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Rai: lo scontro Santoro – Masi è l’inizio della fine

Stiamo assistendo ancora una volta ad uno spettacolo indecoroso che riguarda la nostra televisione nazionale, assaltata negli anni da più parti e depredata di risorse attraverso favoritismi ed altri meccanismi inconfessabili, per via del condizionamento che su essa ha sempre dovuto subire, soprattutto da parte della classe politica.
Fare il mestiere di giornalisti in un siffatto contesto non è cosa facile. Come si può essere imparziali riguardo la trasmissione di informazioni di pubblico interesse quando per sua natura ogni notizia data può toccare interessi ed equilibri che vanno oltre il valore di cronaca per incunearsi nelle strettoie labirintiche di accordi e scambi tra i manovratori di turno?
Come si può rispondere all’esigenza di onesta analisi dei fatti quando attraverso la diffusione di questi si mettono in evidenza comportamenti di uomini di potere non consoni ai propri ruoli ed incarichi pubblici, che proprio per prevenire tali possibilità hanno collocato, a suo tempo, ai vertici uomini ” affidabili ” e sottili esecutori?

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Michele Santoro e il suo modo di fare giornalismo:

Quanto sta accadendo tra il giornalista Michele Santoro ed il direttore generale della Rai, Mauro Masi, è il risultato della caparbietà con cui il primo vuol portare avanti il suo mestiere senza eccessivi vincoli se non quelli legati all’affidabilità delle fonti e alla garanzia di un contradditorio tra le parti che ogni argomento affrontato chiama in causa, ed i tentativi, spinti fino all’estremo, del secondo, per cercare in qualche modo di attutire le conseguenze di una forma di giornalismo che, affrontando temi di grande attualità sociale e rivolgendosi a platee di milioni di telespettatori, possono influenzare l’orientamento di moltitudini di cittadini con le collegate potenziali ripercussioni a livello politico.
Nell’ambito di tale contrapposizione si arriva allo scontro tra poteri: il primo rappresentato dal sostegno di diversi milioni di telespettatori fidelizzati che costituiscono per la Rai una risorsa finanziaria di questi tempi preziosissima, il secondo legittimato da decisioni ed influenze partitiche e politiche che ne determinano compiti e strategie. Questo scontro avrà certamente un perdente, che non va, secondo noi cercato tra i due contendenti.

 

Le mani della politica sulla Rai:

Chi perderà sarà certamente la Rai che in un momento di grave crisi finanziaria del Paese e l’avvento di modernissime tecnologie che ne minacciano le dimensioni dei mercati, sarà costretta ad assistere, impotente, al proprio sfacelo.
Già ci sono forze politiche che ne chiedono la privatizzazione: tutti sappiamo che un’operazione del genere, che sarebbe senz’altro anticipata da un prima operazione di parziale smembramento, potrebbe trovare d’accordo tanti nel Paese. Che sono stufi di assistere ad un servizio pubblico ridicolo ed umiliante, divenuto ormai terreno di scontro politico quotidiano, con contorni di grave arroganza che pretendono di rapportarsi con gli utenti-cittadini da una posizione privilegiata che ha perso da molto tempo. Perciò, lo scontro Santoro-Masi potrebbe rappresentare, per la Rai, l’ultima battaglia prima della fine.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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