Seguici su:

Archivio Notizie

Letto 419 Volte
Condividi

“Peccatucci” di mamma Rai

Diceva Andrew Carnegie che il problema del nostro tempo è la giusta amministrazione della ricchezza, affinchè i vincoli della fratellanza possano ancora unire i ricchi e i poveri in armoniosi rapporti.
In un’epoca come quella attuale, in cui rapacità ed arroganza primeggiano senza alcun ostacolo, appare difficile condividere questo grande concetto, per molti addirittura incomprensibile. Prendiamo, per esempio, una delle notizie che in queste ore primeggia sulle cronache dei giornali: il caso del giornalista Rai Massimo Magliaro, presidente di Rai Corporation, la società della Rai impegnata negli Stati Uniti ed in Canada.
Questi, mentre l’azienda radiotelevisiva nazionale piange a più non posso per ottenere ulteriori contributi pubblici, ha ritenuto opportuno, certamente per far fare bella figura all’azienda televisiva per la quale lavora, prendere una casa in affitto a New York al modico costo di 11.500 dollari mensili, arredandola in modo personale e senza badare a spese con l’aggiunta di altri 52.000 dollari.

Pubblicità

 

Spese folli della Rai pagate dai cittadini:

Chiaramente, per una posizione di lavoro come la sua aveva bisogno di un fidato autista che lo facesse scorazzare per i vari luoghi ove si rendeva necessaria la sua presenza operativa: fedeltà contabilizzata con altri 8.500 dollari mensili. E per tutte le altre spese incontrate nel lavoro e nelle relazioni sociali?
Nessun problema: era dotato, dicono, di una carta di credito aziendale da usare con la massima discrezione e senza parsimonia alcuna. Ma, poichè in giro, oltre ai comunisti, esistono anche i gelosi e gli invidiosi (soprattutto tra colleghi frustrati), ecco che le sue vicende sono divenute di pubblico dominio con grande preoccupazione anche e soprattutto di “Mamma Rai”.
Magliaro si difende da ogni accusa e sospetto ribadendo di essere in grado di documentare ogni spesa fatta e di essersi comportato come un buon padre di famiglia. Il problema è tutto qui: nel significato di famiglia vigente alla Rai, dove nessuno deve osare sputare nel piatto in cui mangia a costo di apparire di parte e servile. Niente, poi, deve oscurare l’idea di servizio pubblico cui sono collegati gli introiti del canone che non devono mai essere associati a  scandali e polemiche che li possano mettere in discussione.
Insomma per il baraccone Rai, che rappresenta per molti collaboratori e dipendenti una pacchia senza uguali, quella che si è determinata intorno al caso di Magliaro è una rogna che avrebbe dovuto essere evitata, almeno in questo momento in cui anche i comportamenti di altri dirigenti ed amministratori stanno sotto i riflettori di cittadini ed utenti.
Che sono particolarmente inviperiti per quanti rospi sono costretti ad ingoiare dopo che sono sollecitati e minacciati continuamente ove dimentichino di versare il tributo richiesto, allo stesso modo come un tempo facevano i feudatari nei confronti dei propri sudditi.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Seguici su: