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I tagli agli sprechi e la casta delle Regioni

In un periodo di tagli, risparmi, spendign review, esortazioni a segnalare gli sprechi e  chi più ne ha più ne metta, sembra quantomeno stravagante che non venga affrontato uno dei temi storici in materia di costi per la collettività: stiamo parlando delle Regioni intese come enti territoriali dotate di un proprio statuto con poteri e funzioni fissati dalla Costituzione italiana.
Parlare delle Regioni è, naturalmente, equivalente a lanciarsi contro i mulini a vento data la lunga storia di questi enti, da sempre fonte di sprechi e al centro spesso di manovre clientelari e giochi di potere visti anche i molteplici privilegi di cui beneficiano i pochi fortunati che riescono ad accedervi: e non si tratta solo degli eletti (o, per meglio dire, nominati), ma anche  delle migliaia di dipendenti.

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Quanto spendiamo per mantenere il personale delle Regioni:

Al riguardo, la spesa per il personale di tutte le Regioni italiane messe insieme ammonta ai quasi 2,4 miliardi di euro l’anno (dati riferiti al 2010) con evidenti distonie sul territorio: i siciliani ad esempio pagano un costo di 349 euro pro capite pari a quasi venti volte quello dei lombardi.
A collidere con la realtà attuale del nostro paese, e senza voler necessariamente andare a finire nell’ antipolitica a tutti i costi, sono i costi di giunta e consiglio con relativi privilegi che certificano come parlare di casta non sia poi tanto sbagliato: entrare in un consiglio regionale oggi più che mai equivale ad un terno al lotto. Di qualsiasi regione si tratti.
Secondo quanto riportato da un’indagine del Corriere della Sera di un paio di mesi fa basata su un’inchiesta del Giornale di Sicilia ad esempio, un deputato siciliano arriverebbe a guadagnare addirittura 14.808 euro netti al mese: cifra raggiunta aggiungendo come al solito all’indennità pura e semplice una caterva di voci tra le quali la diaria, lo svolgimento del mandato che teoricamente dovrebbero essere usati per pagare uno o due collaboratori, un rimborso forfettario per le spese di trasporto, un altro rimborso per le spese telefoniche: senza contare vitalizi e pensioni varie.

Il caso della Regione Toscana

E non va meglio da altre parti: la Toscana per esempio. Secondo Toscana Oggi  le spese di funzionamento di Giunta e Consiglio regionale della Toscana riferite all’anno 2010 sarebbero di 85 milioni di euro. L’anno precedente, il 2009, la cifra era stata di molto inferiore, poco più di 77 milioni di euro.
La voce che pesa maggiormente sul bilancio è quella naturalmente dei consiglieri: 8.388.791 euro di spesa nel 2010. I 55 consiglieri della Regione Toscana guadagnano un netto mensile di 3.123 euro cui si devono aggiungere i rimborsi che vanno da un minimo di 2.272 ad un massimo di 4.462 euro (con bonus per chi ha anche altri incarichi all’interno della giunta).
Arrivando ai benefit di fine mandato, i consiglieri avranno diritto ad una indennità pari ad una mensilità per ogni anno in cui sono stati in carica: quindi superati i 60 anni, anche un vitalizio che scatterebbe anche con una sola legislatura sulle spalle. Non male.

La Regione Lazio e il blt notturno

Veniamo alla Regione Lazio, che non poteva certo mancare: un consigliere incassa un’indennità di 9.362 euro lordi (4.252 netti), più 3.503 euro di diaria (non tassata). In tutto 7.755 euro netti cui vanno aggiunti altri soldi per l’indennità di funzione: Presidenti del Consiglio e della Giunta regionale € 2.311,43; Vice Presidente della Giunta € 1.783,08; Assessori e Vice Presidenti del Consiglio € 1.485,89; Presidenti dei Gruppi, Presidenti delle Commissioni consiliari e Consiglieri Segretari € 891,50 ed infine i Vice Presidenti di Commissione € 594,00. Ma ancora non è finita.
Come se non bastasse, bisogna aggiungere i benefit vari quali personal computer, tablet, rimborso sulla benzina e sui trasporti in generale per chi vive a più di 15 chilometri dalla sede del Consiglio regionale.
Naturalmente vi è poi la voce dell’ indennità di fine mandato e del vitalizio al termine del mandato consiliare, argomento quest’ultimo che per la Regione Lazio merita un discorso a parte: nel mese di dicembre infatti è scattato l’ormai famoso blitz notturno (alle 2 circa della notte) da parte del consiglio regionale per approvare nuovi vitalizi per 14 consiglieri esterni della giunta.
A quell’ora il resto dell’Italia dormiva appesantito dal famoso binomio lacrime e sangue che gravava su di essa, il consiglio approvava l’emendamento della discordia che estende i vitalizi anche per i 14 assessori esterni fino al 2015 e prevede l’abrogazione del vitalizio per i consiglieri regionali solo a partire dalla prossima legislatura.
Quella attuale non sarà minimamente scalfita (e ci mancherebbe): un provvedimento preso nel momento meno adatto, all’apice della crisi, e che potrebbe rivelarsi un boomerang  oltre che un ottimo assist per l’antipolitica e per i movimenti contro la casta.

Stipendi dei consiglieri regionali in Lombardia

Venendo alla Lombardia, Regione piuttosto chiacchierata ultimamente, gli 80 consiglieri del Pirellone guadagnano dai 9.831,72 agli 11.498,70 euro al mese: l’indennità di funzione è pari a 3.299,39 euro, cui va aggiunta una diaria di 2.341,80 mensili, un rimborso spese forfettario e un rimborso spese forfettario per missioni nel territorio regionale.
Seguono anche qui un’indennità di fine mandato nella misura dell’ultima indennità annuale di funzione percepita per ogni legislatura; ed un assegno vitalizio mensile al compimento del 60° anno di età che in base agli anni di contribuzione, va da un minimo del 20% ad un massimo del 50% dell’indennità di funzione mensile lorda. Fatevi due conti per capire a quanto ammonta il totale.

Ai cittadini normali si richiedono sacrifici:

Naturalmente sono state prese a riferimento alcune Regioni a caso, ma l’andazzo sembra essere il medesimo in tutta Italia: ed in un momento nel quale vengono richiesti sacrifici enormi e disumani ai cittadini non si capisce come mai certe realtà non vengano minimamente scalfite.
Il tutto tralasciando la questione della modalità ed opportunità di scelta dei rappresentanti e dipendenti regionali (basta dare un’occhiata alle grandi cronache degli ultimi mesi per farsi un’idea e capire di cosa stiamo dibattendo): anche su questo non c’è veramente molto da registrare. Se non lo sdegno totale e la rabbia montante dei cittadini.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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