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NoBday2: il popolo viola si divide

Come in molti sapranno il prossimo 2 Ottobre si terrà a Roma una manifestazione chiamata “No Berlusconi Day 2”, lanciata su Facebook alla stregua dell’omonimo evento che venne organizzato lo scorso 5 Dicembre per chiedere le dimissioni di Berlusconi e che, portando in piazza migliaia di cittadini stufi di un’intera classe politica, decretò la nascita del Popolo Viola, un movimento apartitico e democratico nato dal basso.
In merito a tale evento in queste ultime settimane stanno giungendo presso la nostra redazione numerosi comunicati firmati dai rispettivi referenti degli uffici stampa dei gruppi locali del popolo viola (Roma, Viareggio, Pistoia, Pisa, Reggio Emilia, Lucca, Faenza, Forlì-Cesena, Brescia, Ravenna) e contenenti tutti lo stesso tipo di testo. Di seguito ne pubblichiamo il contenuto.

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Comunicato del Popolo Viola e dissenso interno:

“Il NoBDay2 è stato lanciato dalla pagina Facebook ‘Il Popolo Viola’ senza alcuna consultazione con i Gruppi Locali che danno corpo al movimento viola e con motivazioni politiche e strategiche estremamente opinabili. Di fatto la pagina che si definisce ‘pagina ufficiale del Popolo Viola’ non ha alcun titolo a parlare in suo nome.
Ciò è stato ancora una volta precisato nel comunicato stampa del Popolo Viola – Rete Gruppi Locali, riunitosi in un incontro nazionale a Roma l’11 e il 12 Settembre per prendere una posizione in merito e avviare un processo di coordinamento tra Gruppi Locali che fanno rete attorno a una Carta Etica.
Il NoBDay del 5 Dicembre 2009 è stato un evento irripetibile, da cui è nato un movimento reale che lotta contro il berlusconismo, per l’attuazione piena della Costituzione e per un rinnovamento della democrazia italiana attraverso la partecipazione diretta dei cittadini consapevoli, in totale indipendenza dai partiti.
A quasi un anno di distanza non ci troviamo più in linea con una manifestazione così generalista che non focalizza in concreto le emergenze di questo periodo specifico: lavoro, scuola, sanità, crisi economica.

Il Popolo Viola della Rete Gruppi Locali continuerà nelle sue battaglie, localmente o a livello nazionale, in difesa dei valori sanciti dalla Carta Costituzionale, in difesa dei diritti dei lavoratori, dei precari, degli studenti e delle fasce più deboli, messi sempre più a rischio dal governo attuale, e contro la discriminazione razziale. Porteremo avanti le nostre lotte civili senza strumentalizzazioni di partiti, cosa che invece pare non stia accadendo nel NoBDay2”.

 

Come è organizzato il Popolo Viola:

Gianluca Palma e Samuela Bellini, rispettivamente dell’Ufficio stampa di Roma e di Brescia, ci spiegano che: “i gruppi locali si riuniscono in assemblee democratiche e sono un soggetto diverso e totalmente indipendente dal paginone su Facebook: uno strumento virtuale che, a differenza di ciò che credono in molti, è gestito senza il minimo rispetto delle più elementari regole di democrazia da amministratori autoproclamatisi portavoce del Popolo Viola, che ormai da mesi e senza alcun mandato censurano sistematicamente ogni voce dissenziente e ogni critica, non consultando mai le realtà territoriali. Ultimo caso proprio il lancio della manifestazione indetta per il 2 ottobre.”
Motivo appunto per il quale molti gruppi viola non parteciperanno e aderiranno invece alle due manifestazioni, che si terranno sempre a Roma, dell’8 Ottobre per gli studenti e del 16 Ottobre per i lavoratori”, aggiunge Gianluca Palma.
Diversi gruppi locali del Popolo Viola sottolineano inoltre come il circuito tradizionale dei media non dia spazio a tali segnalazioni, che vengono ugualmente inviate anche a numerosi e noti quotidiani nazionali. “Questa manifestazione è importante più per i partiti che per noi. Il vero Popolo Viola, ormai strumentalizzato anche dai giornali, lavora nei gruppi territoriali e sta cercando di raccogliere i frutti di mesi di lotta e protesta sul territorio, senza chiedere aiuto o soldi alle forze partitiche.
Questa è una verità, inconfutabile, che molti giornalisti avrebbero dovuto documentare in questi mesi, invece di ignorare ogni nostro appello per scrivere intere colonne perbeniste sul popolo viola ‘ufficiale’, senza accenni a censure o ad atteggiamenti poco democratici
”, conclude Samuela Bellini.

