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L’Arte: tra creatività e follia

In data 21 luglio il ministro della Cultura, Sandro Bondi, ha fatto una dichiarazione funzionale probabilmente a distrarre l’attenzione dei cittadini italiani dai gravi problemi che si stanno per abbattere su alcune strutture culturali ed artistiche del Paese.
L’informazione punta solo su temi che hanno una forte impronta scandalistica, per lo piu’ in chiave politica interna e secondo una chiara finalità di delegittimazione di una certa parte politica“.
Ancora non ha compreso di avere a che fare con categorie di uomini diverse che si contrappongono alle sue politiche e strategie di gestione perchè hanno a cuore la conservazione e lo sviluppo dei beni culturali della Nazione. Che non agiscono per finalità politiche perchè sono in ballo questioni fondamentali per il futuro.
Tra di essi molti sono artisti, cioè dotati di capacità psicologiche non ordinarie: quasi dei folli. Ed a questo punto, per i nostri lettori, vogliamo fare qualche accenno alle caratteristiche che contraddistinguono queste persone.

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Funzionamento dei processi creativi

Partiamo dal fatto che quando si ha a che fare con aristi, talvolta si può restare perplessi davanti all’originalità con cui conducono la loro vita. Per chi non conosce il funzionamento dei processi creativi, essi potrebbero apparire un po’ stravaganti: si immergono in fantasticherie simili alla trance, “sentono” voci che nessun altro sente, assumono comportamenti come se stessero in contatto con entità invisibili, ecc.
La storia di alcuni di loro vissuti in passato, ci racconta episodi davvero particolari: gli amici del giovane Mozart sapevano che egli era capace di interrompere il gioco in qualsiasi momento, pregandoli di tacere mentre buttava giù frettolosamente le melodie che gli si presentavano alla mente; il matematico Ramanujan teneva un taccuino accanto al letto per annotarvi le formule che, secondo lui, gli rivelava in sogno la dea del suo villaggio natale.

La definizione di arte di Puccini

George Eliot disse a J.W.Cross che in tutte le sue opere che lei considerava migliori, veniva posseduta da qualcosa che non era “lei stessa”, mentre sentiva che la sua personalità era “unicamente lo strumento con il quale questo spirito, per così dire, agiva”.
Ad un biografo Puccini disse: “Il segreto supremo consiste nell’impadronirsi in modo deliberato e cosciente della propria anima…Per prima cosa afferro il pieno potere dell’Io dentro di me. Poi sento il desiderio ardente e l’intensa determinazione di creare qualcosa di meritevole. Il mio desiderio o brama implica la consapevolezza che io sono in grado di raggiungere la mia meta. Poi esprimo una fervente preghiera… Tale fede perfetta permette alla vibrazione di passare dalla dinamo, il centro dell’anima, nella mia coscienza, facendo così nascere le ispirazioni“.

Da Wagner a Kipling: storie stravaganti di artisti

Dmitrij Ivanovic Mendeleev ha raccontato che un giorno era andato a letto sfinito dopo aver cercato con tutte le forze di concepire un metodo per classificare gli elementi in base al peso atomico. Sognò una tavola in cui tutti gli elementi si mettevano nel posto giusto. Al risveglio, prese nota di quanto aveva sognato: fu necessaria una sola correzione.
Howe fabbricò gli aghi che segnarono il suo primo insuccesso con la cruna al centro dell’asta. Una notte sognò di essere stato catturato da una tribù di selvaggi che lo trascinarono davanti al loro re: questi gli ordinò di completare la sua invenzione, pena la morte. Provò molta paura, mentre i guerrieri si disponevano in quadrato attorno a lui per condurlo sul luogo dell’esecuzione. All’improvviso si accorse che vicino alle punte delle lance di cui i guerrieri erano armati c’erano alcuni fori a forma d’occhio. Nacque l’ago che oggi usiamo comunemente.

Il demone personale di Kipling

Wagner dopo aver trascorso una notte tra febbre ed insonnia, decise di fare una lunga passeggiata in campagna. Al ritorno, spossato, si gettò su un duro giaciglio. All’improvviso ebbe l’impressione di essere preso dentro una forte corrente. Il rumore si trasformò presto in un mi bemolle maggiore, da cui si svilupparono passaggi melodici di moto crescente. Si svegliò: gli era stato rivelato il preludio per orchestra dell’ “Oro del Reno”.
Kipling aveva un demone personale che gli stava accanto mentre scriveva i libri della giungla. Nota la sua affermazione “Quando il vostro demone è all’opera non cercate di pensare coscientemente. Lasciatevi andare, aspettate e obbedite”. Tartini sognò che il diavolo era diventato uno schiavo; nel sogno egli porgeva il suo violino al diavolo per vedere cosa fosse capace di farci. Questi eseguì una sonata di rara bellezza che invano al risveglio il compositore cercò di ricordare. Riuscì, tuttavia, a comporre quel gran capolavoro de “Il trillo del diavolo”.

Creatività e follia vanno a braccetto

Fermiamoci qui, per ora: i casi in cui creatività e follia, come è risaputo, si incontrano, non sono pochi. Tuttora il nostro Paese ed il mondo sono pieni di questi creativi un pò folli.
Un ministro della Cultura saggio dovrebbe sviluppare e non limitare questo patrimonio di risorse: creatività e follia sono alla base della Cultura e dell’Arte.

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