Seguici su:

Archivio Notizie

Letto 518 Volte
Condividi

Mentre il Tg1 latita la Sicilia crolla

Dato che il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ha ribadito ancora oggi che non intende divulgare notizie dal sapore quasi catastrofista, descrittive di una realtà che, secondo lui, non appartiene al nostro Paese, la responsabilità di informare i cittadini su quanto avviene nella vita sociale, culturale, politica ed economica italiana è conseguentemente assegnata ai piccoli giornali come il nostro, che ritengono invece  il giornalismo materia diversa da quella da lui praticata.
Cominciamo con una notizia che il Tg1 non darà mai. Nelle scorse ore è stato presentato a Ragusa, dalla Banca d’Italia, un rapporto sull’economia della Sicilia, dal quale si evince che l’isola è tornata alla stessa condizione sociale ed economica che la caratterizzava nell’ immediato dopoguerra.
Nel settore industriale tutti i parametri hanno mostrato un peggioramento. Tra la fine del 2007 e la metà del 2009, l’andamento della domanda è sceso infatti di circa 25 punti, mentre quello della produzione di 20 punti.
Le scorte di prodotti finiti sono rimaste su valori superiori al normale e il grado di utilizzo degli impianti si è ridotto per il terzo anno consecutivo (-2,7%). L’indagine di Bankitalia su un campione di 3.921 imprese (2.821 nell’industria in senso stretto e 1.100 nei servizi) rivela che il fatturato è diminuito del 3,4% e gli investimenti del 6,1% (-8,5% nel 2008).

Pubblicità

 

Economia in Sicilia: numeri da recessione

I dati tendono al peggio se si prendono in esame  le aziende con meno di 50 dipendenti: fatturato -7,7% e occupazione -3,1%. Il calo si presenta più consistente nel comparto delle costruzioni, dove la riduzione dell’occupazione, pari a -10,6%, è la più alta in assoluto.
Esaminando il settore del  turismo si riscontra un proseguimento del  trend negativo cominciato due anni fa; nel 2009 gli arrivi sono diminuiti del 9,4% e le presenze del 9,2%. La spesa degli stranieri, sempre meno attratti dalla Sicilia, è calata del 12,7% (-7,1% in Italia, -7,2% nel Sud).
Intercettazioni: un altro no alla legge bavaglioRisulta inoltre negativo il comparto dell’export: -37% (+3,8% nel 2008), con punte del -53,5% nel primo trimestre dell’anno in esame. Le vendite all’estero dei prodotti petroliferi raffinati sono crollate del 38,1%. Riduzioni superiori alla media per la chimica (-43,5%), i metalli di base e prodotti in metallo (-61,2%) e i mezzi di trasporto (-69,9%).
Flessioni anche per alimentari (-9,6%), gomma e materie plastiche (-9,8%), gli apparecchi elettronici e ottici (-11,1%). Tra i principali paesi la riduzione delle esportazioni ha avuto maggior impatto verso la Germania (-43,1%). Sul fronte occupazionale diminuisce, per il terzo anno consecutivo,  il numero di persone impegnate in un lavoro: -1,1% rispetto a -0,6% del 2008.
Nell’industria in senso stretto, il calo è del 6% (-4,2% nel 2008), nell’agricoltura del 4,1%. Unico segno positivo nel terziario +1,2%. Il tasso di disoccupazione è aumentato dello 0,1% attestandosi al 13,9%, il più alto in Italia. La crisi ha fatto impennare le richieste di cassa integrazione, cresciute del 78,8% (300% la media Paese). La Cigs in deroga ha riguardato 3.074 lavoratori, il triplo rispetto al 2008 (1.004). 
Questi i fatti, che accadono in una delle regioni più importanti del nostro Paese e che ci riguardano tutti, ad esclusione del primo telegiornale della Rai che suggerisce, attraverso il direttore Minzolini, un’idea di servizio pubblico di cui non sappiamo che farcene.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Seguici su: