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Manovra finanziaria: ancora polemiche e dubbi

Ad una settimana dalla sua approvazione, la nuova manovra varata da Mario Monti continua a generare la disapprovazione, oltre che dell’opinione pubblica, anche di molte organizzazioni impegnate nel promuovere i diritti dei cittadini e il benessere sociale su tutto il territorio.
Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca) considera, ad esempio, non eque le decisioni del nuovo esecutivo. “Le misure previste colpiscono, ancora una volta, soprattutto i lavoratori dipendenti, i pensionati, gli Enti locali. Non si stanano gli evasori, non si colpiscono i grandi patrimoni”.
Non nasconde l’amarezza don Armando Zappolini, presidente proprio del Cnca, che aggiunge: “il Presidente del Consiglio aveva promesso una manovra dura, ma equa. Siamo molto delusi. L’impressione è che si faccia pagare il conto sempre agli stessi: lavoratori dipendenti, pensionati, Regioni ed Enti locali. A tutti gli altri, in un momento drammatico per il paese, viene chiesto ben poco”.
A sorprendere, in particolare, il Cnca è quanto (non) deciso in materia di evasione fiscale, come la tracciabilità dei pagamenti (portata a 1.000 euro, quando gli stessi imprenditori avevano chiesto una soglia ben più bassa) e in generale l’assenza di procedure che avrebbero permesso un deciso contrasto del fenomeno.

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Lotta agli evasori fiscali: il Governo non fa molto

“È evidente che il Governo non ha voluto stanare gli evasori. Inoltre, appare del tutto inadeguato anche l’intervento sui grandi patrimoni: verranno sì tassate le case (e non solo quelle di ricchi e benestanti), ma l’imposizione di bollo su tutti i patrimoni mobiliari e la bassissima imposta aggiuntiva, una tantum, sui capitali scudati toccano marginalmente una ricchezza mobiliare davvero notevole, che oltretutto continua a godere di una tassazione di favore sulle transazioni. Invece della patrimoniale ci ritroviamo poi una ‘tassa sul lusso’ che è più un’operazione di comunicazione che di sostanza”.
Viene poi ribadito lo sconcerto per la pesante stretta sulle pensioni, anch’essa non equa a fronte dei privilegi pressocchè inalterati della casta politica: “il Cnca chiede che la manovra venga fortemente riequilibrata in sede parlamentare. Deve pagare chi fino a oggi non ha pagato, deve dare di più chi ha di più. Quando si stanziano ogni anno 27 miliardi di euro per le spese militari e si investono 20 miliardi per i caccia F35 non si può dire che ‘non ci sono soldi”. Tuttavia la manovra sembra essere decisamente apprezzata all’estero, dai Paesi comunitari riunitisi nei giorni scorsi al summit di Bruxelles.
E piace anche ai mercati, considerando che dopo la sua approvazione Piazza Affari si è attestata come la migliore Borsa europea, mettendo il turbo alle banche (Mps + 10,6% e Unicredit +5,4%). Di conseguenza anche Wall Street ha aperto in rialzo la settimana, sulla scia dei forti guadagni registrati delle Borse europee per la spinta proveniente proprio dalla manovra italiana. I titoli finanziari, dunque, fino ad ora sono i principali (se non gli unici) beneficiari delle misure appena stabilite.
E mentre Monti assicura il raggiungimento del pareggio del bilancio entro il 2013, gli analisti americani si rivelano sempre più ottimisti affermando che il Vecchio Continente potrebbe essere vicino alla fine della crisi. Sarà per questo che le banche già festeggiano?

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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