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Vincenzo Nibali: non fa storia, per la Rai, chi fa Storia

E’ un siciliano di Messina. Lo chiamano “lo squalo dello stretto” a voler significare la grande grinta che lo contraddistingue e che gli ha consentito di riportare la Vuelta in Italia dopo vent’anni.
Ha soli 25 anni Vincenzo Nibali, fa parte della squadra della Liquigas ed ha vinto la classifica finale della 65esima Vuelta Espana (Giro di Spagna), succedendo nell’albo d’oro all’ iberico Alejandro Valverde.
E’ già un eroe del ciclismo italiano,  avendo registrato indelebilmente il suo nome nell’albo d’oro che lo vede come quinto azzurro a riuscire nell’impresa, dopo Angelo Conterno (1956), Felice Gimondi (1968), Giovanni Battaglin (1981) e Marco Giovannetti (1990). Per gli sportivi italiani, ed in particolare per gli appassionati di ciclismo è stata un’apoteosi.

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Vincenzo Nibali, messinese di razza:

Questo messinese di razza, che già era arrivato terzo all’ultimo Giro d’Italia, ha costruito la sua impresa al Giro di Spagna con una grande regolarità ed una straordinaria  resistenza in montagna. Il presidente della Regione Sicilia, nell’esultanza generale, ha affermato: “La vittoria di Vincenzo Nibali alla Vuelta di Spagna segna una delle pagine più belle dello sport siciliano.
A nome di tutta la Giunta, esprimo a Nibali le mie più vive felicitazioni, certo di interpretare i sentimenti di tutti i siciliani. Questo traguardo rappresenta un importante riconoscimento di una bella carriera ciclistica che il corridore messinese ha saputo percorrere senza sottrarsi alla inevitabile fatica e facendo appello a tutte le sue energie fisiche e morali. Sono certo che l’esempio di Nibali possa essere di sprone per tutti i giovani sportivi siciliani che sono impegnati a difendere i colori della Sicilia”.
Insomma, uno di quegli eventi gioiosi ed appassionati che in Sicilia non si vedevano da anni. Straordinario come iniezione di fiducia ad un grande popolo che attualmente sta subendo sofferenze economiche e sociali enormi. Un evento di cui certamente parlare.

 

La Rai non trasmette l’evento:

Peccato che la Rai, ormai ridotta a campo di battaglia per futilità ed idiozie, non abbia trasmesso la 20° tappa della Vuelta (come ha fatto anche la televisione di stato spagnola) considerando che un ciclista italiano si trovava primo in classifica e che la tappa era decisiva per la vittoria finale.
Ma, come i lettori sanno bene, questa Rai asservita e miseramente lottizzata dalle attuali congreghe politiche, non svolge più da molto tempo quel servizio pubblico imparziale e professionale cui i cittadini italiani aspirano: non fa storia, per l’ente radiotelevisivo italiano un siciliano come Nibali che fa Storia.

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Scritto da

La Vera Cronaca

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