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Quando lo stato è assente

Sembra che i cittadini italiani da qualche tempo abbiano rinunciato nelle loro conversazioni ad utilizzare il noto detto ” piove, governo ladro “, per lanciare al suo posto epiteti ed allocuzioni che contengono intrinsecamente riferimenti e concetti inerenti l’avvertita sensazione della colpevole assenza dello Stato su questioni di primaria importanza sociale.
C’è chi lo fa in modo pittoresco, come nel novembre del 2007 accadde per il caso del sindaco di Montegrotto Luca Claudio, nel padovano, che invitò i suoi concittadini ad emigrare, data l’assoluta assenza dello Stato nel risolvere i problemi di sicurezza del suo territorio.
C’è chi lo fa in modo solenne come è stato per il cardinale Sepe a Napoli nel dicembre 2008 quando, a proposito del suicidio dell’assessore comunale Giorgio Nugnes, tuonò che “si può morire anche perchè vedi una città disorientata, quasi smarrita. Si resta senza forze perchè cerchidi guardare oltre, ma noti l’assenza di chi dovrebbe aiutarti a farlo”.

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Dissesto dei Comuni italiani e assenza dello Stato:

Molti comuni vedono l’assenza dello Stato nell’osservare il dissesto del loro territorio, che tra l’altro hanno contribuito essi stessi a creare, e si lamentano del fatto di bussare senza risultato alle porte degli Enti istituzionali presposti alla salvaguardia dell’ambiente. Gli operatori delle carceri italiane, soprattutto quelle del Sud, vedono l’assenza perdurante dello Stato nella mancanza delle risorse umane e finanziarie attinenti al funzionamento della loro attività.
Quelli della giustizia lamentano l’assenza dello Stato per l’alta percentuale di scopertura media complessiva nelle diciannove procure della Sicilia, che sfiora il tetto del 40%, cui bisogna aggiungere lo svuotamento progressivo in atto in molte altre procure del Sud Italia. Rita Borsellino, nel diciassettesimo anniversario dell’attentato di via d’ Amelio, ha puntato il dito contro l’assenza dello Stato che avrebbe dovuto essere presente nonostante le possibili contestazioni, raccogliendole e confrontandosi con la città che ricorda e che non vuol dimenticare.
Molti piccoli agricoltori, dopo i fatti di Rosarno, hanno parlato di assenza dello Stato, evidente nell’abbandono dell’agricoltura del Sud, costretta ad operare in un contesto in cui troppo spesso le amministrazioni locali sono colluse o conniventi con organizzazioni criminali, portando la gestione della cosa pubblica a concretizzarsi in chiave privata.
Riguardo la situazione degli immigrati, spesso irregolari, che vengono sfruttati in condizioni di quasi schiavitù, gli stessi hanno confermato che il fenomeno è stato sotto gli occhi di tutti, a partire dagli uomini delle istituzioni, che quasi sempre sono stati i primi a girare la testa da un’altra parte.
Varie organizzazioni politiche e sociali ribadiscono che l’assenza dello Stato si delinea in un quadro grave, nel quale emergono i limiti e le inadeguatezze delle politiche sociali a sostegno delle fasce deboli della popolazione, così come di politiche per il lavoro, la casa, la salute.

 

Se lo Stato non aiuta i cittadini:

A proposito di quest’ultimo settore, è ancora fresca la data dello scorso fine gennaio quando l’assenza dello Stato stava costringendo Salvatore Crisafulli, emblema della battaglia per la vita contro l’eutanasia, a cercare di morire in Belgio.
Insomma non sono pochi, come si vede, i cittadini esasperati che se la prendono contro l’avvertita assenza dello Stato. L’ultimo in ordine di tempo, che risale solo a poche ore fa, riguarda un ventenne di Vercelli che ha in animo di vendere un rene per aiutare il padre malato di Sla.
Ha preso questa decisione perchè lui e la sua famiglia si sentono abbandonati dallo Stato e non hanno le possibilità economiche per permettersi una badante ( è da notare, tra l’altro, che i malati di Sla, malgrado lo sciopero della fame attuato qualche mese fa da alcuni di loro, non hanno ottenuto aiuto alcuno dalle istituzioni ). Ma…si potrebbe chiedere: “Perchè lo Stato è così assente riguardo i problemi dei cittadini?”
La risposta è semplice. Basta leggere le cronache dei giornali quotidiani per capire in quali impegni ed affari lo Stato e molti dei suoi uomini sono incredibilmente presenti.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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