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Magistrati che non si lasciano intimidire

Davanti alle continue minacce che il premier Berlusconi non si stanca di rivolgere ad ogni occasione alla magistratuta ed in particolare verso quei magistrati che in qualche modo si trovano a dover indagare su fatti in cui è coinvolto, si registrano ancora reazioni decise ai suoi comportamenti,certamente non rispettosi del rigore e stile che dovrebbero contraddistinguere gli uomini delle istituzioni.
In un comunicato delle scorse ore approvato all’unanimità dalla giunta sezione Cassazione dell’Associazione nazionale magistrati, questa manifesta la propria convinta adesione al comunicato del 1° Ottobre 2010 della Giunta nazionale dell’A.N.M. con il quale si denunciava l’assurdità delle accuse che il Presidente del Consiglio dei ministri ha lanciato, per l’ennesima volta, nei confronti della magistratura.
Esprime il proprio sgomento per i ripetuti tentativi di delegittimazione del ruolo dei magistrati da parte di chi, portatore di un personale interesse nei procedimenti civili o penali ma al tempo stesso titolare di un’altissima carica istituzionale, finisce con il mettere in discussione il principio costituzionale di autonomia e di indipendenza connaturato alla separazione dei poteri.

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I giudici della sentenza Mills:

Nel comunicato si sottolinea, inoltre, che le stesse critiche, che di regola sarebbero legittima espressione di libertà, vengono peraltro formulate in termini generici e strumentalmente allusivi, quando non perfino distorti, senza neppure tener conto degli elementi oggettivi del giudizio.
Ciò è avvenuto in particolare a proposito della recente sentenza (caso Mills) pronunciata dalle sezioni unite della Corte in oggetto, che non afferma affatto un principio del tenore corrispondente alla ironica esposizione pubblica del Presidente (nel senso che il reato di corruzione si consumerebbe quando il corrotto “spende” il danaro ottenuto) ed anzi formula una soluzione giuridica, in materia di prescrizione, più favorevole all’imputato rispetto a precedenti arresti giurisprudenziali.
La Giunta dell’Associazione Nazionale Magistrati, sezione della Corte di Cassazione esprime pertanto la più incondizionata solidarietà ai colleghi che formavano il collegio delle sezioni unite e riafferma che tutti i magistrati continueranno nel loro silenzioso lavoro al servizio della collettività senza che critiche ingiustificate o tentativi di intimidazione possano distogliere dall’obiettivo di un indipendente esercizio della giurisdizione a tutela dei principi di terzietà voluti dalla Costituzione.
Intanto la prima commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha aperto una pratica a tutela nei confronti del pm Fabio De Pasquale, il magistrato che segue l’inchiesta Mills e che recentemente il presidente del Consiglio ha criticamente definito “famigerato”.

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