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Costi della politica e sopportazione: gli sprechi della Casta

Da moltissimo tempo si discute su come fare a contenere i costi della politica che, soprattutto alla luce delle ristrettezze economiche che hanno colpito molti strati sociali italiani, si evidenziano sempre più come valvola di scarico della rabbia e delle frustrazioni collettive. Ma sembra che ottenere risultati tangibili su questo versante sia estremamente difficile.
Il premier Berlusconi, per esempio, come altri prima di lui, aveva promesso di eliminare le province, che nel nostro Paese sono 110 e che hanno costi elevati, 16,5 miliardi di euro all’anno, soddisfacendo gli appetiti di 4.000 tra presidenti, assessori e consiglieri. Promesse che avevano l’obiettivo di  ridurre di molto i costi della politica ma che, come sempre, non sono state rispettate.

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Tutti gli sprechi della politica:

Da anni si parla inoltre di abolire Enti e Agenzie inutili o doppioni, come ad esempio l’Enea o il Pra, le Comunità montane e le Circoscrizioni municipali, fonte di altri costi per i cittadini; sembra che anche qui le cose rimangono invariate. A Roma ci sono 500 consiglieri municipali eletti nei 20 Municipi romani, che esprimono 20 Presidenti di Giunta, circa  80 Assessori, 20 Presidenti di Consiglio, 120 Commissioni municipali con i loro 120 Presidenti (senza contare i 60 consiglieri comunali, il sindaco e l’allegata giunta).
Moltiplicando con le dovute proporzioni questi dati per l’intero territorio nazionale si arriva a costi pazzeschi, che gravano inevitabilmente sulle spalle dei contribuenti. Insieme ad altri costi sempre sotto la voce ‘politica’, che riguardano in questo caso  il funzionamento delle Regioni.
Per i consiglieri regionali del Piemonte, lo stipendio mensile lordo che i cittadini sborsano, per una media di una decina di mezze giornate al mese passate tra commissioni e voto in aula, è intorno ai 16mila euro. Per altre otto regioni siamo al di sopra i diecimila euro mensili.
I consiglieri regionali più pagati dopo i piemontesi sono quelli della Puglia (13.830 euro al mese), quindi quelli dell’Abruzzo (13.359), della Lombardia (12.555), della Sardegna (11.417), dell?Emilia Romagna (11.053 euro) e della Calabria (11.316). All’ ottavo posto per retribuzioni si piazza la Campania (10.976 euro), seguita dalla Sicilia (10.946) e dal Molise (10.255).

La vergogna dei consigli regionali:

Nel Lazio lo stipendio è di 9.958 euro mensili; in Veneto, i consiglieri devono “accontentarsi” di solo 9.977 euro, quelli della Liguria di 9.337 euro. A seguire i consiglieri del Friuli Venezia Giulia (7.766 euro), Toscana (7.633) e Basilicata (7.029). I consiglieri regionali delle Marche si portano a casa 6.810 euro mensili, mentre quelli del Trentino Alto Adige, guadagnanola modica cifra mensile di 6.614 euro. I più “poveri” sono i consiglieri della Valle d’ Aosta (6.607 euro) e dell’ Umbria (6.597 euro): poverini.
Quanto ai presidenti di Regione, quello pugliese, Nichi Vendola, batte tutti con 18.885 euro che incassa ogni mese. Alle sue spalle il neo-presidente della Calabria Giuseppe Scoppelliti (13.353 euro) e la laziale Polverini (12.548 euro). Ma meglio di questi ultimi due se la passano i presidenti delle due regioni di Sardegna (Cappellacci) e Sicilia (Raffaele Lombardo), che incassano rispettivamente 14.624 e 14.329 euro mensili. Poi c’è tutto il mondo delle nomine nella strutture sanitarie legate al sevizio pubblico, dove, com’è noto, non si muove foglia che la politica non voglia. Il tutto generando ulteriori costi.
Ha scritto Faulkner: “L’uomo fa molto più di ciò che può o deve sopportare. E così finisce col credere di poter sopportare qualunque cosa. E’ questo. E questo è il terribile. Che possa sopportare qualunque cosa, qualunque cosa… “.

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