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Italia: crescono odio e povertà

Mentre nel Parlamento italiano si dibattono materie completamente estranee rispetto ai temi ed affanni che vivono quotidianamente i cittadini delle varie regioni, la situazione economica e lavorativa, ancora condizionata dalla grave crisi che soltanto l’attuale governo ritiene superata, si aggrava sempre più, producendo nuove ondate di poveri cui ormai null’altro è rimasto per sopravvivere che rivolgersi alle organizzazioni di solidarietà e carità.
Non è solo il Sud del Paese a trovarsi in grave difficoltà, ma anche il ricco Nord compresa la città di Milano, dove negli ultimi tempi è notevolmente aumentato il numero di persone in difficolta’ che si rivolgono ai centro di ascolto della Caritas Ambrosiana.
C’è da specificare che a chiedere aiuto non sono piu’ solo gli immigrati senza permesso di soggiorno: i nuovi poveri, alla ricerca di sussidi economici e generi alimentari, hanno sempre piu’ spesso nomi e cognomi italiani, come avevamo certificato diversi mesi fa in una nostra inchiesta dalle pagine di questo giornale ( Una mattina alla mensa della Caritas ).

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Nuovi poveri italiani:

Lo evidenzia il ”Nono Rapporto sulla poverta’ nella diocesi di Milano” elaborato dalla Caritas Ambrosiana, che fotografa una situazione di grande difficolta’, confermando il decadimento della societa’ e, soprattutto, l’allargamento dei livelli di poverta’ ben oltre la categoria sociale dei vulnerabili: un generale impoverimento delle fasce piu’ deboli.
Per stare ai numeri, nel corso del 2009 il numero di persone bisognose che si e’ presentato nei centri di ascolto della Caritas Ambrosiana e’ stato pari a 17.283, in aumento del 9% rispetto al 2008.  E anche se gli immigrati rappresentano la maggioranza degli utenti (il 73,7% del totale), sono sempre di piu’ gli italiani in difficolta’ che scelgono di chiedere aiuto alla Caritas: +15,7% nel giro di un anno, oltre 600 persone in piu’ rispetto al 2008. Questo a Milano.
Sappiamo bene da recenti dati dell’Istat che Sicilia e Basilicata hanno un’ incidenza di povertà che riguarda il 28,8 per cento delle famiglie, mentre la Campania segue con il 25.3 per cento. Non andava così male dal 2005. La altre regioni d’Italia, come Calabria e Puglia, Basilicata, Molise ed anche alcune regioni del nord vedono tutte un incremento di povertà esponenziale. La classe politica è informata di tale tragedia, dato che continuamente stampa, radio e televisione ne scrivono e parlano; non sono neppure pochi, in verità, i suoi appartenenti che lanciano continui gridi d’allarme.
Forse per agire si aspetta che i centri della Caritas e delle altre organizzazioni di solidarietà scoppino di richieste d’aiuto. O che la rabbia di milioni di persone sfoci in eventi incontrollabili.

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