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Legge Bavaglio: pronti per la disobbedienza

Sta per essere approvata dal nostro parlamento una legge che certamente non agevola il diritto dei cittadini italiani alla conoscenza di ciò che è di per sè già pubblico, come gli atti processuali.
E’ una legge contraria all’interesse generale che mette in discussione lo stesso funzionamento dello Stato che dovrebbe operare per tradurre in atti concreti i dettami costituzionali e non, come sta avvenendo, per limitarli attraverso un tradimento del loro stesso spirito.
Nel Paese, è ovvio, si attende con una certa apprensione l’esito delle ultime discussioni parlamentari e molti organismi rappresentativi della società ed organi d’informazione si stanno preparando al peggio.
La disobbedienza civile è dietro l’angolo. La federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) ha lanciato un appello che ben delinea il nuovo quadro che  si andrà a caratterizzare nel prossimo futuro a spese della democrazia.

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Appello alla libertà di stampa della FNSI:

Ecco cosa dice: I direttori e le redazioni dei giornali italiani, con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, denunciano il pericolo del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche per la libera e completa informazione. Questo disegno di legge penalizza e vanifica il diritto di cronaca, impedendo a giornali e notiziari (new media inclusi) di dare notizie delle inchieste giudiziarie comprese quelle che riguardano la grande criminalità fino all’ udienza preliminare, cioè per un periodo che in Italia va dai 3 ai 6 anni e, per alcuni casi, fino a 10. Le norme proposte violano il diritto fondamentale dei cittadini a conoscere e sapere, cioè ad essere informati.
E’ un diritto vitale irrinunciabile, da cui dipende il corretto funzionamento del circuito democratico e a cui corrisponde molto semplicemente il dovere dei giornali di informare. La disciplina all’ esame del Senato vulnera i principi fondamentali in base ai quali la libertà di informazione è garantita e la giustizia è amministrata in nome del popolo. I giornalisti esercitano una funzione, un dovere non comprimibile da atti di censura.
A questo dovere non verremo meno, indipendentemente da multe, arresti e sanzioni. Ma intanto fermiamo questa legge, perché la democrazia e l’ informazione in Italia non tollerano alcun bavaglio”. 

 

Come contrastare il bavaglio alla stampa:

Già in molti parlano del modo in cui contrastare il “bavaglio” in arrivo. Ci saranno ricorsi immediati alla Corte Costituzionale ed a quella di Straburgo. Si ideeranno, attraverso internet, metodologie atte ad aggirare i vincoli imposti dalle nuove leggi che, come abbiamo anticipato, non corrispondono all’interesse generale dei cittadini italiani. Tenendo bene a mente quanto ci ha tramandato a questo proposito David Henry Thoreau:
“… Io penso che dovremmo essere innanzitutto uomini e poi sudditi. Non è desiderabile coltivare il rispetto per la legge, quanto quello per la giustizia. Il solo dovere che ho il diritto di praticare è di compiere in ogni occasione ciò che ritengo giusto. Si è abbastanza nel vero quando si dice che un gruppo non ha coscienza; ma un gruppo composto da persone rispettose degli altri è un gruppo con una coscienza.
La legge non ha mai reso la gente più giusta nemmeno di un millesimo; anzi, attraverso l’ osservanza della legge, persino individui disposti al bene sono resi quotidianamente agenti di ingiustizia…Sotto un governo che mette un individuo ingiustamente in prigione, la prigione è anche il luogo che si addice perfettamente alla persona onesta…Non ci sarà mai uno Stato davvero libero e illuminato fino a quando esso non riconosce l’individuo come un potere superiore e indipendente, da cui tutto il suo potere e autorità derivano, e tratti l’individuo secondo questo principio…”.

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