Si tratta di un’imposta che deve essere sostenuta economicamente nel momento in cui l’oggetto della successione dovesse superare valori elevati.
Per piccoli beni, invece, la tassa di successione risulta essere assente e lo stesso vale se la volontà di chi possiede quell’oggetto non venga scritta in un atto che dovrà essere poi consegnato al notaio.

Quali sono i beni per la quale viene attivata la tassa di successione

I beni che vengono sottoposti a questo genere di imposta sono di natura differente. Al primo posto occorre parlare degli immobili: case, palazzi, capannoni dove si possono svolgere operazioni lavorative, ma anche terreni, rientrano nella categoria dei beni immobili sui quali viene applicata tale tassa.
Ad essi si aggiungono i beni mobili come, ad esempio, automobili, barche ed altri oggetti materiali il cui valore risulti essere elevato.
Questi beni mobili, sui quali bisogna calcolare la tassa di successione, possono essere anche di tipo immateriale: ciò significa semplicemente che un conto corrente bancario, quote azionarie e titoli similari, sono beni immateriali sui quali va calcolata la tassa.
Infine bisogna anche parlare di un ulteriore bene, ovvero le aziende e quote di partecipazione come soci: si tratta di un terzo gruppo di elementi sui quali occorre prestare attenzione visto che non tutti questi beni vengono sottoposti a tale genere di procedura, ovvero alla tassazione. Le tre categorie sono comunque prese in considerazione da tale imposta con le dovute distinzioni.

Come funziona la tassa

La tassa deve essere pagata entro un anno da coloro che sono inseriti nel testamento o, comunque, nelle volontà di chi possiede un bene, materiale o immateriale. Per la precisione i famigliari entro il quarto grado devono pagare la tassa di successione: essa sarà pari al 4% sulla parte che eccede il milione di euro.
Pertanto se il patrimonio è un conto bancario con un milione e duecento mila euro, il quattro percento viene calcolato solo sui duecento mila euro in eccesso. Inoltre si parla anche di imposte catastali e ipotecarie eventuali che varieranno a seconda del bene in questione.
Se il defunto non ha famigliari diretti, ovvero figli e nipoti, a dover pagare l’imposta saranno i fratelli e le sorelle: in questo caso sarà pari al 6% e verrà calcolata sulla parte che supera i cento mila euro.

Casi particolari di successione

Se invece il parente è un disabile, per lui viene applicato un tasso particolare nel caso in cui il patrimonio sia superiore 1 milione e 500mila euro..
I parenti che superano il quarto grado in linea retta, ovvero i pronipoti, e gli affini entro il terzo grado, quindi suoceri e cognati, dovranno pagare una tassa pari al 6% indipendentemente dall’ammontare del patrimonio.
Se invece si parla di coniuge o convivente senza alcun legame come il matrimonio civile (leggi: Unioni civili e coppie di fatto, cosa cambia per gli immobili) dato che quello religioso non ha alcun valore giuridico, la tassa di successione avrà un valore pari all’ 8%.

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