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Legge Stabilità, soliti assalti: i sindacati minacciano sciopero

La legge di stabilità 2014 continua a dividere: il ddl che si appresta ad affrontare il proprio percorso parlamentare fa registrare ulteriori polemiche e divisioni. Cosa non molto sorprendente visto che la legge di stabilità costituisce la manovra di finanza pubblica e regola al vita economica del paese ne triennio di riferimento; di conseguenza ogni pretesto risulta esser buono per cercare di spuntare il più possibile da questo provvedimento.
E’ il cosiddetto assalto alla diligenza, che un tempo riguardava indiani e cowboy ed oggi è invece prerogativa di parlamentari ed associazioni di categoria.
La legge di stabilità 2014 prevede interventi paro a 26 miliardi di euro nel triennio 2014-2016 con 11 miliari destinati all’imminente anno 2014; ed è naturalmente su quest’ultimo aspetto (il più vicino da un punto di vista cronologico) che si concentrano (e continueranno a farlo per settimane) proteste e prese di posizioni trasversali.
Proprio poche ore fa sono stati i sindacati Cgil, Cisl e Uil in unione “ecumenica” ad annunciare una serie di scioperi contro la legge si stabilità; si tratterebbe di diverse iniziative a livello territoriale da compiersi a novembre e della durata di 4 ore.
Tanto basterebbe, come ovvio, a bloccare un paese. Nel corso di una conferenza stampa congiunta i leader dei tre sindacati Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil) hanno annunciato la decisione; che nasce dalla delusione intorno alla legge di Stabilità.  

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Sindacati, rivendicazioni e minacce:

Per la leader della Cgil, Susanna Camusso, il provvedimento “Non determina il cambiamento e quindi il paese rischia di perdere nuovamente. Il nostro problema è come far vincere il paese.” Gergo sportivo quindi, adatto ad un lunedì post calcistico. La Camusso focalizza quindi l’attenzione su esodati e cassa integrazione, cavalli di battaglia del sindacato.
Stesso tema, quello di esodati e cassa integrazione, su cui si focalizza anche il leader Cisl Raffaele Bonanni il quale si rivolge direttamente al ministro del Lavoro Enrico Giovannini affermando che è importante “avere risposte (su questi due argomenti, ndr) prima della legge di stabilità.” Un po’ più velato.
Meno diplomatico e più combattivo, sulla carta, il leader della Uil Angeletti il quale ha minacciato che l’obiettivo è quello di “indire scioperi che con manifestazioni a livello territoriale nel prossimo mese riescano a influenzare il dibattito parlamentare”. “A metà novembre – prosegue il leader Uil – facciamo il punto con i consigli generali e speriamo che la campagna sarà servita e abbia prodotto risultati. Coerentemente con questo nei prossimi giorni chiederemo confronti con i capigruppo di Camera e Senato”.

 

Novità della Legge di Stabilità 2014:

Sindacati uniti quindi contro la legge di Stabilità; obiettivo naturalmente quello di spuntare più vantaggi possibili minacciando scioperi. La legge di stabilità 2014, che è stata approvata dal governo lo scorso martedì 15 ottobre, prevede una serie di punti fondamentali tra cui, in estrema sintesi:

  • l’introduzione della Trise, tributo sui servizi locali che sostituisce Imu e Tares;

  • la conferma del bonus mobili, elettrodomestici, con detrazione al 50% per tutto il 2014 se collegata a ristrutturazione;

  • blocco dell’indicizzazione delle pensioni oltre i 3mila euro per tutto il prossimo triennio;

  • un contributo da parte delle pensioni d’oro sopra i 100.000 euro lordi annui alle casse dell’Inps;

  • allentamento parziale dei vincoli del Patto di stabilità a Comuni per Province;

  • dismissioni immobiliari dello Stato per un importo atteso attorno ai 525 milioni;

  • taglio al cuneo fiscale per 2,5 miliardi sia per i dipendenti (detrazioni Irpef per 1,6 miliardi), sia per le imprese (sgravi Irap per 900 milioni);

  • proroga del blocco dei contratti pubblici e del turn-over.

Una serie di provvedimenti che, naturalmente, accontentano alcuni e scontentano altri; soprattutto i sindacati che hanno mal digerito la proroga del blocco ai contratti (fermi dal 2008) e lo stop al turnover (ovvero il ricambio del personale che va in pensione con altro di nuova assunzione).

Taglio del cuneo fiscale:

Così come appare abbastanza indigesta la norma in materia di taglio del cuneo fiscale: presentata inizialmente in pompa magna e come provvedimento storico (il cuneo fiscale rappresenta, in estrema sintesi, il differenziale tra quanto costa un lavoratore e quanto effettivamente percepisce) visto che da anni si tenta di regolamentare la materia, alla fine tutto sembra essersi risolto in una semplice bolla di sapone; perché, in base alle prime simulazioni, per i lavoratori con un reddito entro i 15mila euro il vantaggio si tradurrebbe in appena 14 euro al mese in più. Una miseria.
A fronte di queste argomentazioni i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di schierarsi contro la legge di Stabilità minacciando una serie di scioperi se non venissero ascoltate le loro ragioni e salvaguardati i propri interessi. Che poi dovrebbero essere quelli dei lavoratori; anche se, come ormai sappiamo bene, non è sempre così.

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Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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