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Onlus costretta a chiudere: bambini autistici a rischio

L’ Anffas Onlus è un’importante e grande associazione non lucrativa di utilità e promozione sociale, presente su tutto il territorio da oltre 50 anni per fornire quotidianamente assistenza e sostegno ad oltre 30.000 persone disabili.
Circa un mese fa avevamo illustrato dalle pagine di questo giornale come il lavoro dell’associazione si svolgesse principalmente su base di volontariato, sia nelle sedi dell’Unione Europa che nelle piccole realtà locali, e avevamo anche riportato come la sede di Ostia nella regione Lazio fosse a rischio chiusura totale di tutti i servizi a causa dei mancati pagamenti della Asl Roma D i cui debiti verso il centro ammontano infatti a quasi 2 milioni di euro ( 30 bambini autistici a rischio abbandono ).

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La Asl non paga: la Onlus chiude

Tale Asl, oltre a non pagare da Settembre 2009, aveva inoltre imposto senza un perché le dimissioni di 30 bambini autistici entro la fine di Settembre, con la conseguente chiusura dei progetti a loro destinati.
La Regione aveva garantito pubblicamente la risoluzione dell’intera questione, ma di fatto le strutture pubbliche competenti hanno continuano a non fornire le risorse economiche necessarie ed imprescindibili per l’operatività dei progetti di aiuto e assistenza socio-sanitaria dell’associazione (nonostante essa operi in uno dei territori più problematici e più bisognosi della regione Lazio, in modo estremamente efficiente e nel pieno rispetto delle regole).
La nostra redazione in questi giorni ha ricevuto un comunicato da parte dell’associazione stessa, che ne illustra l’attuale situazione e di cui di seguito pubblichiamo il contenuto.

Il comunicato Anffas Ostia:

“Anffas Ostia Onlus, ad oggi, rischia la chiusura a breve se gli uffici regionali competenti non sbloccheranno i pagamenti delle rimesse da noi erogate nel 2009 e 2010 per le prestazioni ex art 26, già certificate dall’Asl Roma D. Il Presidente dell’associazione, Ilde Plateroti Narducci, ha chiesto, pubblicamente un incontro al Presidente della Regione Lazio Renata Polverini ‘per sbloccare i pagamenti delle rimesse, dal momento che, unico caso nel Lazio, non riceviamo un solo euro da settembre 2009’.
‘Ho appreso con piacere – ha sottolineato Ilde Plateroti Narducci – delle avvenute certificazioni delle prestazioni da noi erogate per l’anno 2009 e 2010 da parte dell’Asl Roma D. Purtroppo però i soldi non sono mai stati sbloccati materialmente. Abbiamo debiti accumulati da oltre un anno, per mancati pagamenti ricevuti, che ammontano a circa 1.700.000,00 euro, i quali rischiano di schiacciare le nostre speranze e comporteranno il tracollo di uno dei centri più importanti della Regione’.
‘Se questo è un tentativo della burocrazia regionale di far chiudere definitivamente il centro – ha tuonato il Direttore Generale di Anffas Ostia, Stefano Galloni – ce lo dicano chiaramente. Noi abbiamo intrapreso tutti i passi ufficiali del caso, abbiamo inviato migliaia di fax e decine di comunicazioni alla Presidente Polverini, verso la quale nutriamo sentimenti di fiducia. Ma se ora ci rivolgiamo alla stampa nazionale e locale è perché il tempo scorre e il telefono non squilla’.
‘Spero – ha infine concluso Ilde Plateroti Narducci – che il Presidente Polverini abbia avuto modo di leggere i fax che utenti, amici, lavoratori, imprenditori, politici locali, rappresentanze sindacali e tanti altri stanno inviando al suo ufficio di gabinetto per evitare quello che a giorni potrebbe essere il tracollo di Anffas Ostia’.”

Il sostegno alla Anffas:

Il Presidente Narducci si riferisce alla ‘Mobilitazione degli Onesti’, un movimento che sta raccogliendo il sostegno di tutti i cittadini, associazioni e istituzioni che appoggiano e sono solidali con la situazione attuale del centro di Ostia.
Si tratta di una protesta singolare, che consiste nell’invio di un fax, scaricabile dal sito dell’associazione, destinato alla Presidenza della Regione Lazio per il riconoscimento del budget in grado di garantire il minimo assistenziale, quello che occorre alle esigenze dell’utenza per continuare a fornire i suoi servizi socio-sanitari nel Lazio, un territorio a forte disagio sociale tra i più bisognosi di aiuto. Staremo a vedere come va andrà a finire.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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