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Matrimoni addio: gli italiani si sposano sempre meno

Calo matrimoni

Fuga dal matrimonio: non è il titolo di un film ma la sintesi della realtà italiana che da qualche anno è costante nel suo inesorabile calo. Gli italiani si sposano sempre meno: il dato arriva dall’ Istat nel rapporto annuale “Il matrimonio in Italia” e va a certificare come anche nell’arco del 2013 il numero dei matrimoni celebrati in Italia sia in netto calo rispetto all’anno precedente.
Entrando nello specifico del dato numerico riferito al 2013, i nuovi matrimoni celebrati sono stati 194.057; vale a dire, ovvero 13.081 in meno rispetto al 2012. È il dato più basso dal 2008, anno in cui è iniziato il declino delle unioni, e per la prima volta si è scesi sotto la soglia delle 200mila celebrazioni annuali.
Il matrimonio è quindi in crisi, tanto per le prime quanto per le seconde nozze; gli italiani si orientano sempre più verso le unioni civili e prediligono la separazione dei beni. Una trend negativo iniziato, come detto, nel 2008; ovvero l’anno in cui è partita la grave crisi economica che ancora oggi ci attanaglia.
Se i due fattori siano direttamente correlati non lo si può dire con certezza, ma certamente la crisi influisce anche sulla decisione di convolare a nozze.

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Numeri sui matrimoni in Italia:

Addio matrimoni quindi: in cinque anni, ovvero a partire dal 2008, si sono perse per strada quasi 55mila nozze. Il fenomeno parte da ancora prima se è vero che anche nella finestra temporale dal 1991 al 2008 si era assistito ad un calo delle unioni; ma non era stato così rapido come quello che dal 2008 è arrivato al record negativo del 2013.
Da un punto di vista del territorio, le regioni con il crollo più consistente dei matrimoni sono state l’Umbria e la Sardegna mentre, in controtendenza, un sensibile aumento si è registrato nella provincia autonoma di Bolzano.
È interessante notare anche la tipologia di matrimoni; se quelli tra cittadini italiani sono in forte calo, si mantiene sostanzialmente stabile il dato relativo ai matrimoni misti, ovvero quelli in cui almeno uno dei due sposi sia straniero.
In questa categoria prevalgono le unioni nelle quali è la sposa a essere straniera (sono il78% del totale): le etnie di spose più ricercate sono le rumene, mentre nel caso opposto, ovvero quello di donne italiane che sposano uomini stranieri, i preferiti sono i marocchini.
Da registrare anche il dato relativo a matrimoni con entrambi gli sposi stranieri; sono il 3,8% del totale e anche qui al primo posto c’è l’etnia romena.

Nozze civili e separazione dei beni:

Al diminuire delle nozze celebrate con rito religioso aumenta l’incidenza di quelle con rito civile; ricordiamo che il matrimonio civile produce effetti soltanto per il diritto dello Stato (e non quindi per quello della Chiesa) ed è disciplinato quindi in modo esclusivo dalle leggi statali.
Un atto celebrato da un pubblico ufficiale, come ad esempio il sindaco o un assessore, e non quindi in Chiesa ad opera di un prete. Ebbene l’incidenza delle nozze celebrate con rito civile passa dal 37% del 2008 al 43% del 2013.
Altro fenomeno in aumento è quello relativo alla scelta del regime di separazione dei beni; si tratta di un regime alternativo alla comunione dei beni e sta a significare che ciascun coniuge è titolare esclusivo dei beni acquisiti durante il matrimonio. In riferimento al 2013, quasi il 70% delle nuove coppie ha optato per questa ipotesi.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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