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La scuola italiana va a rotoli

“La scuola  va a rotoli” e gli studenti di Parma hanno deciso di protestare in modo singolare, portando ognuno a scuola un rotolo di carta igienica e con essa costruendo un muro che hanno successivamente apposto davanti al cancello scolastico.
Non sanno questi studenti, forse perchè ancora troppo giovani, che attualmente il mondo dell’istruzione nel nostro Paese si trova in una nuova fase sperimentale che si ispira alle intuizioni e collegate teorie del noto scienziato francese Jacques Monod che fanno determinare tutti gli eventi dell’intero cosmo, comprese le varie influenze di ogni cosa sull’altra, dal caso e dalla necessità.
Il ministro Gelmini infatti pensa che istruzione e cultura si riescano ad ottenere abbandonando ogni organizzazione razionale gestica da tecnici, e lasciando ogni cosa proprio in balia del caso e della necessità.
Ai grandi insegnamenti di Monod, inoltre certamente avrà aggiunto il fascino letterario di Balzac come ulteriore elemento di ispirazione, soprattutto in riferimento alla nota frase espressa dal grandissimo scrittore nell’opera ” Il cugino Pons ” in cui dice che ” Mai nessuno sforzo amministrativo o scolastico sostituirà i miracoli del caso cui si debbono i grandi uomini”.

 

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Studenti di Parma: protesta con la carta igienica

Insomma, gli studenti di Parma non conoscono il grande serbatoio culturale che supporta il ministro Gelmini nel prendere decisioni fondamentali per il futuro della scuola italiana e rispondono quasi volgaramente con i mezzucci della carta igienica.
Questi ragazzi sono condizionati dagli attuali tagli finanziari, dalla riduzione delle classi e delle ore d’insegnamento, e dai vari disagi quotidiani che le conseguenze della riforma scolastica hanno recato.
Vedono l’affannata corsa agli smistamenti, vedono i propri amici disabili senza più sostegno, vedono loro stessi quasi lasciati soli per via di un intervento piovuto improvvisamente dall’alto che ha provocato la morte di 133.000 posti di lavoro ( 87.500 cattedre e 42.700 posti amministrativi, tecnici ed ausiliari) e l’impoverimento sui bilanci dell’istruzione di vari miliardi di euro.
Un grande giornale nazionale in data 17/3, parlando dell’impatto della manovra governativa sulla scuola scriveva: “Per comprendere la dimensione e gli effetti dei tagli è sufficiente citare alcuni numeri a qualche circostanza. Sette mila alunni in più, nel 2009/2010, hanno trovato posto in 1.684 classi in meno. Inoltre, l’abolizione del modulo di tre insegnanti su due classi e delle compresenze ha fruttato, al momento, 12.426 posti in meno dello scorso anno.

 

Conseguenze dei tagli sulla Scuola:

Le conseguenze le conoscono bene i dirigenti scolastici, costretti, quando manca una maestra che si assenta per uno o due giorni, a suddividere la classe nelle altre aule. In questo modo, le altre maestre si ritrovano a gestire anche 35 alunni e bambini rimasti senza insegnante per quel giorno non faranno lezione. L’unica nota positiva è l’aumento delle classi a tempo pieno, ovviamente a scapito di quelle a tempo normale”. 
I ragazzi di Parma non riescono ad essere ottimisti secondo l’invito incessante dell’attuale compagine governativa. Forse hanno letto gli scritti di Antonio Gramsci attraverso cui questo grande uomo di pensiero il 29 gennaio del 1916 spiegava che “La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore, è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri “.
O forse pensano semplicemente che per una scuola ridotta a cesso, val bene un bel rotolo di carta igienica.

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