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Bolletta luce: tra consumi stimati, tariffe e conguagli

Le bollette da pagare, da sempre spauracchio e fonte di dubbi e preoccupazioni per tutti gli italiani; già perché vivendo in un paese come il nostro, nel quale nulla è mai certo ed il consumatore si trova a dover fronteggiare una miriade di leggi e leggine, le bollette possono essere fonte di seri problematiche e lungaggini burocratiche.
Prendiamo la bolletta dell’Energia Elettrica, vero e proprio rebus di difficile risoluzione; tentare di interpretare una bolletta della luce è impresa ardua e per la quale occorre avere molta pazienza e discrete conoscenze.
Riepilogo consumi, costi di generazione, fasce orarie, picco e fuori picco e perdite di rete; ce ne è veramente per tutti i gusti ed è facile perdersi malgrado il fatto che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas abbia reso obbligatorie, dal 1° gennaio 2011 ed in ottemperanza alle norme europee, le bollette “semplificate” per le forniture di elettricità o gas.

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Voci che compongono la bolletta:

È bene precisare, come premessa, che le tariffe dell’energia elettrica sono stabilite proprio dall’Autorità garante per l’energia ed il gas (AEEG) su base annua a fasce di consumo; dal luglio del 2007 a seguito del decreto Bersani il mercato dell’energia elettrica è stato liberalizzato.
Fino a quella data si era assistito al monopolio dell’operatore nazionale Enel; a seguito della liberalizzazione le famiglie italiane possono scegliere liberamente il proprio fornitore di energia elettrica (e gas), fattore che dovrebbe portare ad una maggiore competitività con conseguente beneficio per i consumatori. Chi non abbia ancora scelto il proprio fornitore o decide di non farlo dovrebbe giovarsi di iniziative e strumenti dell’Autorità per l’energia elettrica volte ad assicurare un sistema di maggior tutela.
Tornando al prezzo finale della bolletta energetica, va detto che esso è composto da più voci così divise:

  • 53,27% da servizi di vendita;
  • 33,44% dai servizi di rete;
  • il restante 13,29% dalle immancabili imposte.

La bolletta tuttavia non è annuale, ma la fatturazione è su base bimestrale; e qui sorgono i primi intoppi.

Calcolo dei consumi: come leggere la bolletta

Il calcolo effettivo dei consumi in bolletta avviene convertendo le tariffe annuali in tariffe bimestrali adottando il cosiddetto criterio “pro quota giorno”, ovvero rapportando il calcolo a 60 giorni. Una tipologia di calcolo che porta a differenze sostanziali tra le due impostazioni:

  1. con il conteggio annuale infatti, il consumatore andrebbe a pagare esattamente tutti i kWh consumati al prezzo del relativo scaglione; quindi se vengono consumati in un anno un totale di kWh che consente di restare all’interno del primo scaglione, quello al prezzo più basso, si riuscirà a pagare il prezzo più conveniente su base annuale.
  2. Viceversa con il calcolo bimestrale si rischia di pagare il prezzo più basso solo se, in ciascun bimestre, non si supera lo scaglione relativo al prezzo più conveniente; in sostanza, questo tipo di scaglionamento su base bimestrale va a penalizzare chi non riesce a mantenere uniformi i consumi nel corso dell’anno. Con relativi picchi in alto nelle stagioni a maggior consumo energetico, come l’inverno o l’estate. Per questo è importante tenere d’occhio i consumi bimestrali e non quelli annuali per avere una previsione verosimile dei costi futuri.

Consumi reali e consumi stimati:

Altra problematica estremamente avvertita in materia di bollette è quella relativa ai consumi, che possono essere reali o stimati; le bollette elettriche  (ed anche quelle del gas) possono essere di due tipi: di acconto o di conguaglio.
Le bollette di acconto si basano su consumi presunti, ovvero senza effettiva lettura del contatore; sempre più spesso le società fornitrici di energia tendono a non inviare il loro incaricato alla lettura del contatore, con conseguenze non sempre piacevoli quale ad esempio una bolletta molto più alta rispetto a quanto si è effettivamente consumato.
Per ovviare a questa problematica è indispensabile servirsi del sistema di autolettura che garantisce al consumatore il pagamento dell’importo esatto e nel quale l’utente è invitato a controllare in prima persona il contatore ed inviare la lettura del contatore stesso, entro un tempo limite dal ricevimento della bolletta, al proprio fornitore.

Le bollette di conguaglio:

Viceversa le bollette di conguaglio si basano sui consumi effettivi in quanto calcolate su reale lettura del contatore e presentano un meccanismo di compensazione nel quale l’importo a conguaglio è ottenuto detraendo dall’importo totale la somma degli importi già fatturati.
In bolletta sarà quindi presente il rimborso delle quantità fatturate in precedenza a titolo di acconto, e il ricalcolo del consumo a partire dalla precedente lettura effettiva. Un sistema che  può tuttavia generare spiacevoli sorprese e portare a bollette salate.

Antitrust e bollette:

L’intero meccanismo di calcolo della bolletta energetica appare piuttosto complicato al punto che, in passato, l’Antitrust ha ufficialmente ripreso il Governo italiano, sancendo in alcuni casi anche multe, esortandolo a far si che le bollette siano stabilmente basate sui consumi reali e non su quelli presunti.
A dare il là all’azione dell’authority erano state le continue denunce di consumatori stanchi di vedersi ricevere bollette cariche di errori e conguagli spropositati: ma, a quanto pare, non è servito a molto.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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