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La professionalità delle forze dell’ordine

Il nostro giornale si è interessato più volte della condizione sociale ed economica che stanno vivendo nel nostro Paese gli appartenenti alle forze dell’ordine.
Mai come in questa fase storica hanno dovuto subire tagli economici e limiti diversi che, agli occhi della pubblica opinione, hanno creato sconcerto e perplessità: salvo poi a constatare, attraverso successi concreti riportati nella loro complessa attività, l’infaticabile opera di molti di essi che spesso sconfina ai limiti dell’eroico.
Più volte, ci sembra, le varie forze dell’ordine hanno dimostrato intelligenza e competenza nel risolvere problemi collettivi che vanno dalle spicciole quotidianità alla soluzione di casi enigmatici e di complessa rilevanza sociale.
Più volte sono stati acclamati come artefici di sicurezza e di equilibrio democratico, pur osservati da un punto di vista parziale e condizionato come può essere quello del comune cittadino.
Premesso ciò, non possiamo non constatare che all’interno della vasta organizzazione in cui dette forze dell’ordine sono distribuite, hanno vita eventi, che risaltano sempre più spesso nelle cronache dei giornali, che i cittadini incassano con un certo dispiacere.

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Forze dell’ordine ed errori:

Eventi che hanno a che fare con la prevalenza di piccoli interessi personali portati avanti a dispetto del bene collettivo; col mancato rispetto dei vincoli posti a difesa dei diritti di ogni cittadino sanciti dalla Carta costituzionale comune; col mostrarsi, piuttosto che in posizione di equidistanza rispetto al confronto civile delle varie componenti sociali, quasi di parte.
Alle forze dell’ordine non è consentito tutto ciò. E quando leggiamo nelle varie cronache dei giornali di comportamenti di alcuni di loro che nulla hanno a che vedere con la cultura generale del Paese, non possiamo non pensare a qualcosa nel meccanismo della loro struttura che non funziona.
La mente ci va immediatamente alla carenza manifesta delle scuole d’addestramento, al modo di pensare torbido di alcuni dirigenti che ricoprono male alcuni ruoli di grandi responsabilità, alle pressioni di varia natura che non dovrebbero trovare spazio in apparati dello Stato che rivestono funzioni estremamente delicate. Ultimamente abbiamo assistito ad un intervento del capo della polizia che si scusava pubblicamente degli errori di alcuni subalterni: è un punto di partenza da cui cominciare per rispondere ai vari perchè del comportamento anomalo di tali soggetti.

 

Se si supera il limite etico:

Perchè appartenenti delle forze dell’ordine, come i carabinieri, arrivano a praticare in modo basso ed avvilente il ricatto, come nel caso del presidente della regione Lazio Marrazzo? Perchè in più occasioni si vedono gli appartenenti delle forze dell’ordine appropriarsi di parte della refurtiva sequestrata? Da dove deriva la motivazione psicologica che spinge molti operatori a superare ogni limite etico? Perchè non si hanno più remore nel provocare danni fisici, che spesso portano addirittura alla morte, a cittadini italiani e non che hanno violato la legge? Su quali basi etiche si muovono le mani assassine di alcuni tutori dell’ordine?
Ci fermiamo qui, per non annoiare i lettori riproponendo fatti e situazioni di cui sono perfettamente a conoscenza. Concludiamo soltanto con quello che può essere definito un desiderio comune: le forze dell’ordine che i cittadini italiani vogliono devono caratterizzarsi per equilibrio, moderazione mista a decisione, assoluto rispetto della legge, in particolar modo quella Costituzionale.
Anche se i mezzi talvolta a disposizione non esaudiscono criteri di massima agibilità. Anche se il contesto sociale in cui operano può portare ognuno ad alzare le braccia. La professionalità delle forze dell’ordine è una cosa troppo seria.

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