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Citato a giudizio libro inchiesta su Ferrovie dello Stato

A sei mesi dalla pubblicazione di “Fuori Orario”, il libro inchiesta all’interno del quale vengono descritte le prove del disastro del gruppo Ferrovie dello Stato, l’amministratore delegato del gruppo FS Mauro Moretti ha deciso di citare in giudizio l’autore, il giornalista Claudio Gatti.
Il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Chiarelettere nell’Ottobre 2009 e contiene una serie di denunce documentate e supportate da testimonianze e rapporti riservati che rivelano un quadro allarmante frutto di disorganizzazione, sbagli, truffe e ruberie ripetute per anni che hanno portato i treni italiani ad impantanarsi nella situazione ormai nota: ritardi, sporcizia, locomotive rotte, usurate o danneggiate, treni vecchi fatti passare per nuovi e molto altro.

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La denuncia a 6 mesi dalla pubblicazione:

Ma come mai la denuncia arriva solo adesso a sei mesi dalla pubblicazione dal libro? E la citazione su cosa si basa essendo stato il tutto minuziosamente documentato ed accompagnato da documenti pubblicati all’interno del libro stesso? A rispondere a questi interrogativi è l’autore del libro “Fuori Orario”, il giornalista Claudio Gatti: nato a Roma, risiede dal 1978 negli Stati Uniti dove è inviato speciale de “Il Sole 24 Ore” e collaboratore del “New York Times”e dell’ “International Herald Tribune”.
Come si spiega questo atto di citazione che è stato annunciato nei suoi confronti dall’ amministratore delegato del Gruppo FS Mauro Moretti?
“Io penso che la citazione sia più legata a sviluppi interni del gruppo FS che non al mio libro dato che sei mesi sono tanti per rispondere con un atto di questo tipo: la cosa più incredibile è che all’interno di “Fuori Orario” ho inserito una mole consistente di documenti interni, rapporti, messaggi di posta elettronica che documentano ogni singola denuncia da me pubblicata. Tutto questo magari ha contribuito a rendere molto meno scorrevole il libro, di questo ne sono consapevole, ma era indispensabile a testimoniare il fatto che niente era stato inventato o inserito senza aver prima raccolto prove. Ora le FS sostengono che non ho documentato le mie accuse,  definendo il mio “un libro-inchiesta fondato sull’anonimato e “un libro a tesi precostituita”. E questo è veramente curioso.”
Come mai, secondo lei, la denuncia è arrivata dopo tutto questo tempo?
“Il fatto che Moretti ci abbia messo così tanto a rispondere è piuttosto ironico, ci conferma che evidentemente non è riuscito a far migliorare la puntualità del gruppo FS. Sei mesi non sono stati sufficienti per leggere le decine di documenti riservati e i rapporti interni contenuti nelle 240 pagine del mio libro. Penso che il tutto sia legato alla possibile e discussa conferma dello stesso Moretti nel ruolo di amministratore delegato; in questo momento bisogna decidere se confermarlo o meno, e questo è l’unico evento che posso immaginare sia legato a questa citazione nei miei confronti.”

Quelle accuse alle Ferrovie dello Stato:

Come accennato, nel libro ci sono documenti che certificano ogni singola denuncia. Quali sono le accuse principali che vengono mosse all’interno del suo libro?
“Chiunque abbia letto il libro si sarà reso conto che è fatto quasi esclusivamente di documenti: carte alla mano vengono elencati gli sbagli, gli sprechi e soprattutto la disorganizzazione che da decenni caratterizzano la gestione dell’azienda parapubblica oggi diretta dall’Ingegnere Mauro Moretti. Le altre accuse sono tutte disfunzioni del passato legate a RFI (Rete Ferroviaria Italiana), società della quale Moretti era amministratore delegato nel 2000, quindi se andiamo a vedere le problematiche che io elenco si scopre che buona parte di queste sono legate proprio a RSI e di conseguenza che buona parte delle disfunzioni che io elenco appartengono al passato di Moretti.”
Come intendete agire in riferimento alla citazione dell’ Amministratore Delegato Moretti?
“Beh diciamo che mi viene offerta in sede giudiziaria l’opportunità che mi è stata finora negata dagli interessati in sede mediatica, di avere cioè un confronto diretto con il management di FS e discutere; è importante che abbiano deciso di parlarne dato che fino ad ora non ce ne era stato modo. Non c’è nulla che non sia documentato né tantomeno qualcosa che mi preoccupi al di là dei giudizi che, nel diritto di stampa ed anche di critica, ritengo si possano dare nei confronti di un management. Ma per quanto riguarda le accuse su sprechi, potenziali episodi corruttivi, ritardi, sporcizia, ribadisco che sono tutte documentate.”
Come si sente in riferimento a questa situazione?
“Parlando dell’atto giudiziario, non mi è ancora arrivato nulla; non sappiamo nemmeno se si tratti di una questione penale o civile. E’ stato fatto questo annuncio di citazione prima ancora che l’atto arrivasse all’editore o all’avvocato. Di sostanziale non vedo quali argomentazioni possano presentare per querelare un libro. Chiunque lo legge vi può trovare la documentazione che spiega e giustifica ciò che scrivo, quindi non so cosa altro aggiungere se non che di documenti ne ho montagne che non ho utilizzato, vorrà dire che avrò modo di parlare anche di quelli che non ho inserito nel libro.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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