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Natura e agricoltura insegnano: avvicinare i giovani

Avvicinare i giovani all’agricoltura ed osservazione della natura; questo è l’obiettivo di un progetto didattico che ha coinvolto alcune scuole di Roma. L’agricoltura può supportare la scuola nella formazione dei più giovani, porgendo ai bambini dei valori durevoli, e fondamentali per migliorare la vita dell’uomo.
L’esigenza di riscoprire alcune esperienze che avvicinano alla natura e sono utili per la vita ha portato alla nascita dell’Associazione “Acqua Sole Terra” che si dedica alla coltivazione, in via Castel di Leva, di piccoli orti sociali e si propone di sensibilizzare i cittadini di tutte le età sulla loro importanza.
Tale Associazione, primo caso a Roma, è stata fondata con la collaborazione della cooperativa Agricoltura Nuova e grazie all’autofinanziamento di oltre cento famiglie. L’Associazione promuove, inoltre, l’agricoltura biologica e l’educazione ambientale e recentemente, con un finanziamento della Regione Lazio, ha attivato il progetto “La terra racconta”, per divulgare nelle scuole l’importanza dell’agricoltura nella formazione dei bambini, ai quali è data la possibilità di coltivare le piante con le proprie mani.

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Orti e giardini nelle scuole

Nell’ambito del progetto la sensibilizzazione verso l’agricoltura e la natura sono curate dalla stessa Associazione e da agronomi, ex dirigenti del Ministero dell’agricoltura ora in pensione che, nei mesi di febbraio e marzo appena trascorsi, hanno incontrato docenti, genitori e alunni di alcune scuole di Roma, per dare loro i primi rudimenti dell’agronomia e dell’orticoltura e per parlare di educazione ambientale, di biodiversità, di prodotti biologici e di stagionalità dei raccolti,  stimolando gli adulti e i giovani a realizzare orti e giardini anche piccolissimi nelle scuole, in casa e in altri luoghi.
Si tratta di attività didattico-dimostrative a misura dei bambini più piccoli che, visitando gli orti sociali di Castel di Leva, per un giorno hanno lavorato la terra, sentito il profumo dei vegetali, osservato le piante ortive, assaggiato i loro frutti. Nel proporre e nel realizzare questo progetto l’associazione è partita da delle riflessioni su un fatto apparentemente ovvio: il contatto dell’uomo con la natura e con l’agricoltura dovrebbe avvenire fin da bambini, affinché ne resti traccia duratura nell’esperienza e nel ricordo dell’adulto.

Bambini e osservazione della natura

Questo significa che non solo la famiglia Obama ha capito l’importanza pratica, sociale, didattica e mediatica dell’orto fatto in casa, nel giardino o sul terrazzo.
Le scuole superiori di primo grado, primarie e dell’infanzia coinvolte in questa prima iniziativa sono localizzate a Magliano Romano, alla Garbatella, in zona Battistini e ad Ardea e questa ha suscitato l’interesse dei docenti e dei genitori.
Ma soprattutto i bambini e i ragazzi sono rimasti entusiasti delle novità, dell’osservazione della natura, con la semina, il trapianto, la coltivazione, il riconoscimento delle piante, l’osservazione della manipolazione casalinga dei prodotti appena raccolti e la loro degustazione.

L’importanza del rapporto tra natura, agricoltura e bambini:

