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Manovra finanziaria e sacrifici

L’etimologia della parola “sacrificio” è nota a molti: viene dal latino “sacer facere” e significa “rendere sacro”, uscire dal mondo profondo del desiderio e dell’ egoismo per elevarsi nella dimensione della solidarietà e della fratellanza.
Dunque il sacrificio che l’attuale governo sta richiedendo a molti cittadini italiani, soprattutto delle classi medie, ha uno scopo nobile: renderli solidali con quei meno di cinquecento concittadini che detengono da soli un patrimonio finanziario di oltre 50 miliardi di euro e con quegli altri circa 900mila concittadini ricchi sfondati che, soprattutto negli ultimi anni ed anche grazie all’ingresso dell’euro e alla successiva crisi, hanno visto il loro patrimonio aumentare di molti milioni di euro. 
Chi conosce bene queste categorie di persone afferma che si tratta per lo più di veri “guerrieri”: gente che ha lavorato duramente e con intelligenza per arrivare al punto in cui si trova oggi.
Ma, secondo noi, forse l’uso del termine “guerriero” non si adatta bene a questi concittadini. “Guerriero” è, infatti, colui che combatte contro le oppressioni; che è pronto a farsi avanti quando gli altri recalcitrano, a parlare quando tutti, per convenienza o per paura, tacciono; il “guerriero” mette la sua vita a repentaglio per gli altri e lotta con tutte le sue forze per ciò che giudica giusto e necessario.

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Una manovra che toglie a chi ha già poco:

Come si fa a definire “guerrieri” questi concittadini che difendono i loro quattrini legalmente e talvolta illegalmente attraverso la messa in atto di meccanismi contabili e stratagemmi che stanno proprio all’antitesi rispetto ai comportamenti di solidarietà e fratellanza?
Tra l’altro ci sembra che conducono una vita in cui sono negate o ignorate le altrui capacità di intelligenza, di creatività ed amore, determinando delle disarmonie che non fanno bene all’intero tessuto sociale.
No, non siamo affatto d’accordo su come è stata articolata questa manovra finanziaria: toglie a chi non ha molto, per continuare ad elargire a chi ha tanto. Aumentando, tra l’altro, il senso d’abbandono e di solitudine di milioni di cittadini italiani che già sono soli per le leggi naturali legate alla stessa esistenza e non riescono a comunicare appieno la loro esperienza di solitudine nella sofferenza e nella malattia, nella mancata inclusione sociale e nella irrealizzata soddisfazione delle loro aspettative e desideri.
Con l’estate in piena evoluzione, tra poco molti di coloro che hanno architettato questa nuova legge finanziaria andranno a riposarsi ed a godere un periodo di vacanze nelle loro sontuose ville sparse tra isole, promontori e siti naturali di particolare bellezza. Li seguirà il loro solito codazzo di collaboratori, segretari, cortigiani, sempre pronti ad ossequiarli e servirli con la speranza di ottenere favori e vantaggi. Tanti, al contrario, saranno alle prese con le ansie e le preoccupazioni che i tagli inseriti nella nuova legge recheranno a loro e alle loro famiglie: vivranno questo provvedimento come un atto di prepotenza da parte del governo.
E a tal proposito l’imperatore-filosofo Marco Aurelio ha scritto: “Non immaginare le cose come le giudica il prepotente o come chi vuole che tu le giudichi, ma sappile vedere come effettivamente sono”.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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