 

Ban e censure dai vertici del Popolo Viola:

Molte testimonianze sono giunte presso la nostra Redazione nel corso di questi ultimi 2 mesi, così come sono state diverse le persone che abbiamo avuto modo di incontrare per approfondire l’argomento.
Andrea Basile è un ex amministratore della pagina internet in questione (“il Popolo Viola”) e dice di conoscerne bene i meccanismi. Ci ha raccontato come “i ban e le censure non sono che la punta di un iceberg. Se si parte da un’idea, cioè che si è trasparenti e apartitici, ma poi non si è né trasparenti e né apartitici, tutto diventa una presa in giro.
Loro fanno i democratici e gli antiberlusconisti, ma poi si comportano allo stesso modo. La cosa brutta è che le persone, che ne sono ignare, vengono prese in giro. Facebook è molto usato e loro che gestiscono questa pagina lo usano molto: è uno strumento potente ed è giusto che si sappia come viene usato.
Io sono stato rimosso dal ruolo di amministratore perché non ‘ubbidivo’, non ero allineato con i loro atteggiamenti. La gente, cioè un sacco di persone, va sulla loro pagina e non si rende conto minimamente di cosa accade davvero. Poi magari salgono su un palco e gridano no al bavaglio
”.

Rimosso per aver espresso preplessità:

Anche Franco Lai è stato fra i primi amministratori della pagina Facebook da cui partì l’evento dello scorso 5 Dicembre e venne contattato per occuparsi della parte grafica e dei contenuti multimediali di tale pagina. Venne rimosso dal suo ruolo, dopo aver espresso delle perplessità in merito ad alcune decisioni prese da chi gestiva la collaborazione di tutti:
vengo rimosso dal ruolo di amministratore senza una mail, senza una motivazione: eravamo una squadra, lo siamo sempre stati. Perlomeno è quel che ho creduto sino a quando sono stato espulso. Dicendo queste cose, a loro dire, rovino un sogno a tante persone. Quale sogno, dico io? Il sogno di un evento apartitico, partito dal basso, dove avremmo firmato pur di ottenere 20.000 adesioni a Roma senza bandiere, piuttosto che 80.000 con partiti e sindacati? Sono stato cacciato, e con me poi tutti gli altri”.
Ottavio Casentini, del gruppo di Pistoia, ci dice che: “il 2 Ottobre sarà ormai la solita manifestazione politica e noi come gruppo locale non parteciperemo: non ci crede più nessuno a questo Popolo Viola ufficiale, con le sue bassezze morali. Noi di Pistoia siamo un gruppo di circa 660 persone che è stato a tutte le manifestazioni in qualità di liberi cittadini che agivano fuori dai partiti, ma ora ci siamo accorti che non è così.
Ho conosciuto tutti i dirigenti del nazionale: il Popolo Viola dovrebbe essere una cosa apartitica, come dicono,ma così non è.
Gli attuali ‘rappresentanti’ si sono auto eletti e sulla rete non perdono occasione per buttare fuori chi semplicemente fa domande o non la pensa come loro. E’ gente che sembra messa lì per tenere il movimento a bada, senza farlo crescere in attesa che un domani serva ai partiti. Per me è tutto manovrato”.

Movimento apolitico, ma con personaggi politicizzati:

Andrea Ancarani Zampiga, dell’ufficio stampa del popolo viola di Faenza, ci spiega che: “quello che il paginone ha fatto e sta facendo è cosa nota e risaputa tra noi dei gruppi locali, è la gente ‘comune’ che li segue che non lo sa. Questi 4 personaggi hanno fatto di tutto per disinformare, per non informare i cittadini di tutte queste cose. Questo è un movimento apolitico, ma se ci sono dei personaggi con la politica dietro, con dei partiti, allora a quel punto il Popolo Viola non è più come dovrebbe essere”.
Numerose domande si sollevano, infine, attorno alla questione dei finanziamenti: chi pagherà tutte le spese della manifestazione? La pagina del blog degli organizzatori dell’evento, dedicata alle donazioni spontanee per il “No Berlusconi Day 2”, è aggiornata al 21 Settembre ed è ferma, più o meno, a 5.000 euro a fronte (sempre in base a quanto scritto sul medesimo blog) dei 40.000 euro necessari per la riuscita dell’evento.
Data la grande novità rappresentata dal movimento in oggetto nel panorama sociale italiano e dato l’elevato interesse che esso suscita presso la gran parte dei nostri lettori, continueremo a seguire l’evoluzione degli eventi svolgendo la nostra funzione di giornale attento ed imparziale, capace di offrire uno spazio di dibattito e di confronto onesto e civile, come proprio i dettami fondamentali della Carta Costituzionale che si vuol difendere, inequivocabilmente prescrivono.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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