I bambini-visitatori sono stati poi coinvolti nella passeggiata nell’orto di Castel di Leva, abbinata con forme di teatro che hanno visto essi stessi protagonisti della composizione dei racconti e della recitazione scenica.
I docenti di tali scuole stanno ora predisponendo delle relazioni, per raccontare questa esperienza didattica secondo il loro punto di vista e con le impressioni suscitate negli alunni. Le visite degli agronomi nelle scuole sono serviti per dimostrare l’importanza di ristabilire un rapporto fra i bambini che vivono in città e l’agricoltura.
Dopo l’azione di stimolo svolta dai tecnici, sono ora i docenti e i genitori che devono supportare i giovani nella creazione e lavorazione di piccoli orti e giardini. Questa prima esperienza ha confermato che il pieno coinvolgimento dei bambini si ottiene solo se lavorano direttamente la terra e hanno modo di verificare i risultati del loro impegno.
L’auspicio è che queste prime iniziative didattiche dell’associazione Acqua Sole Terra gettino le fondamenta per altre collaborazioni durevoli da realizzare nei prossimi anni, consentendo ai bambini e agli adulti di vivere delle esperienze utili soprattutto per le famiglie che vivono in città.
In proposito, lo statuto e il regolamento di funzionamento dell’Associazione sono disponibili sul sito acquasoleterra.org e chiunque sia interessato può utilizzarli come modelli già funzionanti, da adattare ad altre iniziative simili che s’intendessero realizzare.

Far crescere i propri figli negli agri-nido:

Questo progetto potrebbe risultare particolarmente importante, oltre che per gli aspetti dimostrativi in materia di politica didattica, anche sul piano della politica agricola, perché amplia il concetto di multifunzionalità dell’agricoltura, incidendo sulla conseguente possibilità di rendere economicamente più redditizie le imprese che offrono i propri servizi ai cittadini che sono consapevoli dell’importanza di far crescere i propri figli negli agri-nido anziché in una stanza d’asilo.
Servizi che le imprese agricole, se appositamente attrezzate, possono fornire alla didattica con evidenti vantaggi economici per le imprese in difficoltà, in un momento di crisi per molti settori della nostra agricoltura. Tre proposte operative.

L’agricoltura didattica in Italia

In molte zone d’Italia l’agricoltura didattica è ancora assente, nonostante consenta ai bambini di stare all’aperto, imparare l’uso delle proprie mani per fare delle operazioni che danno un risultato tangibile, tornare a un passato che, soprattutto per quelli che vivono in città, significa riappropriarsi della possibilità di vivere in campagna, riconquistando dei valori che solo la conoscenza precoce e diretta dell’agricoltura e della natura possono dare. In particolare:

  1. le Pubbliche Amministrazioni (ad esempio: Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Comunità montane) potrebbero mettere a disposizione delle modeste risorse finanziarie che, fin dall’inizio del prossimo anno scolastico, consentirebbero di promuovere altri progetti finalizzati a consentire la collaborazione degli agronomi con i docenti delle suole, con i genitori dei bambini e con gli stessi alunni, per promuovere la messa a coltura delle piante nelle scuole e nelle case;
  2. le tante Amministrazioni Pubbliche che dispongono di terreni agricoli sottoutilizzati potrebbero metterne una parte a disposizione dei cittadini che desiderano dedicarsi alla coltivazione degli orti sociali, consentendo alle famiglie di uscire dagli schemi imposti dalla vita in città e creando degli esempi diffusi sul territorio di produzione agricola biologica e sostenibile;
  3. le imprese agricole, soprattutto quelle ricadenti nelle aree peri-urbane, che ne hanno la vocazione potrebbero diventare anche didattiche, con dei vantaggi economici e sociali non trascurabili in questo momento di crisi. In proposito, sono sempre più frequenti le aziende agricole che hanno saputo coniugare sapientemente l’agricoltura biologica con quella sociale e didattica, sfruttando così al massimo i sinergismi e le complementarietà che esistono fra queste attività.

Le due iniziative pubbliche sopra citate sono poco costose e sono anche sinergiche sia fra loro che con la terza che è di natura privata. L’insieme delle tre potrebbe consolidare i modelli educativi e formativi dei bambini che hanno dato risultati importanti, se realizzati nelle aziende didattiche, negli agri-nidi e nelle scuole che dispongono di spazi dove far giocare i più giovani, impegnandoli nella coltivazione delle piante da giardino e da orto.

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