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Politica estera: Italia sempre più piccola

Mentre la politica estera del nostro Paese è sempre più orientata verso il consolidamento di rapporti improntati alla convenienza commerciale, come nel caso della Libia di Gheddafi e la Russia di Putin, la rete dei servizi logistici, relazionali, consolari ed altri inerenti la normale vita quotidiana di molti milioni di cittadini italiani che si trovano all’estero subisce un ridimensionamento epocale che rischia di condurre lItalia nella categoria delle nazioni del mondo più modeste e prive di ambizioni.
Alle chiacchiere continue del Governo sull’argomento “fare”, purtoppo si contrappone sempre più la realtà dello sfascio reale ormai sotto gli occhi di tutti. Ovunque, nel mondo, molte sedi che difendevano gli interessi dei cittadini italiani stanno chiudendo o sono sul punto di farlo.
E’ di poche ore fa la notizia che il Ministero degli Affari Esteri ha deciso la soppressione del Consolato d’Italia a Durban e l’attribuzione delle relative competenze al Consolato Generale d’Italia a Johannesburg con decorrenza dal 01 ottobre 2010. Gli uffici del Consolato d’Italia a Durban saranno aperti al pubblico fino a venerdì 17 settembre 2010.

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Le sedi diplomatiche che chiudono:

Tale comunicazione, che suona un po’ come un necrologio, informa i visitatori del sito internet del consolato stesso, della decisione. Ciò, in pratica, significa che italiani e sudafricani di Durban e della provincia del KwaZulu Natal d’ora in avanti, se proprio avranno bisogno di vedere di persona il console, dovranno farsi i 600 chilometri che separano le due città. 
Una decisione che suscita preoccupazione più  dal punto di vista più politico che pratico in quanto i servizi consolari probabilmente potranno proseguire grazie alle visite periodiche di uno o più funzionari viaggianti, in particolare per la raccolta delle impronte digitali necessarie per il rilascio del nuovo passaporto elettronico.
Ancora una volta dobbiamo però constatare che il nostro Paese, contrariamente a quanto affermano le più importanti televisioni nazionali, sta  diventando sempre più piccolo. Ormai da qualche anno, infatti, l’impressione generale che si ricava dalle notizie che circolano all’estero, è che l’Italia stia tornando alle sue dimensioni di prima della seconda guerra mondiale.
Altro che quinta, sesta o anche settima nazione più ricca del mondo, il posto che ci compete, a quanto pare, è fra Grecia e Portogallo, che per tanti anni abbiamo guardato dall’alto in basso, tentando di farci accettare nella stessa classe di Francia, Germania e Inghilterra.
Mentre le nostre bandiere consolari ammainano, per di più, dalle motovedette che abbiamo regalato alla Libia, i militari libici stessi sparano sui nostri pescatori che operano in acque internazionali, senza che nulla accada come energica reazione da parte del governo italiano. Ma, si sa, gli affari vengono prima di tutto.

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