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Lavoratori precari Camera: il contratto è scaduto

Nelle scorse settimane avevamo dato notizia, sul nostro giornale, della situazione di alcuni lavoratori precari della Camera dei Deputati che rischiavano di rimanere senza contratto (Camera: 18 lavoratori precari senza contratto).
Questi lavoratori, 18 in tutto, impiegati in mansioni tecniche e manutentive all’interno della Camera da circa otto anni, a pochi giorni dalla scadenza del loro contratto (18 Dicembre 2010) non avevano avuto ancora alcun riscontro sul loro futuro.
Ad un mese di distanza da quella scadenza torniamo sull’argomento per annotare che, come era facilmente prevedibile da dichiarazioni e testimonianze che avevamo raccolto (Lavoratori precari Camera: ancora nessuna novità), il contratto è scaduto ed attualmente sono tutti quanti disoccupati, come ci spiega nuovamente Massimo Fofi  del coordinamento provinciale di Roma dell’USB Lavoro Privato:

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In attesa di una proroga:

“Adesso sono tutti quanti disoccupati e stanno percependo l’ indennità di disoccupazione; stiamo tentando di capire se ci sarà un nuovo contratto, una proroga o qualcosa; da informazioni che abbiamo avuto si parla di una proroga del vecchio contratto in attesa di un nuovo appalto, però ad oggi sono solo voci. Il contratto è scaduto il 18 Dicembre scorso, poi si era detto che entro il 20 Gennaio ci sarebbe stata la proroga; adesso dal 20 Gennaio si è spostato a Febbraio. Tutto si sta muovendo con estrema lentezza.”
In sostanza ad oggi, passata da oltre un mese la dead line della scadenza del contratto, la situazione è ancora tutt’altro che risolta: “Il gioco è sempre il solito, mostrare la carota poi farla allontanare; è una brutta situazione, e chi conosce bene cosa voglia dire esser precario e perdere il posto di lavoro può capirlo.”
Chiediamo quindi cosa porterà il futuro prossimo e come eventualmente ci si muoverà: “Per il futuro stiamo valutando e studiando eventualmente altre proteste; siamo tutti disponibili a fare iniziative in piazza, a Montecitorio ecc… ma il primo attore è il lavoratore, devono essere loro a decidere. Parlando con alcuni di loro penso di aver capito che le nostre proteste non siano state prese bene e che i lavoratori  stessi siano stati avvicinati, diciamo così, con poco entusiasmo. Ribadisco che tocca a loro decidere, se si sono lasciati un attimino intimidire non dipende da noi.”

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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