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Alfano, Giustizia e problemi reali del Paese

Ci risiamo. Mentre si riavvicina il tempo in cui il suo leader di partito, Silvio Berlusconi, dovrebbe rispondere davanti agli appositi tribunali di vari reati, il ministro Angelino Alfano si sta dando un gran da fare per cercare di impedire tale evento.
Forse per riconoscenza dato il ruolo che il premier gli ha assegnato; forse perchè pressato da forze cui non può dire di no, rieccolo come un perfetto maratoneta correre da un ufficio istituzionale all’altro, da un gruppo di potere all’altro, a raccomandare un sostegno al suo (per modo di dire) progetto di stravolgere l’art.3 della Costituzione che regola l’uguaglianza di tutti i cittadini italiani davanti alla legge.
E’ convinto che il premier possa operare al di sopra di ogni legge e si affanna ad acclarare a più non posso tale sua convinzione. Ad Angelino Alfano non interessano i gravi problemi che in questo momento stanno vivendo i cittadini su molti fronti di cui, non ultimo, quello del lavoro.

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I problemi reali della giustizia

Non è condizionato dalle varie proteste civili che di giorno in giorno prendono sempre più forma di manifestazioni di massa cui tra poco non basterà più l’opera di contenimento dei tutori dell’ordine. Non è impressionato dal grande numero di famiglie che in questo momento sta cercando una soluzione ai propri problemi esistenziali senza trovare sbocco alcuno per via di una crisi che si sta rivelando molto più dura di qualsiasi più pessimistica previsione.
La priorità per il Ministro della Giustizia è, probabilmente, obbedire alle direttive che gli sono state impartite. Ordini precisi che gli intimano di trascurare tutto il resto, per concentrarsi esclusivamente su una nuova legge che sfasci l’ordinamento costituzionale.

La situazione dei tribunali italiani

Tutto quello che ad esempio dovrà trascurare, è la situazione di carenza in cui si trovano carceri e tribunali: il fatto che i suicidi nei penitenziari abbiano superato ogni livello di guardia non è cosa che deve interessare il Ministro della Giustizia.
Il fatto che i tribunali si trovino senza risorse come quello di Mantova dove per i magistrati della procura aprire un fascicolo d’indagine è impossibile perchè è finita la carta e non ci sono soldi pe ricomprarla, non lo deve riguardare. Così come il tragico dato che vede gli uffici di polizia di quasi tutto il Paese non avere più i mezzi elementari, come la benzina, per portare a termine il proprio mandato.
Senza parlare dei Vigili del Fuoco che si trovano in una situazione di precarietà inimmaginabile. Tutto questo perchè in Italia c’è un cittadino molto più uguale degli altri.

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