Seguici su:

Consigliati

Letto 250 Volte
Condividi

Libera Chiesa in libero Stato

Nella complessa architettura politica elaborata da Camillo Benso di Cavour, tendente a creare dell’Italia un’unica nazione regolata, tra l’altro, da una netta sepazione dei poteri civili e religiosi, era presente marcatamente la nota teoria  di una “libera Chiesa in libero Stato“. In uno dei suoi ultimi interventi parlamentari, infatti, a tal proposito così si era espresso:
“Noi riteniamo che l’indipendenza del Pontefice, la sua dignità e l’indipendenza della Chiesa possono tutelarsi mercè la separazione dei due poteri, mercè la proclamazione del principio di libertà applicato lealmente, largamente ai rapporti della società civile con la religiosa…. Se altrimenti fosse, converrebbe dire che quei sacerdoti, quei cattolici, non sono in buona fede e vogliono fare del sentimento religioso il mezzo per promuovere i loro temporali interessi”.

Pubblicità

I contrasti storici tra Stato e Chiesa:

La Storia racconta che in seguito alla presa di Roma nel 1870 il papa Pio IX non volle riconoscere lo Stato italiano creando una frattura tra la Nazione appena costituita e la Chiesa, che sarebbe durata fino al 1929, quando furono stipulati i Patti Lateranensi.
A distanza di oltre 80 anni, la politica sottilmente pervasiva realizzata pazientemente dalle gerarchie vaticane, ci ha ricondotti ancora una volta verso l’intromissione continua di sacerdoti e vescovi nella vita civile del Paese, con interventi non di rado anche intimidatori, di cui le cronache dei giornali ci hanno aggiornato e ci aggiornano puntualmente.
In Italia, insomma, l’idea fissa di Cavour inerente una “libera Chiesa in libero Stato” trova tuttora enormi difficoltà ad essere concretizzata. Diversamente funziona in altri paesi europei dove cittadini ed istituzioni sono assolutamente contrari a concedere privilegi di sorta ai rappresentanti religiosi.

Chiesa e pedofilia:

In questi giorni stiamo assistendo a quanto accade in Belgio, dove a causa dei soliti episodi di pedofilia in cui si sono trovati coinvolti alcuni membri della Chiesa, la magistratura locale sta svolgendo delle accurate indagini senza riguardo alcuno nei loro confronti.
E, a differenza del nostro Paese, dove davanti ad accadimenti che toccano gli interessi ecclesiastici spesso si sollevano autorevoli voci politiche e partitiche premurose nel farsi notare meritevoli del consenso elettorale cattolico, in Belgio la Chiesa si trova quasi completamente nuda davanti alle responsabilità cui è chiamata a rispondere (ricordiamo ai nostri lettori che la magistratura belga, tra l’altro, ha acquisito 475 fascicoli di testimonianza su casi di pedofilia che vedono interessati dei sacerdoti).
La Chiesa di Roma intanto sta lanciando ferro e fuoco per rispondere a metodi di indagine che reputa estremamente duri, di cui fanno parte anche alcune perquisizioni avvenute presso importanti luoghi di culto ed interrogatori di cui sono stati oggetto dei vescovi. Ma è opinione generale dei belgi che le proteste vaticane non avranno conseguenza alcuna sull’iter giudiziario in corso perchè, dicono, “la Chiesa non è al di sopra della legge”.
Il “non possumus” sembra che in Belgio non funzioni.

Pubblicato in Consigliati

Scritto da

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Seguici su: