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Albanese accusato di pedofilia: i connazionali protestano

Un fatto di cronaca sta scuotendo negli ultimi giorni la comunità albanese di Reggio Emilia; un uomo è stato accusato di pedofilia nei confronti del proprio figlio di 5 anni per essere stato ripreso mentre lo baciava nella zona genitale da allora (si trattava del 3 Agosto 2010) si trova in carcere. L’arresto è stato portato a termine in base ad alcune registrazioni video effettuate dagli inquirenti nella casa dell’uomo albanese durante il mese di Luglio.
Nelle ultime ore gli albanesi di Reggio Emilia hanno richiamato l’ attenzione della loro comunità e si sono opposti con determinazione all’ accusa di pedofilia organizzando anche manifestazioni e proteste, alcune delle quali potrebbero prendere forma nei prossimi giorni, per sottolineare come non si tratti in alcun modo di atti di pedofilia ma di semplici gesti di amore di un padre verso un figlio.
L’attenzione degli organi di informazione che ha descritto la notizia come atti di pedofilia non ha fatto altro che acuire il malcontento della comunità albanese che sta cercando di aiutare il proprio connazionale in carcere.

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La protesta dei connazionali: non è un pedofilo

La situazione quindi appare piuttosto delicata come sempre in questi frangenti; c’è un uomo in carcere, un padre di famiglia che è stato accusato di pedofilia verso il proprio figlio sulla base di filmati che, chi ha avuto modo di visionare, non esita a definire piuttosto inconsistenti. Per farci spiegare la situazione ci siamo rivolti ad Iliria, Lega Immigrati Albanesi con sede a Roma che da tempo sta portando avanti la protesta; parliamo con il responsabile Vladimir Kosturi.
“Noi abbiamo la certezza che questo cittadino non è colpevole, altrimenti non avremmo realizzato tutte queste proteste; le accuse sono sulla base di pochi secondi di video, circa 6. Si vedono loro due, padre e figlio, sul letto ma vestiti; sembra di capire che il bambino non riesce a dormire, lui allora gli abbassa la tuta e gli scuote la testa nelle parti intime, quasi a volergli fare il solletico;il bambino allora, si vede dal video, sorride. Ma non c’è nemmeno l’audio per capire quello che gli dice. Secondo noi non è assolutamente un gesto di pedofilia,è un comportamento umano, esprime l’amore di un genitore.  Un normale gesto di amore verso il figlio che non riusciva a dormire.”
Chi ha eseguito queste riprese?
“Le riprese sono dei Carabinieri, che gli avevano installato le telecamere in casa perché c’era stata una segnalazione. Ma, ripeto, si sono verificate solo poche sequenze e di pochissimi secondi; sono tra l’altro immagini senza audio di conseguenza ognuno potrebbe interpretarlo come vuole.”
La comunità albanese di Reggio, come detto, è ampiamente convinta della innocenza del loro connazionale: “Tra di noi non c’è nessuno che abbia il benchè minimo sospetto che si tratti di pedofilia, altrimenti non avremmo montato tutto questo. Tra l’altro non credo che esista un caso di pedofilia tra un padre ed il figlio maschio, ho cercato ma non ho trovato niente in questa direzione;inoltre il bambino è il primo figlio maschio dopo sette femmine.”
Quali azioni intraprenderete prossimamente?
“Abbiamo scritto una lettera all’Ambasciatore albanese in Italia, lettera che verrà indirizzata al Ministero della Giustizia e che chiede la scarcerazione del nostro connazionale. Inoltre faremo un sit-in di protesta Venerdì 8, non sappiamo ancora se sotto Palazzo Chigi o da qualche altra parte.”

Le tradizioni culturali non devono essere una scusa:

Intanto la protesta non accenna a diminuire cos’ come le polemiche; di tutt’altro sapore sono state infatti le dichiarazioni rilasciate da Roberto Mirabile, Presidente de La Caramella Buona Onlus ovvero una delle maggiori associazioni italiane in materia di lotta alla pedofilia.
“Basta cortei, confrontiamoci piuttosto – ha affermato Mirabile – Chi crede che baciare un bimbo, in quel modo e in quelle parti, sia naturale non può trovare ragione o giustificazione. I bambini sono cittadini del Mondo e il rispetto alla loro crescita non deve conoscere nè confini territoriali nè tradizioni.”
Nell’affermazione di Mirabile si legge anche una risposta a chi aveva affermato come quel gesto facesse parte della tradizione albanese; la manifestazione in favore dell’uomo arrestato che si è tenuta a Reggio negli scorsi giorni si era infatti conclusa con un bacio dato da un manifestante ad un bambino per mostrare come in tale gesto non vi sia niente di male.
Tra le tante cose dette e scritte sull’argomento si è tirato in ballo persino la natura tipicamente patriarcale della società albanese, che francamente sembra aver poco a che fare con questa questione.

Integrazione mancata

“Riteniamo molto grave accettare queste presunte tradizioni –prosegue Roberto Mirabile– non possiamo permetterci nella nostra cultura di tutela dell’infanzia di trovare giustificazioni a tale barbarie che lede l’intimità del bambino. L’integrazione deve esserci, ma non in questo ambito, non  mettendo a rischio la serenità dei bambini, siano essi italiani siano essi albanesi. Se vogliamo parlare di integrazione allora questi signori albanesi per primi devono capire che qui da noi non è tollerabile quanto loro vogliono farci accettare e la stessa cosa dovrebbe valere in Albania: di questo passo mi aspetto di rendere legale in Italia l’infibulazione, la lapidazione, la legge del taglione!“
Intanto la comunità albanese proseguirà la protesta a fianco del suo connazionale che giudica innocente; Venerdì 8, come ci ha anticipato la Lega Immigrati Albanesi, si terrà una manifestazione di protesta a Roma; parallelamente in Albania, potrebbe esserci una manifestazione in contemporanea a Valona, sotto il Consolato italiano così come domenica 10 Ottobre è previsto un altro corteo a Reggio Emilia.
La palla, a questo punto, passa a chi di dovere per chiarire se l’arresto è fondato o se si è trattato di un errore che, se confermato, sarebbe piuttosto grave.

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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