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Chiesa e privilegi: la settimana contro il Concordato

Il dibattito sulla laicità dello Stato continua ad essere al centro dell’attenzione nel nostro paese (e non solo) con tutto il seguito di interpretazioni e polemiche che da esso derivano; in questo mese tra l’altro ricorrono diversi anniversari che hanno direttamente a che fare con il tema, memorie di episodi che hanno segnato la storia del nostro paese e che a tutt’oggi sono presenti all’interno della società.
Primo tra tutti l’anniversario dei Patti Lateranensi, vale a dire gli accordi di mutuo riconoscimento tra il Regno d’Italia e la Santa Sede sottoscritti l’11 febbraio 1929 dai rispettivi rappresentanti di allora; da papa Pio XI  per la Chiesa e Benito Mussolini per il Regno d’Italia.
Con il Concordato del 1929 si cercò di porre una regolamentazione nei rapporti tra le due istituzioni (Stato e Chiesa) e di frenare il dissidio evidente nato dopo l’annessione al Regno d’Italia dei territori appartenenti allo Stato Pontificio, culminata nella presa di Roma (1870).
Con la firma dei Patti Lateranensi nasceva la Stato della Città del Vaticano e si riconosceva indipendenza e sovranità della Santa Sede oltre ad un cospicuo risarcimento per i danni subiti dallo Stato Pontificio in seguito alla fine del potere temporale.

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Il Concordato del 1984

Tali patti (inseriti anche nella Costituzione del ‘48) furono rivisitati ed ampliati con il nuovo Concordato del 1984 firmato, sempre nel mese di Febbraio, dall’allora dal presidente del Consiglio Bettino Craxi e dal dal cardinale Agostino Casaroli; con questa revisione si rimuoveva la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia e si introduceva una nuova agevolazione per la Chiesa, vale a dire il finanziamento tramite una frazione del gettito totale Irpef attraverso il meccanismo ormai noto dell’ 8 x mille.
Entrambe queste ricorrenze, come detto, cadono nel  mese di Febbraio, ma non tutti sembrano disposti a celebrarne il ricordo né tantomeno a festeggiare. Addirittura c’è chi, in concomitanza con questi eventi, ha pensato di istituire una celebrazione parallela, una sorta di rito laico per esorcizzare il ricordo di quegli avvenimenti; nasce con questo spirito la ‘Settimana Anticoncordataria’ organizzata dalla Uaar (Unione Atei e Agnostici Razionalisti).

Associazione contro i privilegi della Chiesa

Come il nome dell’evento stesso suggerisce, lo scopo è di ricordare gli episodi del Concordato (quello del 29 e la successiva revisione dell ’84) come un evento non propriamente positivo per la realtà politica italiana. A spiegarci le ragioni di questa iniziativa è il coordinatore del circolo Uaar di Roma, Marcello Rinaldi:
Come nasce la vostra associazione?
“L’associazione è nata a metà degli anni ‘80 da un gruppo di professori di Padova, proprio quando fu firmato il concordato dall’ 84 da Craxi e da mons. Casaroli; si è successivamente espansa in tutta Italia e nel 2007 è divenuta Aps, associazione di promozione sociale, a difesa di una parte di cittadini, in questo caso gli atei. Siamo sui 4.000 in tutta Italia ed è più diffusa da Roma in su, al Sud ancora non molto.”
Cosa vi ha spinto a fondare questa associazione e a quali princìpi vi ispirate?
“L’ associazione non nasce assolutamente come un qualcosa contro i cristiani, ma bensì contro i privilegi che lo Stato offre ad una confessione, in questo caso la Chiesa Cattolica; siamo indipendenti da qualsiasi movimento o partito e non facciamo propaganda contro le chiese, però certamente vorremmo creare per chi non crede un’ alternativa concreta. Ci battiamo per uno Stato più laico e meno dipendente dalla Chiesa.”

I privilegi della Chiesa

Quali sono i privilegi contro cui vi schierate?
“Parlando ad esempio proprio della revisione del Concordato, avvenuta nel 1984 e che spinse la nascita della nostra associazione, la legge sull’ 8 x mille che sostanzialmente sancì che la Chiesa non dovesse prendere soltanto quanto dovuto in base alle firme espresse, ma anche in base a quelle che non erano espresse; legge tutt’ora in vigore. Ecco, vorremmo uno stato che non facesse tutti questi favori alla Chiesa.”
Parlando in termini concreti, con la vostra opera non finite per fare del proselitismo?
“Assolutamente no; come dicevo prima noi non siamo contro i cristiani e nei nostro incontri non viene mai fatto del proselitismo. Vorremmo soltanto uno Stato più laico e politici con la schiena più dritta.”
In quale campo della società riscontrate maggiori problematiche legate alla laicità?
“Il campo dove ci sono più problemi è indubbiamente la scuola ad esempio per quanto riguarda l’ ora alternativa a quella di religione che non viene fatta nelle scuole pur essendo prevista per legge; a Padova ad esempio, spinti dai genitori di alunni abbiamo fatto ricorso al Tar che ci ha dato ragione, imponendo ad una scuola  di adeguarsi. Analogo discorso per la storia del crocifisso; la questione  è nata proprio da un nostro socio di Padova ed è arrivata fino a Strasburgo.”

Iniziative contro il Concordato

Cos’è questa Settimana Anticoncordataria che proponete?
“A Febbraio, da 10 anni a questa parte, realizziamo questa iniziativa perché, proprio in questo mese, ci sono una serie di ricorrenze laiche come anniversario della Repubblica Romana, i Patti Lateranensi del 29, la nascita di Darwin, il rogo di Giordano Bruno, l’altro Concordato dell’ 84; questo insieme di ricorrenze ci ha spinti ad optare per Febbraio. Proponiamo una settimana con una serie di manifestazioni, conferenze, banchetti informativi, dibattiti ecc.. su temi che hanno direttamente a che fare con religione e laicità, ed è Anticoncordataria perchè mobilitiamo nelle piazze e organizziamo incontri per ricordare che questi accordi, ancora oggi, privilegiano la religione cattolica rispetto alle altre religioni consentendole di fatto un monopolio sul territorio italiano e, soprattutto, ledono le pari opportunità dei non credenti.”
In conclusione, cosa vorreste ottenere con la vostra battaglia?
“La realizzazione di uno stato un po’ più laico e politici, come dicevo prima, con la schiena un po’ più dritta, che non si schierino sempre e comunque con il Vaticano; governanti un po’ più liberali nel vero senso della parola, che non rilascino dichiarazioni nelle quali si afferma che il vero pericolo della società è il relativismo e l’ateismo. Secondo noi i veri pericoli sono anche i fondamentalismi religiosi; insomma, concludendo vorremmo politici che siamo più equidistanti dalla Chiesa cattolica, perché la Chiesa cattolica ha una sua verità che nessuno discute, ma non è la verità dello Stato che dovrebbe essere di tutti, anche di chi non crede.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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