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Resta senza lavoro: mette in vendita un rene

È di poche ore la notizia di un uomo di 52 anni che, nel Friuli, dopo esser rimasto senza lavoro, pubblicato un annuncio su Internet nel quale offriva un rene in cambio di un impiego o di centomila euro;  l’ uomo lavorava come responsabile amministrativo all’interno di un’azienda privata e, dopo aver perso il posto di lavoro a causa della crisi economica, era da tempo alla disperata ricerca di un nuovo impiego senza tuttavia avere esiti positivi.
L’annuncio è stato scoperto dalla polizia postale di Udine durante l’attività di controllo e monitoraggio dei siti Internet e, su invito della stessa polizia postale, è stato immediatamente rimosso dal provider fornitore del servizio. 
Secondo la ricostruzione della stessa polizia postale, la storia dell’uomo in questione era abbastanza drammatica; alla perdita del posto di lavoro aveva fatto seguito una crisi familiare culminata con la separazione dalla moglie.

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Disoccupato, vende un rene:

Sempre secondo la ricostruzione della polizia postale l’uomo abitava ora in un minuscolo monolocale in condizioni di precarietà. Tutte queste contingenze lo hanno spinto a questo estremo tentativo per cercare di sopravvivere.
Non è la prima volta, soprattutto con la crisi degli ultimi anni, che assistiamo a situazioni del genere; dalle pagine di questo giornale avevamo, nei mesi scorsi, raccontato diverse storie analoghe con protagonisti ridotti sul lastrico e pronti a qualsiasi gesto.
Avevamo in passato descritto la vicenda di un ex imprenditore trevigiano che, sommerso dai debiti che non gli permettevano più di mantenere la propria famiglia, aveva messo in vendita un rene minacciando anche di compiere un gesto estremo nel caso non fosse riuscito a risolvere i suoi problemi (Vendo un rene o mi impicco);
avevamo raccontato la triste vicenda di un uomo di Padova che, per problemi economici e prossimo allo sfratto, si era tolto la vita impiccandosi dopo aver la sciato un biglietto di scuse alla sua famiglia (Crisi: dacci oggi il nostro suicidio quotidiano); e questo solo per citare un paio di esempi di cui le cronache degli ultimi mesi sono piene. 
D’altra parte, anche gli ultimi dati Istat sull’argomento avevano certificato come le famiglie italiane siano sempre più povere con un reddito disponibile che si assottiglia sempre più ed una propensione al risparmio che conseguentemente diminuisce; rispetto all’anno 2009, sempre secondo i dati Istat, sono 2,6 milioni le famiglie che vivono in povertà, con 3,7 milioni di persone che sopravvivono sotto la soglia. Nonostante qualcuno continui a dirci che la crisi non esiste e che va tutto bene.

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