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Modena: storia di un Carabiniere corrotto

Grazie alla possibilità che hanno ancora i magistrati di utilizzare le intercettazioni telefoniche per portare alla luce gravi reati ed irregolarità, soprattutto nel settore degli appalti pubblici, di cui anche in queste ore le cronache giornalistiche ci informano puntualmente, è stato possibile intervenire su un caso che, in quanto ha per protagonista un appartenente dell’ arma dei Carabinieri, riveste particolare importanza ai fini dell’ordine sociale e democratico del nostro Paese.
E’ accaduto presso San Felice, piccolo centro in provincia di Modena, dove un carabiniere in servizio presso la locale stazione è stato arrestato, dai suoi stessi colleghi, per corruzione. E’ stato l’epilogo amaro di un’ inchiesta della Procura della Repubblica di Modena.
Il militare, trentenne, è stato convocato in caserma a Carpi, dove gli è stato notificato il provvedimento che ha scosso l’intero paese, nel quale lavorava da tempo, nella completa fiducia di colleghi e cittadini, molti dei quali in seguito all’inusuale episodio, hanno manifestato tutta la loro incredulità. L’ accusa sembra incentrarsi sul reato di corruzione.

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Carabiniere chiedeva il pizzo agli artigiani:

Il militare, approfittando della sua divisa, avrebbe chiesto soldi (si parla di migliaia di euro) a piccoli imprenditori non in grado di respingere le indebite pressioni, minacciando altrimenti controlli e sanzioni. Una situazione che si sarebbe protratta per mesi, fino ad innescare le indagini della Procura che sono state delegate ai suoi stessi colleghi, nella convinzione di potere meglio controllare i movimenti del militare, senza fargli percepire di essere sotto inchiesta. Parte centrale della svolta delle indagini  sarebbero state le intercettazioni telefoniche, che l’attuale governo sta provando ad eliminare.
E’ evidente che l’Arma contiene al suo interno professionalità e saggezza capaci di contenere le conseguenze di eventi come questo, che allarmano l’opinione pubblica in modo particolare, dato che essa rappresenta nel pensare collettivo un punto fermo cui affidarsi, soprattutto in questo momento storico in cui malaffare e corruzione sembrano dominare. La speranza dei cittadini italiani è, infatti, quella di continuare ad accogliere sempre i Carabinieri col pennacchio, non con le pernacchie.

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