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Storie di integrazione albanese a Livorno

Proseguiamo nella nostra opera di raccontare, dalle pagine di questa rubrica, storie di integrazione albanese in Italia al fine di comprendere meglio il fenomeno migratorio tra i due paesi e capire come vivono e come si trovano gli albanesi che vengono in Italia alla ricerca di una vita migliore; presentiamo oggi la storia di Nikolin Kola, 29 anni di Tirana e da quasi 10 in Italia.
Quando e come sei arrivato in Italia?
“Quasi 10 anni fa. In Albania facevo lotta greco – romana a livello professionistico, ed in occasione del primo viaggio che abbiamo fatto all’estero per partecipare ad un campionato mi è cambiata la vita. E’ stato Amsterdam e lì appena sceso dal pullman ho deciso di restare. Così sono scappato, avevo con me soltanto uno zaino e pochi soldi ed ho iniziato l’avventura. Ho portato con me anche 4 ragazzi, dato che ero l’unico che parlava inglese ho fatto da guida; li ho messi su treni diretti in varie destinazione europee, li ho salutati e da allora non ho saputo più nulla di loro. Io invece sono andato a Bologna dove mi aspettava un cugino.”

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Dall’Albania in Italia da clandestino:

Quale è stato il tuo primo impatto con l’Italia?
“Sono andato a Bologna ed ho iniziato da subito a lavorare; mestieri duri, da manovale, ero molto giovane e con poche conoscenze. E’ stata senza dubbio la peggiore esperienza lavorativa della mia vita, lavoravo 12 ore e me ne venivano pagate solo 8; meno di 40 euro al giorno compreso il pasto, che spesso era un panino ed una scatoletta. Sono andato avanti così per 9 mesi, d’estate con 40 gradi e di inverno con il gelo. Appena ho preso il permesso di soggiorno son andato via e mi sono trasferito a Livorno, dove vivo tutt’ora.”
Come è cambiata la tua vita in questa nuova città?
“Adesso ho una moglie, anche lei albanese, ed un bambino piccolo. Ho iniziato a lavorare in fabbrica e poi, per 7 anni, nel settore dell’ industria nautica; mi piace molto come mestiere ed ho acquisito grandi competenze. Purtroppo a causa della crisi l’azienda ha dovuto tagliare i dipendenti e così dopo tutti questi anni mi sono ritrovato nuovamente senza un lavoro; sto ricominciando tutta la trafila di agenzie interinali e cose varie ma certo non è facile. Meno male che ho la carta di soggiorno e che mia moglie lavora ed ha lo stipendio. Altrimenti non so come avremmo fatto con tutte le spese ed un bimbo piccolo da mantenere.”
Senti di poter dire che la tua vita è migliorata qui in Italia?
“Direi di si; per mia volontà non ho mai voluto fare una vita in condizioni di precarietà, magari vivendo in 10 in una stanza come purtroppo sono costretti a fare molti immigrati. Se sono andato via da Tirana l’ho fatto per stare meglio di come stavo lì; e siccome lì non vivevo proprio malissimo qui cerco di condurre una vita dignitosa.”

Vita di un albanese in Italia:

Hai mai avuto problemi per la tua nazionalità o legati al tuo iniziale status di irregolare?
“Ricordo un episodio significativo; una volta mi fermarono ad un posto di blocco per un normale controllo ed io ero sprovvisto di permesso. Se non fosse stato per la bontà d’animo di un carabiniere  non so che fine avrei fatto; infatti mi fecero scendere e mentre il suo collega stava compilando il foglio per l’espulsione, lui vide le mie mani piene di tagli ed i pantaloni sporchi di calce. Io allora gli feci presente che con quelle mani di certo non potevo essere andato né a rubare né a spacciare; così lui mi disse di andare via, che avrebbe fatto finta di non avermi mai fermato. In 2 minuti poteva cambiare totalmente il mio destino, sarei stato rimpatriato in Albania e non sarei più potuto andare all’estero. A volte una decisione di un’altra persona può cambiarti il corso di tutta la tua vita.”
Hai mai pensato di tornare in Albania?
“Io è da quando ho preso al carta di soggiorno che sto pensando di tornare in Albania; essendo un paese in via di sviluppo infatti offre possibilità enormi, basti pensare che vi è una parte nel nord del paese che è rimasta ancora totalmente incontaminata. Il problema è che servono i soldi, non bastano solo le idee, e  purtroppo qui in Italia è difficile mettere soldi da parte. Conducendo una vita regolare e con le spese da affrontare non si riesce a risparmiare niente. Se avessi soldi senza dubbio una attività la aprirei in Albania, non qui.”
Mai stato vittima di episodi di razzismo qui in Italia?
“No, niente di significativo; al di là di qualche battuta, soprattutto sul luogo di lavoro, ma niente di importante. Mi sono trovato molto bene qui da questo punto di vista soprattutto nella città, Livorno, dove vivo da molti anni senza avere problemi.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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