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Minzolini contestato a l’ Aquila

Mentre continua a montare la protesta contro la Rai, per via di alcuni i programmi  di infimo livello culturale e sociale che manda in onda  e, soprattutto, per  il suo modo di gestire la pubblica informazione che troppo spesso rende l’impressione ai telespettatori di essere faziosa e di parte, a L’Aquila, ancora una volta, si ripete il ritornello contestatorio nei confronti del direttore del Tg1 Augusto Minzolini per l’atteggiamento di eccessiva riverenza che troppo spesso il tegiornale da lui diretto sembra manifestare nei confronti degli esponenti politici al governo e che non dovrebbero appartenere a canoni e regole della  televisione di Stato.
In altri articoli pubblicati in questo stesso giornale erano stati evidenziati diversi motivi del malcontento di moltissimi cittadini rispetto al funzionamento del sistema radiotelevisivo pubblico del nostro Paese, che stanno determinando un allontanamento sempre più crescente da parte dei cittadini dall’obbligo del pagamento del canone.
Sembra però che la Rai faccia finta di non capire bene i motivi delle contestazioni che le vengono addebitate, chiedendo al governo misure sempre più stringenti e repressivi contro l’evasione in atto e non portando avanti alcun rimedio per realizzare le opportune modifiche di palinsesti e metodi di gestione all’origine della controversa questione.

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Troupe del Tg1 contestata a l’Aquila:

Forse invece converrebbe riflettere un pò più profondamente su  episodi come quello accaduto oggi a L ‘Aquila, dove decine di persone hanno contestato  una troupe del Tg1 guidata da Maria Luisa Busi per un servizio per il settimanale di approfondimento Tv7. I manifestanti, parafrasando il direttore Minzolini, hanno urlato a squarciagola «Scodinzolini! Scodinzolini!» lanciando accuse contro la Rai per avere diffuso un’immagine falsata della reale situazione in Abruzzo.
La giornalista Busi, con evidente imbarazzo, è sembrata condividere slogan e motivazioni degli abruzzesi per la protesta, ad evidente esempio che non sono i giornalisti Rai i colpevoli della situazione sconveniente che si è venuta a creare, ma sono i lottizzatori stessi dell’emittente pubblica ad aver determinato l’incandescente evoluzione cui stiamo assistendo. 
Minzolini è dunque solo la conseguenza di tale scellerata lottizzazione e, secondo noi, non ha colpa alcuna se non quella, forse, di aver ricevuto un’improvvisa illuminazione durante la lettura dell’opera “La civetta” di  Filippo Pananti dalle cui “Rime” è rimasto folgorato. Soprattutto da due bellissime righe di una strofa dove si dice: “Si ha i più bei posti e gli ottimi bocconi coi grandi ossequi e coi riverenzoni.”

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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