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Stato e Chiesa: A Cesare ciò che è di Cesare

Chi ha avuto modo di conoscere le vicende legate ad Emanuele Brunatto possiede certamente un’idea di quello che si consumava qualche decennio fa dietro le quinte della struttura verticistica della Chiesa: i casi di depravazione sessuale che facevano capo a certe eminenze erano di una gravità tale da mettere in serio pericolo la sopravvivenza stessa dell’intera gerarchia clericale.
Emanuele Brunatto, grazie ad un’intuizione fuori del comune (Padre Pio lo chiamava “u poliziotto”) e complicità ai massimi livelli dello Stato e della Chiesa, aveva documentato minuziosamente le orge, gli atti d’omosessualità, i ricatti, le lotte intestine di potere dei palazzi vaticani, al punto da costringere il papa di allora a cedere al suo volere che era quello di liberare il Santo di Pietrelcina dai gravi abusi che stava subendo.
Su tali documenti sono stati pubblicati libri, ancora incompleti, perchè si dice che alcuni personaggi detengano ancora lettere, confessioni e cose del genere, ancora non pubblicate.

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Casi di pedofilia nella Chiesa:

Perchè meravigliarsi dunque dei tanti casi di pedofilia e depravazioni sessuali che in tutto il mondo stanno attualmente venendo alla luce con grave preoccupazione del Papa e delle odierne dirigenze vaticane? Sono cose che si succedono da tempi remotissimi e che ancora non riescono ad avvicinarsi al punto finale.
E’ di qualche ora fa la notizia che in Svizzera, nel cantone di Thurgau è stato arrestato un prete cattolico perchè abusava sessualmente di alcuni minori. E’ superfluo aggiungere che la polizia del luogo, prima di procedere all’arresto, si era munita delle più ampie prove. Questo, chiaramente è il caso del giorno, cui ne seguiranno altri, e poi altri, in un corpo religioso ormai in metastasi, malgrado i più autorevoli interventi di contrasto cui abbiamo assistito da poco.
In queste condizioni, si comprende bene che i vari cardinali che si dilettano ad esercitare il loro potere anche nei campi non di loro pertinenza, come, per esempio, quello che riguarda la vita e l’organizzazione dello Stato italiano, non posseggono alcun requisito morale per fare da guida a chi non è compromesso in modo così evidente come loro.
Invece ciò accade, com’è successo oggi con l’intervento del cardinale Bagnasco che ha suggerito agli elettori cattolici di non votare chi è favorevole all’aborto, cioè, e ci vuol proprio poco a comprendere, di non votare Emma Bonino. A questo punto ci è venuto spontaneo andare a visitare il sito del partito radicale e vi abbiamo trovato, a questo proposito, il seguente comunicato:

Dichiarazione di Marco Cappato del partito Radicale:

Non si può che condividere l’importanza della questione posta nel suo intervento di campagna elettorale dal Presidente della CEI Bagnasco in materia di aborto, anche se i metodi da seguire sono l’opposto di quelli che il Vaticano da decenni indica. Per ridurre il numero di aborti c’è infatti un solo modo: proseguire nella strada intrapresa in Italia da oltre trent’anni grazie ai Radicali, la strada della legalizzazione e del controllo, contro l’aborto selvaggio e clandestino.
E’ così che sono stati dimezzati in trent’anni gli aborti nel nostro Paese. E molto di più si potrebbe fare investendo nell’informazione sessuale, liberalizzando l’accesso agli anticoncezionali, abolendo l’obbligo di ricetta medica per la pillola del giorno dopo. L’unico voto contro l’aborto, sia per ridurre il numero di aborti legali sia per combattere la piaga dell’aborto clandestino che ancora colpisce in particolare le giovanissime e le donne immigrate, è quello alla Lista Bonino-Pannella“.

I preti che non danno a Cesare ciò che è di Cesare:

Come ogni lettore può facilmente verificare, questo messaggio è stato scritto col linguaggio politichese, che non tutti riescono a penetrare bene. In un clima elettorale così effervescente come quello che stiamo attualmente subendo, giustamente anche i radicali, campioni di laicità, sono costretti ad adeguarsi.
Noi invece, che dobbiamo trasmettere ai lettori ciò che vediamo con i nostri occhi ed osserviamo con la nostra intelligenza, riteniamo l’intrusione del cardinal Bagnasco nella campagna elettorale in atto, una cosa riprorevole ed inefficace, dato che il Popolo italiano possiede già da molto tempo anticorpi  collaudati contro i germi sottili dei soliti preti che non vogliono dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio.

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