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Comune di Roma: dipendenti ‘furbetti’ contro Le Iene

Negli scorsi giorni è andato in onda nella nota trasmissione Mediaset Le Iene un servizio nel quale venivano mostrati alcuni dipendenti del Comune di Roma (il cui volto era oscurato) che, ripresi da una telecamera nascosta, erano stati colti nell’atto di timbrare il cartellino salvo poi allontanarsi immediatamente dal luogo di lavoro o, peggio ancora, adoperarsi a timbrare 2 quando non 3 cartellini insieme.
La reazione a tale servizio è stata, nelle ore successive, di assoluta condanna dell’accaduto e la notizia si è velocemente diffusa su tutti i mezzi di informazione e nei vari social.
Alcune ore dopo i lavoratori e le lavoratrici del Comune di Roma del sindacato Usb hanno emesso un comunicato di risposta a quanto accaduto: nel comunicato si afferma che le riprese audiovisive sono state eseguite senza acquisire il preventivo consenso da parte delle persone filmate, che nel corso della trasmissione sono state date per scontate alcune ipotesi d’infrazione disciplinare senza dimostrarle ed è stata complessivamente esposta l’intera categoria dei dipendenti capitolini ad una campagna di denigrazione ritenendo quindi lesiva dell’intera categoria il reportage operato da parte della trasmissione televisiva.
In virtù di questo comunicato abbiamo contattato la Usb per ascoltare le loro ragioni e tentare di capirne di più su questa vicenda. A rispondere alle nostre domande è  la delegata sindacale Usb, Daniela Pitti.

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“Il servizio delle Iene non è attendibile”:

Signora Pitti, come nasce questo comunicato e cosa vi ha spinto ad agire?
“Abbiamo scritto un comunicato, votato all’unanimità da tutti i presenti, nel quale si ribadisce che i controlli fatti da Le Iene non sono attendibili; nel dire questo ci basiamo su alcuni fatti. Ad esempio non hanno controllato se, nel caso delle persone che timbravano per un’ altro, poi la persona per cui veniva timbrato il cartellino era comunque presente in ufficio, come nella maggior parte dei casi avviene.”
Quindi secondo voi il servizio andato in onda non è attendibile?

“Non è attendibile e poi non spetta comunque a loro fare quello che hanno fatto; non sono il servizio d’ordine e non possono fare riprese interne. Abbiamo chiesto di verificare le responsabilità di chi ha concesso che venisse messa una telecamera  in un luogo pubblico perché, per metterla, ci vuole l’autorizzazione. Il servizio non ci è piaciuto perché è servito solo a criminalizzare tutti i dipendenti pubblici; anche perché potranno esserci pur state delle responsabilità, ma questo non è il comportamento di tutti i dipendenti pubblici. La dirigenza ha tutte le possibilità di controllare e punire. Non serve che Le Iene vengano ad aiutarci, sarebbe il caso che invece la dirigenza facesse il suo lavoro e si occupasse di controllare meglio.”

“Servizio costruito ad hoc per screditare i pubblici dipendenti”:

Detto questo, quanto mostrato nel servizio sembrava piuttosto evidente, non crede?
“No, non è evidente quello che si vedeva nel video: il lavoratore del sevizio pubblico non è uno schiavo che non può allontanarsi un attimo per prendere un caffè. Certo, se ci sto 3 ore è un discorso, ma 5 minuti non vedo cosa c’è di male.”
E per quanto riguarda le immagini che mostrano le doppie timbrature di cartellini?

“Per quel che riguarda le doppie timbrature, Le Iene non sono andate a verificare se la persona che timbrava lo faceva perché il collega era su in ufficio e stava comunque sul posto di lavoro: per cui non sono attendibili le riprese video; inoltre le facce sono state oscurate, potrebbero anche non essere stati dipendenti pubblici quelli che si vedono nel filmato. È stato secondo noi un programma costruito ad hoc per attaccare il pubblico impiego.”
In chiusura, voi non  ci trovate niente di male in quelle immagini che sono state mostrate nel corso della trasmissione Le Iene?
“Non è che non ci vediamo niente di male; diciamo che non sono Le Iene le persone preposte a fare questo tipo di controlli: invitiamo la dirigenza a farlo perché non tutti i dipendenti hanno questa abitudine. Sicuramente ci sarà pure qualcuno che si comporta in modo scorretto, ma spetta alla dirigenza controllare. Che poi non è così lontana, si trova nello stesso ufficio. Quindi è la dirigenza che dovrebbe agire, e non la trasmissione Le Iene.”

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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