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Rai: informazione ed imparzialità

Da più parti viene sollecitato l’allontanamento dal giornalista Augusto Minzolini dalla direzione del Tg1, in quanto, dati i suoi rapporti col presidente Berlusconi, offre troppo, ai cittadini italiani che pagano il canone per avere in cambio un servizio pubblico il più possibile imparziale nel campo dell’informazione, l’impressione di stretta collaborazione con le strutture di potere verso  cui dovrebbe invece svolgere un’attività continua di analisi ed informazione critica.
All’interno della Rai è in questo momento molto vivo il dibattito sulla questione, tenuto conto del clamore suscitato dalle risultanze di alcune intercettazioni telefoniche portate avanti dalla procura di Trani, che hanno evidenziato comportamenti professionali di alcuni soggetti che in qualsiasi vera democrazia non sarebbero potuti nemmeno essere immaginati. 
La questione è particolarmente delicata perchè incide nel profondo dell’immagine dell’intero ente televisivo nazionale che, se messa a rischio, potrebbe determinare conseguenze incalcolabili per la sopravvivenza stessa dell’ azienda televisiva e dei suoi numerosissimi collaboratori e dipendenti.

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L’ informazione del Tg1:

Si pensi soltanto alla capacità presente oggi nelle mani dei consumatori: se si organizzasse una campagna di boicottaggio dei prodotti pubblicizzati dalle aziende commerciali ed industriali a cavallo dei telegiornali facenti capo a Minzolini, si scatenerebbe un pandemonio i cui sbocchi porterebbero certamente a conseguenze nefaste per i bilanci della Rai. E non passerà molto tempo, dicono alcuni esperti, prima che si arrivi a tali clamorose iniziative.
I politici italiani, come bene sappiamo, guardano per lo più al proprio tornaconto e davanti a movimenti di grandi numeri di persone che si organizzano in operazioni di boicottaggio, si tirerebbero tutti indietro. La caduta di Minzolini potrebbe essere il primo risultato dell’inchiesta della procura di Trani, a cui seguiranno altre storie che non si concluderanno di certo bene per i protagonisti.
Pensiamo soprattutto ad un intero sistema di potere basato su favori, velate aderenze politiche, connivenze, spartizioni di ruoli di prim’ordine e cose di questo genere.

 

Il discorso di Matteotti:

In tale contesto, riprende vigore ed attualità un uomo come Giacomo Matteotti che, davanti ad un sistema ormai quasi completamente asservito, a costo della propria vita, non disdegnò di contrastare fino all’ultimo il disegno fascista che avrebbe in seguito portato alla rovina il Paese. Ricordiamo alcuni passi del suo ultimo discorso in Parlamento:
Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l’autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente, rovinate quella che è l’intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate più oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poiché questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta.
Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo. Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l’opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro.
Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni “.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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