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Commissione Agricoltura approva la caccia al lupo

Nelle scorse ore la Commissione agricoltura della Camera ha approvato all’ unanimità un documento che, qualora dovesse essere convertito in legge, consentirebbe l’ abbattimento del lupo “per prevenire danni importanti al bestiame”.
La decisione arriva pochi giorni dopo le dichiarazioni dell’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte Claudio Sacchetto, che aveva lamentato “stragi di capre e pecore” definendole una “problematica oggettiva” ed era arrivato a  chiedere al ministero dell’Ambiente il permesso per avviare un progetto di abbattimento programmato dei lupi stessi (che, ricordiamo, sono una specie protetta dalla legislazione italiana e comunitaria).
A seguito di un attacco ad un gregge che nella notte tra l’ 11 ed il 12 luglio aveva causato la morte di 59 pecore, l’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte aveva parlato di “una vera strage, un problema che peggiora di anno in anno mettendo in ginocchio l’intero ecosistema.” 
Non sappiamo quanto abbia influito questo episodio sulla scelta della Commissione agricoltura della Camera, certo è che il documento (bipartisan) licenziato dalla Commissione (e che, ribadiamo, deve ancora essere convertito in legge) sembra andare proprio in quella direzione.
Naturalmente a seguito di questo provvedimento si è sollevata una protesta unanime da parte delle varie associazioni ambientaliste ed impegnate della difesa della specie in questione: Legambiente ha parlato di “provvedimento inaccettabile che non può diventare legge.”

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Abbattimento in caso di attacchi al bestiame:

Il Wwf Italia, nella persona del presidente Stefano Leoni, ha inviato una lettera alla Commissione Agricoltura della Camera nella quale si legge “Ancora una volta, ignorando dati scientifici, anni di studi e progetti concreti che dimostrano come la convivenza tra uomo e predatore sia possibile, si usa il lupo come il diavolo cattivo. Ma è veramente colpa del lupo se la pastorizia è in crisi o se l’allevamento non è più redditizio? È colpa del lupo la crisi profonda della montagna? Dietro allo spauracchio del ‘lupo cattivo’ si nascondono una maldestra politica agricola e le difficoltà di una attività agrosilvopastorale poco competitiva, che solo nell’innovazione, nella valorizzazione della filiera corta e nella qualità può cercare un suo riscatto”.
Anche l’Enpa (ente nazionale per la protezione degli animali), per voce del consigliere nazionale Annamaria Procacci, ha ribadito il concetto aggiungendo che “i danneggiamenti imputabili ai lupi valgono appena cinquantamila euro in tutto il territorio nazionale”.
Argomento questo piuttosto delicato se si considera la duplicità della problematica, vale a dire la necessità di tutela del patrimonio zootecnico soggetto agli attacchi di predatori (al riguardo la Ue ha ammesso nel 2005 la promozione di interventi di tutela) con la contemporanea salvaguardia delle specie protette (tra le quali appunto vi è il lupo) e quindi la non possibilità di caccia anche in caso di eventuale attacco.

 

Guerra preventiva ai lupi?

In sostanza con il documento approvato dalla Commissione agricoltura della Camera nelle scorse ore si ripropone un problema presente da tempo e le cui soluzioni potrebbero portare ad una spaccatura ancor più netta: da una parte vi è infatti chi teme che potrebbe nascerne una sorta di guerra preventiva ai lupi e che, per i cacciatori, potrebbe apparire all’orizzonte la possibilità di appigliarsi alla legittima difesa per sparare liberamente al predatore.
Di contro la Commissione agricoltura pone l’accento sulla necessità di prevenire danni importanti al bestiame e di salvaguardare il patrimonio zootecnico. La battaglia come evidente, è tutt’altro che chiusa ed è destinata, ne siamo certi, a proseguire a lungo.

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